venerdì 29 aprile 2011

Il potere dell'illusione: quando gli psicofarmaci riescono lì dove gli esorcismi falliscono


«Exorcism-resistant ghost possession treated with clopenthixol»

Cioè qualcosa tipo:
«Possessione spiritica resistente agli esorcismi trattata col clopentixolo»

Niente male come titolo per una pubblicazione scientifica, no? Anche l'abstract è interessante:

PREMESSA: Un indiano residente in Gran Bretagna spiegava il suo comportamento criminale con una possessione spiritica episodica. Gli esorcismi tradizionali non avevano funzionato.

METODOLOGIA: Una diagnosi «occidentale» di uno stato dissociativo o di schizofrenia paranoide era stata elaborata. Il trattamento iniziava con l'uso di trifluoperazina e clopentixolo.

RISULTATI: Il paziente ha mostrato una remissione durante il trattamento neurolettico, malgrado precedenti prove di una possessione genuina.

CONCLUSIONI: Molte culture danno origine a casi di possessioni spiritiche apparentemente genuine. I neurolettici possono alleviare i sintomi di possessione resistente agli esorcismi.

LA SVOLTA CREAZIONISTA DI RATZINGER



E alla fine Ratzinger l'ha detto chiaramente: i cattolici non possono credere all' evoluzione, devono essere creazionisti. E lo ha detto chiaramente nell' omelia della veglia di Pasqua:
Se l'uomo fosse soltanto un prodotto casuale dell'evoluzione in qualche posto al margine dell' universo, allora la sua vita sarebbe priva di senso o addirittura un disturbo della natura. Invece no: la Ragione è all'inizio, la Ragione creatrice, divina.
Dunque l'esistenza del Dio cristiano è incompatibile con la teoria dell'evoluzione così come osservata e compresa da centocinquanta anni a questa parte.
Segnalo l'articolo «Ratzinger e la creazione» da Il Pensatoio di McG, che analizza ulteriormente queste parole di Ratzinger.

LA CHIESA CATTOLICA NON LAVA PIÙ BIANCO



di Anna Rita Longo.
Due libri appena pubblicati per i tipi di Piemme fotografano da due punti di vista differenti ma in modo ugualmente chiaro la situazione di estrema crisi che l’istituzione ecclesiastica cattolica sembra attraversare nei tempi più recenti.
Il primo testo è un saggio dal titolo accattivante e provocatorio: Gesù e i saldi di fine stagione, scritto dall’esperto di marketing Bruno Ballardini, già autore, per Minimum fax, del cult-book Gesù lava più bianco attraverso il quale, nel 2000, aveva dimostrato come la chiesa cattolica sia stata la prima “impresa” ad aver fatto uso delle più raffinate tecniche di marketing allo scopo di diffondere nel mondo il proprio messaggio. L’ operazione ha avuto senza dubbio un grande successo; ora, però, questa azienda di proporzioni gigantesche non vende più e la sua credibilità è messa in seria discussione.
Dati recenti evidenziano come sia in atto un’ emorragia

martedì 26 aprile 2011

BEATIFICAZIONE DI WOJTYLA, UNA AMPOLLA DI SANGUE ESPOSTA COME RELIQUIA



Sangue estratto e conservato in questi anni al Bambin Gesù dalle suore dell’ ospedale. Un anticoagulante presente nella provetta lo ha mantenuto liquido. 
Roma - La reliquia che verrà esposta alla venerazione dei fedeli durante la beatificazione di Giovanni Paolo II, il primo maggio, è una ampolla di sangue, estratto al papa polacco in previsione di trasfusioni e conservata in questi anni al Bambin Gesù dalle suore dell’ospedale. Il sangue è allo stato liquido, a causa di un anticoagulante presente nella provetta al momento del prelievo.
L' esposizione della reliquia Da tempo era nota l’esistenza di ampolle di sangue prelevate a Giovanni Paolo II prima della morte, e che alcune erano custodite da don Stanislao Dziwisz, segretario di Karol Wojtyla per quasi 40 anni e oggi suo successore sulla cattedra di Cracovia. Oggi il Vaticano ha chiarito che il card. Dziwisz custodisce due ampolle di sangue, ma che ce ne erano altre due al Bambin Gesù, custodite dalle suore dell’ospedale.
 Sarà una di queste, collocata in un "prezioso reliquiario fatto preparare appositamente dall’ Ufficio delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice", ad essere esposta durante la cerimonia di beatificazione, alla venerazione dei fedeli. "Negli ultimi giorni della malattia del Santo Padre - spiega la nota della sala stampa - il personale medico addetto comp prelievi di sangue, da mettere a disposizione del Centro emotrasfusionale dell’ospedale Bambino Gesù in vista di un’eventuale trasfusione.
Il centro, diretto dal professor Isacchi, era infatti incaricato di questo servizio medico per il Papa. Tuttavia non ebbe poi luogo alcuna trasfusione, e il sangue prelevato rimase conservato in quattro piccoli contenitori". Due di questi sono rimasti a disposizione del segretario particolare del papa Giovanni Paolo II, il Cardinale Dziwisz. Gli altri due sono rimasti all’ospedale Bambino Gesù, devotamente custoditi dalle suore dell’ospedale. In occasione della Beatificazione questi due contenitori sono stati collocati in due reliquiari. Il primo verrà presentato alla venerazione dei fedeli in occasione della cerimonia di Beatificazione del primo maggio, e poi sarà conservato nel "Sacrario" a cura dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, insieme ad altre importanti reliquie. Il secondo verrà riconsegnato all’ospedale Bambino Gesù, le cui suore avevano già fedelmente custodito la preziosa reliquia negli anni trascorsi. "Il sangue si trova allo stato liquido, - precisa la nota - circostanza che si spiega per la presenza di una sostanza anticoagulante che era presente nelle provette al momento del prelievo".

AFFOLLAMENTO DI HOMO



Questo tizio qui sopra è un Homo Sapiens Idaltu (la sua ricostruzione, chiaramente). Questa sottospecie del Homo Sapiens è vissuta in Africa Orientale 160000 anni fa. Meno famosa della nostra, cioè homo sapiens sapiens, questa sottospecie rappresenta un vero mistero per l' archeologia ortodossa. Furono presentati nel 1997 Herto Bouri , il quale trovò i resti di tre scheletri di Homo Sapiens Idaltu ben conservati dal sito di Middle Awash in Etiopia, come i nostri predecessori, come nostra specie progenitrice fin quando non si sono trovati alcuni reperti di homo sapiens sapiens datati 195000 anni fa, 35000 anni prima del Idalto (il nome Idalto significa progenitore).
Cosa vuol dire questo?
Vogliamo capire come una sottospecie mai trovata fino al 1997, sia comparsa sulla terra intorno a 160000
 anni fa per poi svanire nel niente. Come è possibile che nei millenni passati il genere umano abbia avuto così repentine mutazioni genetiche?

