venerdì 29 giugno 2012

Governo e Chiesa, legami più stretti su insegnamento religione e osservatorio anti-persecuzioni


Il governo ‘tecnico’ guidato da Mario Monti non manca di coltivare stretti legami contatti con la Chiesa. D’altronde, la forte presenza di cattolici nell’esecutivo è indicativa.

Proprio ieri il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, e il presidente della Conferenza episcopale, il cardinale Angelo Bagnasco, hanno firmato due nuove intese per rafforzare l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole per aggiornare l’Intesa del 1985. E che puntano a rendere gli insegnanti di religione sempre più organici al sistema dell’istruzione pubblico.


Ad esempio, con l’armonizzazione dei corsi negli istituti superiori di Scienze Religiose gestiti dalla Chiesa e dei percorsi di formazione accademici stabiliti dal ministero per gli insegnanti. Definite anche nuove indicazioni per l’Irc nel secondo ciclo di studi, tenendo conto del nuovo assetto di scuole e istituti professionali. Nonostante il calo delle scelte per l’ora di religione in questi ultimi anni e il diffondersi di programmi per l’ora alternativa, nonostante l’ostruzionismo di molte scuole, i governi continuano a favorire l’insegnamento religioso e i professori di Irc.

Intanto il Ministero degli Esteri, guidato da Giulio Terzi di Sant’Agata, in collaborazione del sindaco di Roma Gianni Alemanno per Roma Capitale ha presentato ieri il neonato Osservatorio della libertà religiosa. Dovrà monitorare le violazioni della libertà religiosa, ma l’iniziativa ha un chiaro sapore cattolico ed è ben vista dal Vaticano. L’ha benedetta infatti l’arcivescovo di Baltmora, monsignor William Lori, con un discorso dal titolo Religious Liberty: God’s Gift to all Nations is our Responsibility to Defend. Il prelato, tra i più attivi contro i diritti delle donne e la riforma sanitaria voluta dal presidente Barack Obama, non ha mancato di accennare alle ‘persecuzioni’ che i cristiani subirebbero in Occidente e all’”anticattolicesimo” negli Usa.

Al ministro e al sindaco spettano la nomina di quattro membri del comitato e di un coordinatore. Scelti due diplomatici, Diego Brasioli e Roberto Vellano. Ma anche, guardacaso, noti esponenti dell’associazionismo cattolico. Cioè Attilio Tamburrini, redattore dei rapporti di ‘Aiuto alla Chiesa che Soffre‘, e il giornalista di Comunione e Liberazione Roberto Fontolan. Quale coordinatore, è stato scelto lo studioso Massimo Introvigne, esponente cattolico del Cesnur.

Le premesse del progetto non sono affatto promettenti. Ci chiediamo come Uaar se una composizione di questo tipo, sbilanciata a favore di ferventi cattolici, possa realmente impegnarsi a tutto campo e laicamente per la tutela dei diritti umani nel mondo. Ovvero, senza diventare l’ennesimo megafono del clericalismo in Italia a danno di atei e agnostici. E senza ignorare ad esempio anche i non credenti che subiscono pesanti condanne per il solo fatto di aver espresso le proprie opinioni, come recentemente accaduto in Tunisia.