domenica 19 febbraio 2012

Giordano Bruno? Per il Messaggero ha avuto un processo giusto e una detenzione umana



La statua di Giordano Bruno in Campo de’ Fiori a Roma (da Flickr)

 
Finalmente la verità su Giordano Bruno. A 412 anni esatti dal rogo di Campo de’ Fiori il Messaggero riscopre gli atti del processo. Un approccio leggermente revisionista e il quotidiano giunge a una conclusione sorprendente. Vuoi vedere che sotto sotto l’Inquisizione romana ha fatto bene a bruciare il filosofo di Nola?


La pagina in questione è tutta un programma. Sotto il titolo “Bruno, Gli atti mai visti del processo” un lungo articolo racconta il rinvenimento negli archivi segreti del Vaticano di un sommario del processo. La scoperta risale alla fine dell’Ottocento, ma il documento sarà esposto per la prima volta solo il prossimo 29 febbraio. L’occasione è buona per rendere onore alla giustizia dell’epoca. «Il processo, occorre riconoscere, fu pienamente legittimo considerando il contesto storico in cui ebbe luogo». Anzi, a leggere attentamente, sembra che l’Inquisizione abbia trattato il condannato pure bene. Sì, certo, le torture. Ma come riconosce il Messaggero «è stata tramandata un’immagine totalmente falsa del carcere in cui fu tradotto Giordano Bruno a Roma. Tale condizione, fraintesa, non era quella di una segreta opprimente e tetra, bensì una manifestazione di estremo rispetto in cui era tenuto il prigioniero».

Insomma, il frate sarà pure stato bruciato vivo. Ma con l’ausilio di tutti i comfort. «Aveva comodità di barbiere - ricorda il Messaggero - di bagno, lavanderia e rammendatura, provvista di capi di vestiario, vitto non scadente e financo il vino». A qualcuno sarà già venuta voglia di fare a cambio. E poi diciamocelo, Giordano Bruno se l’è andata pure un po’ a cercare. «Gli aspetti epicurei, diciamo pure osceni e goderecci, della filosofia bruniana - spiega il giornale - convergono in una visione talmente ampia da mettere in discussione principi fondamentali: la Trinità, l’incarnazione, il movimento delle stelle e dei pianeti, lo Spirito Santo, la creazione, l’anima umana, la vita ultraterrena».

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sull’innocenza del condannato, in un riquadro a parte il quotidiano romano riporta alcuni stralci del processo. Il titolo inquadra perfettamente Bruno: «Li piacevano assai le donne». Più sotto si legge: «Ecco alcune testimonianze usate contro Giordano Bruno». Si scopre così che il frate bruciato a Roma «era molto dedito alla carne». «Ho sentito dire a Giordano in casa mia - ricorda un altro testimone - che niuna religione gli piace». E qualcuno critica ancora l’Inquisizione…


http://www.linkiesta.it/giordano-bruno-il-messaggero-ha-avuto-un-processo-giusto-e-una-detenzione-umana#ixzz1mrR9x6XU