Dalle informazioni che abbiamo visionato noi della Gazzetta del Mistero, pare che l' argomento ed il quesito posto dalla scoperta di Bouri sia svanito come l'interesse per ricercare altri reperti di questa sottospecie. Un atteggiamento a dir poco sospetto. Tutto è stato sepolto.
Se vi ha stupito questa storia, ascoltate questa: l' homo floresiensis è un'altra specie del genere Homo completamente diversa e distante geneticamente dal nostro Homo Sapiens Sapiens scoperta in una grotta su un isola dell' Oceania nel 2003...
Cosa c'è di speciale?
Uomo scimmiaQuesto uomo scimmia, rappresentato qui a sinistra ed in basso, è comparso sulla terra 100000 anni fa e si è estinto 13000 anni fa ed ha convissuto con la nostra sottospecie, con i Neanderthal, con gli Idaltu e, presumibilmente, con dei rimasugli di Herectus e chi più ne ha, più ne metta. Un bell'affollamento di specie intelligenti.
Era molto basso, ma la dentatura era simile alla nostra e non a quella di un ominide primitivo. Si presume, vista la struttura della bocca e della cavita nasale, che potesse possedere un linguaggio.
Anche in questo caso ci sono stati molti rallentamenti stranamente accidentali alle ricerche dei privati ricercatori ed archeologi occupati al caso (es: la parte sinistra del bacino del reperto principale è stata "fracassata", oltre a varie rotture e perdite su altre ossa e sul cranio, la seconda mandibola di Homo floresiensis trovata, non ancora descritta in alcuna pubblicazione, si sarebbe spezzata mentre se ne prendeva il calco).
Non vi pare che nel giro di poche decine di migliaia di anni ci siano stati un po' troppi salti evolutivi? Forse mi perdo nella regolamentazione archeo-genetica ma tutto questo non mi convince affatto.
Forse non siamo stati creati da Adamo ed Eva. Qualcuno se ne dovrebbe fare una ragione. Può darsi che la sottospecie sapiens sapiens sia uno dei tanti esperimenti di qualche genere alieno con fini bizzarri. Se così fosse, noi della Gazzetta del Mistero chiediamo, ai nostri padri extrasolari, una specie nuova di Homo con femmine formose ed accoglienti alle quali piaccia molto il maschio sapiens sapiens (soprattutto se pelato).

IL CARDINALE, DIO E LA PIAZZA



Marco Tosatti.
Il capo della Chiesa cattolica di Scozia ha utilizzato l’omelia di Pasqua per lanciare un allarme contro il “secolarismo aggressivo”, suggerendo che ci sono coloro “che realmente cercando di distruggere la nostra eredità culturale cristiana e di togliere Dio dalla pubblica piazza”.
Il card. Keith O’Brien,arcivescovo di Edimburgo, noto per la sua franchezza, ha fissato la sua attenzione sulla “marginalizzazione” del cristianesimo nel Regno Unito. “I cristiani devono essere uniti nella consapevolezza comune dei nemici della fede cristiana nel nostro paese, del potere che esercitano in questo momento, e della necessità per noi di essere coscienti del diritto all’ eguaglianza che così tanti altri reclamano”. Nella sua omelia ha fatto esempi di cristiani vittime della legislazione sull’ eguaglianza.

L’omelia del card. O’Brien è giunta mentre il Premier David Cameron nel suo messaggio di Pasqua diceva: “Gesù ci ha insegnato ad amare Dio e il nostro prossimo. Ci ha guidati con il suo esempio e per millioni di noi i suoi insegnamenti sono così importanti come durante la sua vita sulla terra.
 Mentre partecipiamo a queste feste con i nostri amici e famiglie, possiamo ricordarci dell’enorme contributo che il cristianesimo ha dato al nostro paese”.

Scuola chiusa per messa: «È reato»



Genova - Esposti in Procura per le ore “buche”di scuola: per le lezioni saltate perchè mancano gli insegnanti e quindi gli studenti escono o entrano in classe in orari diversi da quello stabilito perché la scuola non chiama i supplenti. Ma anche perché le lezioni vengono sostituite con visite pastorali o celebrazioni religiose. Sono già cinque le segnalazioni sulle quali i magistrati genovesi stanno lavorando per episodi di questo genere accaduti negli ultimi mesi. In tutti i casi i genitori ipotizzano l’interruzione di pubblico servizio. L’ultimo episodio di contrapposizione tra i fautori della scuola “laica” tout court e chi sostiene le ragioni delle scelte religiose, dopo le contestatissime (in alcuni casi) presenze del cardinale Bagnasco negli istituti superiori durante laQuaresima, è l’iniziativa dell’istituto superiore Firpo Buonarroti. Ieri ha chiuso con l’anticipo di due ore la mattinata per consentire a chi voleva, insegnanti e studenti, di partecipare a una messa nella vicina chiesa dei Diecimila Crocefissi. Molto affollata e celebrata da un ex alunno del Firpo Buonarroti (sacerdote della chiesa di Santa Sabina). Una messa definita pasquale nella comunicazione della preside Giuseppina Manildo.

Così informato da alcuni genitori e anche da qualche insegnante, fa scattare la protesta Matteo Viviano del Cogede, Coordinamento Genitori Democratici, che «non potendo sporgere denuncia per interruzione di pubblico servizio in quanto portavoce di associazione» suggerisce ai singoli genitori di esercitare il diritto dell’esposto. Viviano ribadisce che anche la visita pastorale di alcuni giorni fa del cardinale Bagnasco al “Firpo Buonarroti” (ma non solo) durante le lezioni, e quindi di fatto sospendendole, è un’altra circostanza da mettere all’indice: «Di nuovo interruzione di pubblico servizio oltre che violazione della libertà di culto e di coscienza»

Gli risponde a distanza Tatti Vassallo, non solo la rappresentante dei genitori all’interno dell’istituto di via Canevari, ma anche componente insieme ad altri 50 genitori del Coordinamento Presidenti del Consiglio di Istituto della Liguria. Che si è formato lo scorso anno. «Che il Cogede faccia una battaglia sui supplenti che non vengono chiamati nonostante il ministero abbia spedito alle scuole i finanziamenti necessari.....- ribatte la Vassallo - Quanto all’iniziativa del “Firpo Buonarroti”, non c’è stata nessuna intenzione di mettere in atto un blitz, come sospettano i portavoce del Cogede, da parte della dirigenza scolastica. Perché ancora a febbraio in un consiglio di istituto, abbiamo votato per una “lectio brevis” il giorno in cui la scuola chiudeva per le vacanze pasquali. Si era ritoccato il calendario in occasione del 17 marzo e quindi abbiamo provveduto ad apportare alcune modifiche. Tra queste la chiusura anticipata di due ore delle lezioni pre-pasquali».

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2011/04/21/AOjdpGO-scuola_chiusa_messa.shtml

IL PRETE MOLESTA BAMBINE E IL PAESE LO DIFENDE



25 aprile 2011 - A Massa Carrara striscioni di solidarietà per il sacerdote accusato di aver palpeggiato e violentato due minorenni romene.
Striscioni di solidarieta’ sui muri della canonica per l’anziano sacerdote arrestato a Massa alcuni giorni fa con l’accusa di molestie, mentre il vescovo di Massa Carrara e Pontremoli Mons. Giovanni Santucci ha invitato a pregare per la Chiesa ‘in un momento cosi’ per la comunita’ di Massa Carrara’. Le parole sono state pronunciate dal vescovo durante la messa di Pasqua nel Duomo Di Carrara.
DENTRO ANCHE UN MAGHREBINO – Don Giuseppe Peretti parroco di Turano, frazione del comune di Massa, e’ agli arresti domiciliari con l’accusa di molestie nei confronti di due ragazze minorenni romene. Assieme a lui sono stati arrestati, nell’ambito di una inchiesta che riguarda lo sfruttamento della prostituzione e la consumazione di rapporti con minori, anche un cittadino magrebino e un commerciante di Massa, entrambi ai domiciliari.


RAPPORTI COMPLETI – Tante le manifestazioni di affetto e solidarieta’ per l’anziano parroco, 83 anni, chiuso in canonica da sabato mattina, giorno del blitz della squadra mobile di Massa. Durante la veglia pasquale sono state lette da parte dei fedeli preghiere e pensieri rivolti al parroco e questa mattina sono apparsi sulle finestre dalla canonica alcuni striscioni con scritto ‘ti vogliamo bene Don Giuseppe’ e ‘Sei un buon prete’. Le indagini sarebbero partite sei mesi fa: la squadra mobile individuo’ le due ragazze minorenni solite prostituirsi nei pressi della Stazione di Massa e le avrebbero convinte a collaborare. Pare che abbiano fatto i primi nomi di clienti e di sfruttatori, tra cui sono spuntati quelli del prete e del commerciante. Gli avvocati hanno dichiarato di avere in mano solo l’ordinanza di custodia cautelare, in cui si parlerebbe di molestie, palpeggiamenti, e consumazione di rapporti con minori.

