giovedì 25 ottobre 2012

Le letali temperature dell’inizio del Triassico

Ricostruzione del mondo agli inizi del Triassico in cui è evidenziata la "zona morta". Tetrapodi terresti, rettili marini e pesci erano quasi esclusivamente confinati alle alte latitudini. (Cortesia Yadong Sun, University of Leeds)


Dopo la grande estinzione di massa alla fine del Permiano - intorno a 250 milioni di anni fa - la rinascita della vita fu bloccata per cinque milioni di anni dalla rottura del ciclo globale del carbonio che nelle regioni tropicali ed equatoriali portò le temperature fino a 50-60 °C sulla terraferma e a 40 °C nelle acque marine di superficie. La scoperta ha implicazioni anche per una migliore definizione dei modelli climatici (red)



L’estinzione di massa che si verificò alla fine del Permiano-coincise con un rapido aumento della temperatura, che agli inizi del Triassico toccò valori talmente elevati - intorno ai 50-60 °C sulla terraferma e ai 40 °C nelle acque marine di superficie - da rendere quasi impossibile la vita alle regioni tropicali ed equatoriali, rallentando enormemente il recupero degli ecosistemi. E’ quanto emerge da uno studio condotto da ricercatori dell'Università di Leeds e della Cina University of Geosciences a Wuhan, in collaborazione con l'Università di Erlangen-Nurnburg, ora pubblicato su “Science”.

Grazie all’analisi dei rapporti isotopici dell’ossigeno presente nello scheletro (che dipendono dalla temperatura ambientale) di 15.000 antichi conodonti recuperati nei sedimenti del lago Suigetsu, nella Cina meridionale, i ricercatori sono riusciti a tracciare il quadro più dettagliato mai realizzato dell’andamento delle temperature fra 252 e 247 milioni di anni fa.
Le estinzioni di massa sono seguite da un periodo durante il quale non si assiste alla comparsa di nuove specie: in genere questa “zona morta”, si protrae per qualche decina di migliaia di anni. Nel caso dell'estinzione del Permiano - la peggiore di tutti i tempi, che spazzò via quasi tutte le specie esistenti - questa zona morta si protrasse per un un lasso di tempo che aveva lasciato sconcertanti gli scienziati: ben cinque milioni di anni.

"Il riscaldamento globale è da tempo messo in relazione all’estinzione di massa alla fine del Permiano, ma questo studio è il primo a mostrare che alle latitudini tropicali ed equatoriali le temperature estreme hanno impedito alla vita di riprendersi per milioni di anni", ha detto Yadong Sun, primo firmatario dell’articolo.
Il lavoro di Sun e colleghi è anche il primo a mostrare che la temperatura delle acque marine superficiali aveva raggiunto i 40 °C, una temperatura letale per quasi tutti gli organismi e alla quale la fotosintesi si arresta. (La media attuale della temperatura delle acque marine superficiali oscilla fra i 25 °C e i 30 °C.) Questa scoperta è destinata a incidere anche sui futuri modelli climatici, nei quali si è soliti presupporre che le acque marine superficiali non possano superare stabilmente i 30 °C.
Se prima dell’estinzione di massa della fine del Permiano la Terra era ricca di forme di vita sia sulla terraferma, con piante e animali - tra cui rettili e anfibi primitivi – sia in mare, l’aumento delle temperature – all’inizio dell’estinzione relativamente “contenuto” e non superiore ai 30 °C - ha fatto sì che ai tropici, pur caratterizzati da una elevata umidità riuscissero a crescere solo felci e arbusti, e sempre meno foreste, con una rapida sparizione degli animali, soprattutto dei vertebrati, il cui elevato tasso metabolico rende impossibile far fronte a eccessi di calore. Nei mari tropicali riuscirono a resistere solo alcuni molluschi e crostacei, ma non pesci o rettili marini, che trovarono rifugio, come altre forme di vita solo nelle regioni più prossime ai poli.

Queste situazione deve aver portato a una rottura a livello globale del ciclo del carbonio: in circostanze normali, le piante concorrono a regolare la temperatura assorbendo CO2 e conservandola sotto forma di materia vegetale morta. Senza le piante, i livelli di CO2 possono aumentare senza controllo, contribuendo a un ulteriore aumento delle temperature. Proprio questo circolo vizioso avrebbe dunque impedito il rapido riprendersi degli ecosistemi.

http://www.lescienze.it/news/2012/10/25/news/estinzione_massa_tropici_triassico_temperature_letali-1325739/