lunedì 23 luglio 2012

Chi ha paura del matrimonio gay

Inutile tergiversare. Che la Curia di Milano creda seriamente che le unioni civili favoriscano la poligamia, fa ridere i polli. È pane per i denti della satira di Spinoza, insomma, nulla di più.

La faccenda si fa seria, invece, sul quotidiano online della Compagnia delle Opere, ilsussidiario.net, dove un articolo serissimo, a firma di Mauro Magatti – docente di Sociologia alla Cattolica – sostiene “la primazia, l’insostituibilità e la non equivalenza di quella straordinaria forma che è la famiglia cosiddetta naturale” in quanto “basata sulla dualità maschio-femmina e sul paradigma della relazione tra alterità, dell’unione nella differenza”.
Ne deduciamo, dunque, che Magatti ancori la diversità alla sessualità. Come se la relazione – umana, tout court – non sia possibile al di fuori del paradigma maschio-femmina e che, proprio per questo limite, non possa essere riconosciuta, garantita, istituzionalizzata al pari della famiglia eterosessuale.
Il dato sconvolgente è che sia un sociologo e non un prelato ad affermare una tale enormità: da quando la relazione con l’alterità è connotata sessualmente? Chi – se non il magistero della Chiesa cattolica – può affermarlo in forza di una qualche auctoritas del tutto autoreferenziale? Quale filosofo che abbia affrontato il tema dell’identità e del suo opposto, nelle differenti sistematizzazioni – Aristotele? Hegel? Lévinas? – ha mai ridotto la relazione molteplice, possibile tra “io e tu” alla mera dualità uomo-donna?
Dica, Magatti, che la conseguenza “etica” – “la primazia” – del matrimonio eterosessuale è piuttosto la premessa da cui far discendere il resto! Inclusa la ridicola (e abusata) affermazione che l’articolo 29 della nostra Costituzione – “la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” – sia la giustificazione giuridica della famiglia eterosessuale: dov’è scritto che il matrimonio debba essere tra persone di sesso diverso? Lo leggete da qualche parte voi nella Carta fondamentale?

Al confronto con il ragionamento proposto dal sociologo che scrive per il giornale dell’Opus Dei, le parole di un teologo come Giannino Piana sembrano pura avanguardia: “La relazione fondata sulla differenza sessuale non va assolutizzata come unico modello e fatta diventare il principio in base al quale valutare i comportamenti, considerando devianti tutti quelli che non la rispettano. Pensiamo, sempre in ambito neotestamentario, alla rilettura del testo paolino della Lettera ai Galati: Non c’è più né giudeo né greco, né schiavo né libero, né uomo né donna”.

D’altra parte, ridicola appare anche la conclusione del pezzo di Magatti, che chiama in causa persino Gaber: “Vengono in mente le parole così penetranti dell’ultimo Giorgio Gaber: La parola io/ questo dolce monosillabo innocente/ è fatale che diventi dilagante/ nella logica del mondo occidentale/ forse è l’ultimo peccato originale”.

Ma Magatti (e l’Opus Dei) hanno mai letto Martin Buber? Sì, Buber, filosofo e teologo, quello che diceva “In principio è la relazione”? Dovrebbero averlo fatto: il suo libro più importante, affascinante e difficile, che contiene tutta la sua filosofia, Io e tu, parla del mondo della relazione: “Non è possibile dire io senza intendere la coppia io-tu”, scrive Buber. E ancora: “Quando incontro un uomo offrendogli l’io della coppia io-tu, egli non sarà allora una cosa tra le cose, non sarà circoscritto nello spazio e nel tempo, non sarà possibile descriverlo. Egli è come una melodia, che non è un insieme di suoni, come una statua, che non è un insieme di linee: occorre andare oltre per arrivare al Tu, occorre strappare e lacerare per passare dalla molteplicità all’unità”.

Sembrano parole astruse e lontanissime dal dibattito sulle unioni gay. In realtà, ci potrebbero suggerire che né “io” né tanto meno “tu” dobbiamo essere necessariamente “maschio e femmina”.

@iladonatio

Ilaria Donatio

(23 luglio 2012)

http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/07/23/ilaria-donatio-chi-ha-paura-delle-unioni-gay/