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lunedì 25 aprile 2011

GIOVANNI PAOLO II: LE LUCI, LE OMBRE, IL MITO



25 aprile 2011 - Parte 1: Karol Wojtyla e il papato come strumento politico.
Vescovo di Roma, primate della Chiesa e capo della Gerarchia, vicario e successore di Gesù Cristo in terra. E’ il papa di Roma, la guida spirituale dei fedeli della Chiesa Cattolica. Per molti, una luce; per altri, un personaggio scomodo e controverso, da criticare. E di entrambi gli aspetti bisogna parlare quando si racconta la storia di uno dei personaggi che più di ogni altro ha cambiato e plasmato la storia recente: il cardinal Karol Wojtyla, eletto Papa con il nome di Giovanni Paolo II nel 1978.
LE ORIGINI – Originario di Wadovice, nel sud della Polonia, nasce da una famiglia più volte funestata da lutti: perderà la madre e la sorella. Il padre, già ufficiale dell’esercito asburgico, sopporta grandi sacrifici pur di mandare il figlio all’università.

IL VESCOVO CATTOLICO: “E’ ARRIVATO IL MOMENTO DELLE DONNE PRETE”



25 aprile 2011 - Il monsignore di San Gallo apre al sacerdozio femminile.
Riparte il dibattito sul sacerdozio per le donne. Tema tabù tra i vertici del cattolicesimo, ma molto sentito nella base, visto che l’impossibilità di diventare prete per chi non è un maschio viene spesso interpretata come una forma di discriminazione. A rilanciare il tema è stato un monsignore cattolico, il vescovo della diocesi di San Gallo, in un’intervista al giornale pastorale.
ANCHE LE DONNE POSSON DIR MESSA – Le Matin definisce la notizia una bomba, visto che poche volte un alto prelato si espone in maniera così chiara contro la linea ufficiale del Vaticano. Markus Büchel, vescovo di San Gallo, non si è fatto però problemi nell’affrontare un tema “sul quale c’è pressione enorme dell’opinione pubblica”. Il religioso elvetico, intervistato nella gazzetta della diocesi che si chiama Pfarrei Forum, ha rimarcato come sia giunta l’ora per l’ordinazione femminile. “Se in un certo periodo si è potuto dire che il sacerdozio per le donne non fosse un tema di discussione, ora questo punto di vista non è più difendibile”. “La Chiesa cattolica”, prosegue il vescovo, “ non può più ignorare un tema così sentito nella società civile. E in questa ottica, il diaconato femminile potrebbe essere un primo passo nel cammino verso il sacerdozio per le donne”.

CONVEGNO: FUORI E DENTRO LE DEMOCRAZIE SESSUALI. ROMA, 28 - 29 MAGGIO 2011



Presso Sala Pintor,Via dello Scalo San Lorenzo, 67 - Roma.
Convegno promosso da Facciamo Breccia in collaborazione con Orgogliosamente LGBTIQ.
La partecipazione al convegno è gratuita.
Il convegno intende dare voce alle politiche lesbiche, gay, trans, intersessuali, queer e femministe che si confrontano criticamente con il tentativo neoliberista di assimilare le istanze relative a genere e sessualità in chiave razzista e neocolonialista.
I movimenti femministi e LGBTIQ da sempre riflettono sul loro ruolo problematico all’interno di processi storici in cui emergono dei paradigmi globali. Il femminismo afro-americano e post-coloniale ha scoperchiato il vaso di Pandora delle connivenze tra una parte del femminismo bianco e  il colonialismo / l’imperialismo. Su un altro fronte, i movimenti delle donne e delle lesbiche hanno problematizzato la retorica dei diritti umani, criticandone l’impianto patriarcale, assimilazionista ed eteronormativo.

domenica 24 aprile 2011

NEGROMANZIA


Altro argomento riguardante la superstizione che, come si sarà notato, non è distinguibile da altre credenze, è la negromanzia. La parola, di origine greca, è costruita da due termini, l'uno (manteia) sta per divinazione, l'altro (necroz) sta per morto. Negromanzia significa quindi prevedere il futuro con l'aiuto dei morti. Niente di male se vi sono persone che ritengono di poter cogliere qualche cosa che le consoli da interpretazione di sogni in cui compare un caro estinto che magari gli fornisce un terno al lotto. Questa etimologia è ricavata dal cristiano Isidoro di Siviglia(18). Il fatto è che il termine è stato violentato dalla cultura cristiana che lo ha fatto diventare qualcosa di occulto, tremendo, in cui, come no ?, entrano i diavoli da protagonisti. Basta far discendere il necro- anziché dal termine greco da quello latino niger(19) che vuol dire nero (con richiamo al nero del lutto per i morti). Ma il nero è un colore lugubre, tra l' altro associato alla notte,
 al buio degli inferi, delle tenebre che accompagnano la morte. Ed ecco che con imperce

GIOVANNI PAOLO II BEATO SFRATTA DALLA TOMBA IL “TRADITORE” INNOCENZO XI


La tomba di Innocenzo XI
 Il pontefice vissuto nel ’600 è accusato di aver sostenuto il protestante Guglielmo d’Orange. Per lo scrittore Francesco Sorti è quella la ragione del “declassamento”
A San Pietro non è mai successo che la salma di un Papa prendesse il posto dei resti di un altro pontefice, soprattutto se beatificato. Accadrà il primo maggio, giorno della beatificazione, tappa formale verso la santificazione, di Karol Wojtyla.
GIOVANNI PAOLO II AL POSTO DI INNOCENZO XI – A cedere il posto ai resti di Giovanni Paolo II saranno quelli di Innocenzo XI, ad inizio aprile spostati da una cappella al primo piano vicino all’ingresso della basilica cattolica per un ambiente meno visibile. Beatificato nel 1956, Innocenzo XI, , che fu vescovo di Roma per 13 anni, fino alla sua morte avvenuta nel 1689, è stato recentemente macchiato da rivisitazioni storiche che lo vogliono traditore della Chiesa cattolica per aver aiutato il protestante
 olandese Guglielmo d’Orange rovesciare l’ultimo monarca cattolico d’Inghilterra, Giacomo II, nel 1688.
 Il giornalista italiano Francesco Sorti ha scoperto documenti che suggeriscono come la famiglia benestante di Innocenzo XI abbia contribuito a finanziare la campagna di Guglielmo a conquistare il trono inglese.
LO SCRITTORE: “AFFRONTO MESCHINO” – Sorti, autore di un romanzo (Imprimatur) basato sulle sue ricerche, definisce il trasferimento dei resti di Papa Innocenzo XI un affronto meschino da parte del Vaticano, un declassamento per il sostegno al re William. Sorti sottolinea che quest’anno ricorre il 400esimo anniversario della nascita di Innocenzo e che non è mai avvenuto che il corpo di un papa venisse spostato in altro luogo. “A causa del nostro libro Innocenzo ha perso la sua fama di santità, ha tradito la Chiesa cattolica”, ha detto lo scrittore. “Non è mai successo che il corpo di un papa venisse rimosso per far posto ad un altro pontefice, soprattutto se beatificati (tutti i papi beatificati sono sepolti in San Pietro, nda)”.
VATICANO: “NESSUN DECLASSAMENTO” – Un portavoce del Vaticano, intanto, nega il declassamento: “Alla ricerca di un posto per papa Giovanni Paolo II, abbiamo pensato alla Cappella di San Sebastiano perché più vicina all’ingresso della basilica”, più facilmente raggiungibile ai “molti pellegrini” che arriveranno. Benedetto XVI ha lodato il suo predecessore per quanto fatto e affermato in un momento in cui la gente “non vuole più sapere della fede in Gesù Cristo”. “Quando papa Giovanni Paolo II sarà beatificato il primo maggio, penserò a lui come un pontefice pieno di gratitudine, grande testimone di Dio e di Gesù Cristo”, ha fatto sapere Papa Ratzinger.

LA RELIGIONE FEMMINISTA DI GUGLIELMA LA BOEMA E MAIFREDA



DUE NOBILDONNE VISSUTE A MILANO NEL 1200 E CONDANNATE DALL' INQUISIZIONE.
L' ERESIA: Ritenevano che lo Spirito Santo avesse natura materna.
A rileggere la storia delle donne, la loro storia di ieri e dell'altro ieri, quando se ne stavano silenziose e sottomesse al mondo maschile, si ha l'impressione che periodicamente, da sole oppure in piccoli e meno piccoli gruppi, abbiano fatto delle sortite clamorose dal recinto al quale erano assegnate, delle azioni spettacolari e memorabili, anche se brevi, in quanto generalmente bloccate e ricomposte in fretta e in buon ordine.

LA PASQUA CRISTIANA Festa fraintesa e collegata al paganesimo.


Gesù deposto dalla croce
La pasqua che i cosiddetti cristiani festeggiano non ha nulla a che fare con la Pasqua biblica. La pasqua cristiana è del tutto fraintesa e ha collegamenti con gli antichi festeggiamenti pagani legati all’arrivo della primavera.
L'arrivo della stagione primaverile è segnato dall’equinozio (la parola viene dal latino e significa “notte uguale”) di primavera, in cui il giorno e la notte hanno uguale durata. Secondo le zone e gli anni, questo equinozio cade tra il 20 e il 23 marzo. Per le tribù pagane germaniche la dea della primavera era Ostara; per le tribù pagane anglosassoni era Eostre. Questo nome è tuttora presente nell’inglese Easter e nel tedesco Ostern, che significa “pasqua”. Queste tribù pagane appartenevano all’emisfero settentrionale, in cui la pasqua cade a ridosso della primavera. Nel mito di Ostara/Eostre, il cui regno era iniziato sulla terra in primavera, questa dea teutonica era giocosa.

ORIGINI PAGANE DELLA PASQUA


Uova di Pasqua
La Pasqua è una delle Feste cristiane per eccellenza, ma incorpora tradizioni precristiane legate alla primavera e alla fertilità.
Per i greci antichi, infatti, il mito del ritorno dal mondo sotterraneo alla luce del giorno di Persefone, figlia di Demetra, dea della terra, simboleggiava il rinascere della vita a primavera, dopo la desolazione dell'inverno.

PASQUA SENZA AGNELLI?...PROVIAMOCI!

Agnellino

Nei giorni di Pasqua è "tradizione" mangiare l'agnello. Vi siete mai chiesti quanti agnelli si macellino? Ma soprattutto vi siete mai interrogati sulla provenienza delle carni che portate in tavola? L'aumento della domanda determina lo "sfruttamento" di canali extranazionali a tutto danno del bestiame e del consumatore. L'articolo che segue tiene conto di tutto questo.
La Pasqua senza agnello è sinonimo di , chi ne sa poco cade in una facile suggestione ovvero considera l'argomento come un fenomeno di moda proveniente dagli ambienti animalisti, ma non è semplicemente questo. Leggendo potrete rendervi conto di come una Pasqua cruelty free sia una questione sociale con implicazioni legate alla salute alimentare. La tradizione pasquale vuole che per il pranzo, dopo il digiuno pre-quaresimale, si consumi l'agnello. In termini di numeri e dati, secondo la CIA (Confederazione Agricoltori Italiani),

si arriverà ad usare il 50% del totale consumo di carne ovina in un anno ... tutto concentrato nei giorni pasquali. Saranno macellati circa 4 milioni di agnelli in parte provenienti da allevamenti italiani, ma in gran numero provenienti dall'est Europa. Per via dei bassi costi, molta della carne che arriva sulle nostre tavole proviene dall'Est; anche considerati gli oneri economici del trasporto e la percentuale di decessi durante il viaggio, la spesa risulta conveniente. .... già ... conveniente ... non viene considerata la sofferenza degli animali che viaggiano in condizioni atroci, spesso sotto il sole, stipati un capo incollato all'altro, senza la possibilità di muoversi, senza pausa, senza bere, spesso sottoposti ad un caldo cocente.

La coscienza pubblica non è abbastanza progredita perché si possano pensare dei disegni legge che garantiscano il rispetto della dignità animale ... che fermino la barbara crudeltà di sottoporre gli animali a viaggi estenuanti, che per molti capi nemmeno si concluderanno, perché moriranno di stenti e fatiche in viaggio ... leggi che obblighino la macellazione nel raggio di pochi chilometri rispetto all'allevamento ... leggi che garantiscano una vita dignitosa all'animale destinato al macello. A chi pensa che le tradizioni vadano rispettate, rispondo che quelle anacronistiche vanno superate. Il progresso di una società non si vede solo dall'avanzamento tecnologico e scientifico, ma dall'emancipazione di una mentalità che guardi con rispetto all'ambiente in cui vive, laddove la parola "ambiente" sia intesa a largo raggio. Il rispetto non lo dobbiamo alle tradizioni obsolete, ma a noi stessi e al prossimo.

Gli uomini sono onnivori, per natura portati a mangiare anche carne oltre al resto; il problema della nostra società è che ne consumiamo troppa rispetto al nostro fabbisogno, mettendo in atto dei meccanismi causa-effetto deleteri e per l'ambiente e per la nostra salute. Il consumo esagerato di carne, in sfavore di altri cibi, può essere causa di malattie cardiovascolari ed altri disturbi che condizionano in negativo la nostra vita. Senza considerare che per nutrire gli allevamenti di capi di bestiame destinati alla macellazione sono necessari spazi fisici destinati agli animali e zone verdi che forniscano foraggio. Gli antichi parlavano di medietas, intendendo quel principio regolatore secondo cui l'eccesso e il difetto non sarebbero situazioni ideali, in medio stat virtus, locuzione latina sempre attuale, nel mezzo sta la virtù. Possiamo imparare dagli antichi e fare nostro questo principio, condannando l'eccesso, a favore di un consumo di carne più regolato.

La LAV (Lega antivivisezione) e l'OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) sono da sempre in prima linea, lavorando per sensibilizzare le coscienze perché vengano fermati i massacri pasquali e caldeggiando altri progetti volti ad ottenere un miglioramento delle condizioni di vita degli animali sfruttati dall'uomo. Qualche passo in avanti è stato fatto; sugli scaffali dei supermercati troviamo sempre più prodotti derivati da animali che siano allevati in condizioni dignitose: uova da allevamento non in batteria ma a terra; carni provenienti da pascoli liberi ecc. Ancora è molto il lavoro di sensibilizzazione da fare per affermare diritti che garantiscano agli animali da macello una vita dignitosa, ma passo dopo passo, all'insegna del progresso e di un'apertura mentale universale, arriveremo anche a questo obiettivo. Per ora... buona Pasqua a tutti ... possibilmente che sia una Pasqua cruelty free!

fonte : http://www.vitadamamma.com/

http://www.antikitera.net/news.asp?id=10371&T=5


VEGLIA DI PASQUA, BENEDETTO XVI: "L' UOMO NON È UN PRODOTTO CASUALE DELL' EVOLUZIONE"

Il Papa durante la Veglia Pasquale

Omelia in San Pietro: "La Chiesa serve per unire a Dio".
La funzione della Chiesa, l'amore e la ragione che hanno creato il mondo sono alcuni dei punti al centro dell'omelia del Papa durante la veglia pasquale a San Pietro. "La Chiesa non è una qualsiasi associazione che si occupa dei bisogni religiosi degli uomini", ha sottolineato Benedetto XVI, ma mette "l'uomo in contatto con Dio". "L'uomo non è il prodotto causale dell'evoluzione", ha aggiunto. "La Ragione è all'inizio, la Ragione creatrice, divina".
All'interno di una riflessione sulla creazione, il Pontefice ha ribadito che "non è così che nell'universo in espansione, alla fine, in un piccolo angolo qualsiasi del cosmo si formò per caso anche una qualche specie di essere vivente, capace di ragionare e di tentare di trovare nella creazione una ragione o di portarla in essa".
"Se l'uomo fosse soltanto un tale prodotto casuale dell' evoluzione in qualche posto al margine dell' universo

- ha sottolineato - allora la sua vita sarebbe priva di senso o addirittura un disturbo della natura. Invece no: la Ragione è all'inizio, la Ragione creatrice, divina".
''Omettere la creazione significherebbe fraintendere la stessa storia di Dio con gli uomini''. ''Il principio di tutte le cose - ha aggiunto poi - è la Ragione creatrice, è l'amore, è la libertà''.

Nell'omelia il Pontefice ha sviluppato la sua riflessione attorno al brano della Genesi sulla creazione, un racconto, ha detto il Papa, che ''è una profezia''. Quindi ha posto una domanda: ''E' veramente importante nella Veglia Pasquale parlare anche della creazione? Non si potrebbe cominciare con gli avvenimenti in cui Dio chiama l'uomo, si forma un popolo e crea la sua storia con gli uomini sulla terra? La risposta deve essere: no. Omettere la creazione significherebbe fraintendere la stessa storia di Dio con gli uomini, sminuirla''.

TGCOM


IL VESCOVO E IL SUO MESSAGGIO PASQUALE: “CHI È GAY SARÀ DANNATO PER SEMPRE”

Fabian Bruskewitz

23 aprile 2011 - Un alto prelato cattolico del Nebraska chiede alla Chiesa una denuncia più forte dell’ omosessualità.
Anche a Pasqua regna l’ omofobia. Nonostante il Cristo risorto dovrebbe ispirare qualche parola d’amore in più verso gli uomini, in accordo con l’insegnamento di Gesù di amare il prossimo come se stessi, un vescovo cattolico americano non ha potuto esimersi dall’annunciare il nuovo compito della Chiesa. Denunciare con più forza l’ omosessualità e ricordare a tutti che è un gravissimo peccato mortale.
MESSAGGIO D’AMORE -Fabian Bruskewitz è il vescovo della diocesi di Lincoln, Stato del Nebraska. Praterie del West americano e conservatorismo

che scorre nelle sangue di uno dei posti più repubblicani d’America. Ecco quanto riferito dal vescovo nelle sue prediche più recenti. “I comportamenti omosessuali sono essenzialmente sbagliati. Chi li fa con coscienza e intenzione, compie un peccato mortale.

Secondo il vescovo cattolico compito delle autorità ecclesiali è denunciare l’immoralità dei comportamenti omosessuali. ” I preti non devono evitare, di dire apertamente che le attività omosessuali sono immorali”.
SE SEI GAY SEI DANNATO PER SEMPRE - Proseguendo nel suo sfogo anti gay, il vescovo ci informa che ”Attenzione ed intelligenza sono importanti, ma non credo che esse possono fungere come scuse, perchè non si parli con chiarezza sui temi nel quale è necessario essere franchi, o fondamentale dal punto di vista pastorale. La forte pubblicità nella nostra cultura verso i comportamenti omosessuali impone che i preti rappresentino correttamente la lezione della Chiesa. L’omosessualità è un gravissimo peccato, e chi la compie mette in gravissimo pericolo la sua salvezza eterna.

http://www.giornalettismo.com/

venerdì 22 aprile 2011

brano tratto dal Il Vangelo secondo gesù cristo" di José Saramago

Ecco il Tempio. Visto così da vicino, dal piano inferiore dove ci troviamo, è una costruzione che da le vertigini, una montagna di sassi sopra sassi, alcuni che nessun potere del' mondo sembrerebbe in grado di approntare, sollevare, deporre e incastrare, eppure sono lì, uniti dal loro stesso peso, senza malta, semplicemente, come se il mondo fosse tutto una costruzione da montare, fino alle altissime cimase che, viste dal basso, sembrano sfiorare il cielo, come un'altra e diversa torre di Babele che la protezione di Dio non riuscirà comunque a salvare, perché l'attende lo stesso destino, rovina, confusione, sangue versato, voci che mille volte domanderanno, Perché, immaginando che esista una risposta, ma che prima o poi finiranno per tacere, perché solo il silenzio è sicuro. Giuseppe andò a lasciare l'asino in custodia presso un caravanserraglio di bestie, dove nel periodo di Pasqua o di altre feste non ci sarebbe stato neppure lo spazio sufficiente perché un cammello si scacciasse le mosche con la coda, ma che in questi giorni, scaduto il ter­mine del censimento e tornati i viaggiatori alle proprie terre, si presentava occupato entro la norma, fors'anche un po' meno in questa momento, data l' ora mattutina. Ma nel cortile dei Gentili, che circondava, all'interno del grande quadrilatero delle arcate, il recinto del Tempio vero e proprio, c'è già una gran folla, cambiavalute, uccelliera, mercanti che vendevano agnelli e capretti, pellegrini in continuo arrivo per un motivo o per l'altro, nonché molti stranieri condotti qui dalla curiosità di conoscere il Tempio fatto edificare dal re Erode di cui si parla in tutto il mondo.

Wojtyla, papa Giovanni Paolo II, il santo amico del dittatore Pinochet

Wojtyla, il prossimo santo della Chiesa, l'amico dei dittatori

Papa Giovanni Paolo II visitò il Cile nell'aprile 1987 e incontrò Pinochet. A volere fortemente quel viaggio l'allora nunzio apostolico nel Paese sudamericano Angelo Sodano. Polemiche ci furono per l'affacciarsi del Papa al balcone del Palazzo della Moneda con il generale e la benedizione impartita, nel cortile interno dello stesso palazzo ai funzionari del governo.

Il 18 febbraio del 1993 giunsero a Pinochet due lettere di auguri da parte del papa Wojtyła e del Segretario di Stato Angelo Sodano in occasione della ricorrenza delle sue nozze d'oro.

telegramma riservato di Giovanni Paolo II (18/02/1993)

"Al Generale Augusto Pinochet Ugarte e alla sua distinta sposa Signora Lucia Hiriart de Pinochet, in occasione delle loro nozze d'oro matrimoniali e come pegno di abbondanti grazie divine, con grande piacere impartisco, così come ai loro figli e nipotini, una benedizione apostolica speciale."
http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Giovanni_Paolo_II
http://it.wikipedia.org/wiki/Augusto_Pinochet
http://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_Sodano




E spera e spera, un uomo arriverà
L'immagino in strada, nei cortei, fra noi
Aver paura, piangere
Cercare i figli morti per lui
E l'uomo in bianco scese dal cielo
Ma era al di là delle barricate
E l'uomo in bianco vide la morte
Ma era di là dalle barricate
Santiago del Cile
Padre, tuo figlio dov'è?
Santiago del Cile
Io no lo vedo più
Natale di sangue
No, non lo scorderò
E spera e spera, il Papa arriverà
L'immagino in strada, nei cortei, fra noi
Gridare forte, combattere
Sacrificarsi per chi crede in lui
E l'uomo in bianco scese dal cielo
Ma era al di là delle barricate
E l'uomo in bianco vide la muerte
Ma era al di là delle barricate
E dittature e religione
Fanno l'orgia sul balcone
E dittatura e religione fanno l'orgia
Santiago del Cile
Padre, tuo figlio dov'è?
Santiago del Cile
Io no lo vedo più
Natale di sangue
No, non lo scorderò
Vangelo, pistola
Dimmi la pace qual' è?




giovedì 21 aprile 2011

WOJTYLA DAY: SCOPERTI HOTEL ABUSIVI PER I PELLEGRINI



Roma, beatificazione WojtylaHotel abusivi, sistemazioni illegali, attivita' alberghiere senza alcun requisito, tariffe gonfiate.
I controlli disposti dalla Questura di Roma in previsione della beatificazione di Giovanni Paolo II hanno riguardato in particolar modo anche il settore dell'accoglienza dei turisti e ha portato a ventidue licenze sospese, sei attivita' chiuse e oltre 300 mila euro di sanzioni.
L'obiettivo è tutelare i pellegrini in arrivo per la Beatificazione di Papa Wojtyla e gli operatori rispettosi delle regole. Gli agenti hanno setacciato le zone maggiormente interessate dalla presenza di strutture ricettive, in particolare "low cost", tra cui la Stazione Termini e quella a ridosso del Vaticano. Le verifiche hanno riguardato anche il "web" dove vengono evidenziati i casi ''sospetti'' dai quali poi scattano i controlli.
Oltre 60 le strutture ispezionate, in particolare Bed & Breakfast, ostelli ed affittacamere: ovvero il turismo a basso costo che si rivolge ai pellegrini.

Sono 22 le licenze di altrettante strutture che sono state sospese con provvedimento del Questore Francesco Tagliente per un periodo che va dai 5 ai 30 giorni. Altri 6 alberghi sono stati chiusi. In alcuni casi i proprietari delle strutture avevano ampliato abusivamente gli ambienti: in locali di appena 15 metri erano stati messi otto letti.


CONTRO GAY E ABORTO, LA COSTITUZIONE BENEDETTA DAL PAPA




21 aprile 2011 - La nuova Legge Fondamentale dell’ Ungheria preoccupa l’ Europa.
In Ungheria la destra autoritaria e religiosa ha finalmente trovato la sua più completa realizzazione. Il partito Fidezs del primo ministro Viktor Orbàn dopo aver introdotto una controversa legge sul controllo dei media di informazione si è scritto una Costituzione su misura. Il trionfo elettorale del 2010, quando Fidesz ottenne più dei due terzi dei seggi, ha così prodotto la prima Legge fondamentale europea che contraddice esplicitamente la Carta dei diritti della Ue, visto che pone esplicitamente in discussione il principio dell’uguaglianza di tutti gli uomini. Pesanti discriminazioni formali per gay e minoranze etniche, riconoscimento dei soli valori cristiani, divieto d’aborto, una miscela reazionaria condita con uno sostanziale annullamento dell’equilibrio dei poteri a favore del governo e del presidente della Repubblica.
L’ Unione Europea è scossa dal nuovo testo ungherese, anche se al momento non sono previste misure particolari. La Germania, il Paese che più conta nella parte orientale del Vecchio Continente, è la capofila nelle critiche alla svolta reazionaria in salsa magiara, nonostante la comune appartenenza nel PPE di Fidesz e Cdu, il partito tedesco di maggioranza relativa. Il Vaticano, invece, esulta per l’esplicito riconoscimento delle radici cristiane e per la lotta all’aborto e ai diritti per i gay.
PROFESSIONE DI FEDE DI UN SOLO PARTITO - Lunedì scorso il Parlamento di Budapest ha detto sì alla nuova legge fondamentale con 244 voti, tutti dai banchi del partito di governo Fidesz, che controlla i due terzi dei seggi parlamentari. L’opposizione socialdemocratica ha preferito lasciare l’aula e boicottare il voto. Jobbik, partito dell’ultradestra, ha votato contro la Costituzione, considerata per alcuni aspetti un vero e proprio “putsch” filo esecutivo Orbàn. Non è stata infatti predisposta alcuna Assemblea costituente per redigere il nuovo testo, e i partiti dell’opposizione sono stati sostanzialmente esclusi dal processo di revisione della carta fondamentale, così come il popolo non si potrà esprimere sul nuovo articolato che disciplinerà le loro vite. Il testo sarà firmato il 24 aprile dal presidente Pal Schmitt, e la scelta del Lunedì pasquale non sembra affatto casuale visto il contenuto ultrareligioso. La nuova Costituzione entrerà in vigore nel 2012, a meno di improbabili novità sul fronte europeo. Il testo inizia con un preambolo che si intitola riconoscimento nazionale di fede, che inizia con una dichiarazione di appartenenza alla Europa cristiana dichiarandosi in questo seguaci di Stefano I d’Ungheria, il primo capo del Regno magiaro che sconfisse un pretendente al trono pagano e cristianizzò definitivamente le terre ungheresi. Il preambolo afferma la centralità della cristianità, fondamento della Nazione, ed attua una cesura con il passato comunista dell’Ungheria, dichiarando nulle le leggi entrate in vigore tra il 1944 e il 1989. Nel controverso testo fa riferimento a Dio e al Cristianesimo come elemento fondante dell’Ungheria, mischiando la nazione “politica” e la nazione “etnica”, considerando parte della nazione gli ungheresi in Ungheria, i non ungheresi che vivono in Ungheria, gli ungheresi che vivono oltreconfine. Una possibile frizione con i Paesi confinanti non sarebbe esclusa visto che i limiti della Nazione ungherese cristallizzati nel testo sono ben più ampi di quelli effettivi. Inoltre la Costituzione punta a salvaguardare “l’unità spirituale e intellettuale” della nazione. Viene infine ribadito il dittico Famiglia e Nazione, che insieme al Dio così citato all’inizio del preambolo forma lo slogan più abusato delle destre di ogni tempo e luogo, i cui valori vengono cristallizzati in questo testo e soprattutto imposti, e non condivisi. E, come ciliegina sulla torta, ovviamente viene riconosciuto il diritto a possedere armi da fuoco per ogni privato cittadino.
PREMIER SUPERSTAR – La nuova Costituzione ungherese prevede una profonda modifica dell’equilibrio dei poteri sancito dalla precedente Legge fondamentale, che era stata introdotta dal regime comunista ma poi stravolta dopo la fine del socialismo reale nel Paese magiaro. Il testo restringe il campo di competenza della Corte costituzionale, in particolare in ambito economico e sociale, e allarga i poteri dell’esecutivo sulla Magistratura, unico potere dello stato ancora indipendente. Inoltre vengono abrogati tre contrappesi democratici: i Mediatori delle minoranze etniche, le autorità per la protezione dei dati personali e per la protezioni delle generazioni future. Sono modificate le procedure di nomina dei capi degli enti pubblici, con periodi di mandato di 9 e 12 anni, il che li rende di fatto intoccabili e pone seri vincoli anche ai futuri governi. Accordato al Consiglio di bilancio, istituito presso la Banca centrale, un potere di veto sul bilancio e la capacità anche di sciogliere il Parlamento. Il sistema di nomina di quest’istituzione dà un ampio potere al governo e al presidente della repubblica. Questo garantirebbe al premier Viktor Orban, anche in caso le elezioni del 2014 andassero male, la possibilità di far sciogliere un Parlamento neo-eletto. Prevede che il sistema pensionistico e la politica fiscale non possa essere modificata se non con il voto dei due terzi del Parlamento. Anche questo rischia di vincolare governi futuri alle scelte adottate dal governo Orbàn.
CONTRO I GAY, ROM E NIENTE ABORTO – I valori cristiani che permeano il testo sono esplicitati con due articoli che sostanzialmente impongono il divieto d’aborto e il riconoscimento di qualsivoglia forma di uguaglianza giuridica per le coppie omosessuali. Secondo la nuova Carta fondamentale il matrimonio è solo ed esclusivamente quello tra uomo e donna, e il possibile voto concesso ai genitori da esercitare per i figli minorenni definisce con ancora più forza l’assoluta preminenza della famiglia tradizionale. Non è ancora chiaro cosa ne sarà delle unioni civili introdotte dal precedente esecutivo socialista, ma una giurisprudenza fedele alla nuova Carta non potrebbe far altro che cancellarli. La vita, viene ribadito nel testo, inizia con il concepimento, de facto rendendo illegale la possibilità di aborto, sempre che i magistrati magiari non trovino formule giurisprudenziali per mantenere l’autodeterminazione delle donne. In una Nazione composta per il 18% da persone di etnia rom, la Costituzione del partito Fidesz non prevede alcun riferimento ai diritti per le minoranze etniche, al contrario viene abolita la figura di mediazione pubblica che era spesso chiamata all’opera in un Paese dove l’odio razziale si è intensificato con la crisi.
BENEDETTA DAL PAPA – Il Vaticano ha particolarmente apprezzato l’inserimento nella Legge fondamentale delle radici cristiane, un’antica battaglia ai tempi della poi fallita Costituzione dell’Unione Europea. Pochi mesi prima dell’approvazione Benedetto XVI aveva ricevuto in Vaticano il nuovo ambasciatore magiaro, e neil discorso a lui rivolto sembra sostanzialmente ricalcare gli articoli poi vergati dal partito Fidesz.
Signor Ambasciatore, con gioia Le do il benvenuto in questa solenne occasione della consegna delle Lettere Credenziali che L’accreditano come Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Repubblica d’Ungheria presso la Santa Sede.La fede cattolica fa senza dubbio parte dei pilastri fondamentali della storia dell’Ungheria. Quando, nel lontano anno 1000, il giovane principe ungherese Stefano ricevette la corona reale inviatagli da Papa Silvestro II, a ciò era unito il mandato di dare alla fede in Gesù Cristo spazio e patria in quella terra. Tuttavia, politica e fede cristiana si toccano.. Non si tratta di imporre norme o modi di comportamento a coloro che non condividono la fede. Si tratta semplicemente della purificazione della ragione, che vuole aiutare a far sì che ciò che è buono e giusto possa, qui ed ora, essere riconosciuto e poi anche realizzato La Santa Sede prende atto con interesse degli sforzi delle autorità politiche nell’elaborare un cambiamento della Costituzione. Si è espressa l’intenzione di voler far riferimento, nel preambolo, all’eredità del Cristianesimo. È altrettanto auspicabile che la nuova Costituzione sia ispirata ai valori cristiani, in modo particolare per quanto concerne la posizione del matrimonio e della famiglia nella società e la protezione della vita. Il matrimonio e la famiglia costituiscono un fondamento decisivo per un sano sviluppo della società civile, dei Paesi e dei popoli. Il matrimonio come forma di ordinamento basilare del rapporto tra uomo e donna e, allo stesso tempo, come cellula fondante della comunità statale è venuta plasmandosi anche a partire dalla fede biblica. In questo modo, il matrimonio ha dato all’Europa il suo particolare aspetto e il suo umanesimo,. L’Europa non sarebbe più Europa se tale cellula basilare della costruzione sociale sparisse o venisse sostanzialmente trasformata. Sappiamo tutti quanto sono a rischio il matrimonio e la famiglia oggi – da un lato per l’erosione dei loro valori più intimi di stabilità e indissolubilità, a causa di una crescente liberalizzazione del diritto di divorzio e dell’abitudine, sempre più diffusa, alla convivenza di uomo e donna senza la forma giuridica e la protezione del matrimonio, dall’altro lato per diversi generi di unione che non hanno alcun fondamento nella storia della cultura e del diritto in Europa. La Chiesa non può approvare iniziative legislative che implichino una valorizzazione di modelli alternativi della vita di coppia e della famiglia. Essi contribuiscono all’indebolimento dei principi del diritto naturale e così alla relativizzazione della legislazione tutta, nonché della consapevolezza dei valori nella società.
I CATTOLICI NOSTRANI ESULTANO – Contro la nuova Costituzione ungherese, che tutela “la vita del feto fin dal concepimento”, “si levano alte le accuse di arretramento, di integralismo ottuso e si esprime la paura di restrizioni in tema di aborto”. Lo scrive l”Avvenire’ che, in un editoriale a firma di Carlo Casini, eurodeputato Udc e presidente del Movimento per la vita, sottolinea che questa norma “è un elemento assai positivo” ma “di per sé non lascia prevedere un’abrogazione della vigente legge sull’aborto”.”Tuttavia – scrive ancora Carlo Casini nel corsivo intitolato ‘In Ungheria l’alba di un futuro più umano’ – si deve replicare ai contestatori che tale riconoscimento è tutt’altro che un ritorno a epoche buie del passato. Al contrario esso fa intravedere l’alba di un futuro più umano”. A difesa della Carta ungherese oggi anche il ‘Dignitas Humanae Institute’, un’organizzazione internazionale di ispirazione cattolica che ha il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione come ‘patron’. In una nota diffusa oggi l’istituto ricorda che la nuova costituzione ungherese, oltre a difendere il feto, invoca Dio nel preambolo ed esclude esplicitamente il matrimonio gay. Il ‘Dignitas Humanae Institute’ critica inoltre le riserve di Germania e Consiglio d’Europa nei confronti di Budapest: “Il relativismo, il l’ideologia revisionista socialista e il secolarismo militante hanno chiaramente reso la Germania e buona parte del’Ue cieca di fronte alla realtà”.

“ALLAH NON HA CREATO ADAMO”: MINACCE DI MORTE ALL’ IMAM EVOLUZIONISTA



Cercava di conciliare il Corano con Darwin.
Tutto è più difficile quando un dogma ha un unica versione ufficiale, e chi dissente bestemmia e va messo a morte: succedeva tempo fa nelle religioni cristiane, succede tuttora nell’ Islam coranico. Tanto che un Imam che si è permesso di affermare ciò che molti scienziati anche di provata fede cattolica ormai dicono senza particolari problemi: il testo sacro, la religione, non è incompatibile con la scienza, soprattutto quando si tratta di origine del mondo.
COMPATIBILI – Anche secondo l’ esegesi cristiana, infatti, la Bibbia è un testo fortemente simbolico che va letto secondo gli occhi di chi, molti millenni fa, lo ha materialmente scritto – fatta salva l’ispirazione divina. Non così il Corano che, per i musulmani, è parola di Dio dettata a Maometto, e come tale non falsificabile

da voce umana. Così, chi si permette di affermare qualcosa di contrario al testo sacro deve essere ritenuto blasfemo e trattato di conseguenza.
L’evoluzione e’ compatibile con il Corano: un’affermazione che e’ costata minacce di morte a Usama Hasan, imam della moschea al-Tawhid di Leyton a London, come racconta in un’intervista al ‘New Scientist’. ‘I miei problemi sono iniziati tre anni fa – racconta – quando ho scritto un articolo in cui sostenevo che dovevamo superare l’idea che Dio ha creato Adamo dall’argilla e gli ha soffiato dentro lo spirito vitale. Questa interpretazione letterale del Corano e’ ancora la posizione dominante. Sono stato cresciuto come un creazionista e sono stato fondamentalista per molti anni, ma sono arrivato alla conclusione che l’evoluzione e’ totalmente compatibile con il Corano e che le interpretazioni alternative alla creazione sono valide’.
E’ da un po’ di tempo che il prelato islamico, peraltro laureato in prestigiose università inglesi, afferma pubblicamente nelle sue prediche che la teoria dell’evoluzione è perfettamente compatibile con il testo coranico, e che chi afferma una versione del genere non deve essere né ostracizzato né zittito.

TENSIONI - Secondo Hasan, infatti, qualsiasi lettura “restrittiva” e letterale del testo Coranico è da rivedere e da abbandonare, in favore di una maggiore elasticità interpretativa.

‘Il creazionismo e’ la posizione ufficiale – prosegue l’imam – A molti di noi viene insegnato che l’evoluzione e’ sbagliata, non provata e blasfema’.

E sono infatti in molti quelli che interrompono, disturbano, danno fastidio, tentano di stoppare le predicazioni pubbliche di Hasan, arrivando fino – alla fine – alle minacce di morte verso la sua persona e la sua famiglia. La situazione è grandemente peggiorata, racconta al New Scientist ripreso in Inghilterra dall’Evening Standard, quando un famoso studioso saudita è venuto proprio in Inghilterra ad infiammare gli animi proprio sul tema che Hasan aveva osato trattare.

Le tensioni sono salite a dicembre quando un prelato saudita in visita ha detto ad una congregazione di Birmingham che chiunque creda nell’evoluzione non può guidare le preghiere del venerdì. Nel successivo gennaio cinque uomini hanno disturbato il Dr Hasan mentre guidava la preghiera nella sua moschea, dicendo che era anti-islamico.

E MINACCE – Da quel momento, per lui non c’è stata più pace.

E’ stata fatta una petizione online contro di me – continua – per farmi rimuovere dalla moschea. A gennaio ho tenuto una lettura alla moschea per chiarire la mia posizione, ma sono stato interrotto da un gruppo di fanatici e ho dovuto abbandonare’. In quell’occasione sono stati distribuiti volantini in cui si diceva che chiunque crede nell’evoluzione o la diffonde deve essere ucciso.

Il dottor Hasan è dunque stato costretto innanzitutto a chiedere più agenti di sicurezza per sé e per la sua famiglia – “potrei dover passare tutta la vita sotto scorta”, afferma ora – e poi, infine, a ritrattare tutto. “Il mondo musulmano”, dice ora, “evidentemente non è ancora pronto per un messaggio del genere”.

Recentemente pero’ Hasan ha ‘ritrattato’ la propria posizione, dicendo di essere stato ‘mal giudicato sulle sue posizioni. Sto abbandonando il mio tentativo di riconciliare l’evoluzione con il Corano finche’ le cose non si calmeranno – conclude – Servirebbero piu’ scienziati di fede islamica, noti per la loro devozione, che spiegassero il loro punto di vista. Ho avuto un grande supporto dagli scienziati musulmani, ma non hanno voluto parlare per paura di ritorsioni’.

Insomma, neanche chi potrebbe, parla, per paura dei fanatici che si alzano in piedi e urlando apostrofano chi la pensa diversamente come “apostata”. Ci vorrà ancora tempo perchè il mondo musulmano, evidentemente, sia pronto a discutere pacificamente questi contenuti.

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CAVOUR ULTIMO ATTO: L' INFERNO PUÒ ATTENDERE



Dagli Archivi segreti vaticani, la testimonianza del frate che confessò lo statista sul letto di morte.
ANDREA TORNIELLI -
Camillo Benso conte di Cavour, che nel letto di morte volle chiamare accanto a sé un sacerdote per ricevere i sacramenti, si limitò a confessarsi oppure ritrattò quelle posizioni che avevano provocato la scomunica di Pio IX contro di lui e contro tutto il Subalpinum Gubernium? Pochi giorni dopo la morte dello statista, avvenuta alle 9 di mattina del 6 giugno 1861, era stato il fratello, Gustavo Cavour, a spiegare pubblicamente dalle pagine dell’Opinione che non c’era stata alcuna ritrattazione e che il conte era morto senza ammettere errori riguardanti la sua politica di annessione dello Stato pontificio. Ora negli archivi vaticani è stato ritrovato un documento rimasto fino a oggi inedito,

che contribuisce a consolidare il quadro degli eventi di quei giorni. Lo ha messo in pagina sull’Osservatore Romano - il quotidiano della Santa Sede diretto da Giovanni Maria Vian - il Prefetto dell’Archivio segreto vaticano, Sergio Pagano. Si tratta della lettera autografa che il francescano fra’ Giacomo da Poirino consegnò a Pio IX dopo la burrascosa udienza durante la quale il Pontefice lo aveva rimproverato per aver confessato Cavour senza prima chiedergli di ritrattare. Un documento finito in una busta di atti diversi, riguardanti vari Pontefici, raccolti non si sa da chi, e rimasti fuori posto.

Fra’ Giacomo era il curato della parrocchia di Santa Maria degli Angeli a Torino, nel cui territorio risiedeva il conte. «A tenore di diritto canonico – spiega il Prefetto dell’Archivio segreto vaticano nell’articolo – Cavour non avrebbe potuto compiere la sua confessione sacramentale prima di aver rilasciato una pubblica ritrattazione dei gravi atti da lui ispirati contro lo Stato della Chiesa». La bolla di scomunica Cum Catholica Ecclesia prevedeva infatti che la confessione sarebbe stata invalida, e l’assoluzione inefficace, senza quella previa e pubblica ammissione.

Ma fra’ Giacomo – un uomo, annota Pagano sull’Osservatore, «tutt’altro che ingenuo e certamente integro» – in quella occasione fece prevalere il suo «scopo primario, pur se mischiato a una certa ingenuità», cioè quello di «salvare l’anima del moribondo, non quello di curarsi delle gravi censure ecclesiastiche in vigore». E, soprattutto, dopo la morte dello statista piemontese, tenne un atteggiamento «che poteva sembrare, e di fatto sembrò, ambiguo, sfuggente alla Santa Sede e allo stesso Pio IX». Anche Giacomo da Poirino, come il suo illustre penitente, non volle ammettere di aver sbagliato alcunché, e per questo il Papa gli proibì di confessare, gli tolse l’amministrazione della parrocchia e infine lo sospese a divinis. Solo in età avanzata cambierà idea: piangendo il «fallo commesso» chiederà a Leone XIII di essere reintegrato. Papa Pecci acconsentirà, e il frate nel 1884, un anno prima di morire, potrà riavere tutte le facoltà sacerdotali.

Nella lettera appena ritrovata, il francescano racconta al Papa in dettaglio le circostanze di quella confessione, ricordando come Cavour avesse detto chiaramente e davanti a testimoni che «intendeva di morire da vero e sincero cattolico». Parole che il suo confessore aveva voluto interpretare come una ritrattazione implicita. Di fronte a questa dichiarazione del conte «incalzato dalla gravità del male che a gran passi il portava a morte», il religioso si affrettò dunque ad amministrare il sacramento la mattina del 5 giugno, e il viatico la sera di quello stesso giorno. Il frate sottolinea nella missiva che «nel corso della sua gravissima malattia», Cavour «era ad intervalli soggetto ad alienazione di mente». Nel finale della lettera di scuse a Pio IX, fra’ Giacomo ribadisce di «aver fatto, quanto era in sé, il suo officio».

«Il buon frate (che malgrado l’increscioso episodio aveva al suo attivo una vita di impegno religioso zelante) – conclude il Prefetto dell’Archivio segreto vaticano -, pronto naturalmente all’obbedienza, passò il resto della sua esistenza nell’umile osservanza, anche se per lungo tempo dovette restar convinto di aver agito secondo coscienza cercando di salvare un’anima, pur nella trasgressione materiale di un precetto positivo pontificio».


La Stampa