giovedì 8 novembre 2012

Un'innovazione tecnologica di 71.000 anni fa

Gli scavi nel sito di Pinnacle Point (Cortesia Erich Fisher)


Ritrovate in Sudafrica punte di lancia da getto che retrodatano questa sofisticata tecnica di lavorazione della pietra di svariati millenni rispetto ai reperti finora disponibili. La scoperta conferma l'ipotesi secondo cui nella nostra specie l'evoluzione anatomica e quella cognitiva sono andate di pari passo (red)


Risale a 71.000 anni fa una serie di piccole pietre scheggiate, o microliti, prodotte in modo da poter essere usate come armi da getto, ossia come punte di lance. La scoperta - avvenuta nel sito di Pinnacle Point vicino a Mossel Bay, in Sudafrica, e descritta su “Nature” in un articolo a prima firma Kyle S. Brown - retrodata notevolmente l’emergere di questa significativa tecnologia litica, mostrando che fin dall'inizio l'Homo sapiens era dotato di capacità ideative superiori, e non vi sarebbe stato - come ipotizzato da alcuni antropologi - un periodo in cui H. sapiens era fisicamente ma non mentalmente moderno.
I microliti portati alla luce a Pinnacle Point, insieme ad altri reperti, testimoniano il possesso di una tecnologia avanzata e dimostrano l’esistenza di un pensiero simbolico. Gli antichi abitanti del sito infatti padroneggiavano una tecnologia per la produzione di lunghe lame sottili di pietra, successivamente spuntate da un lato in modo da poterle inserire in fessure intagliate in aste di legno o di osso e quindi creare armi leggeri da getto, come frecce o più probabilmente lance, che fornivano un significativo vantaggio rispetto a una lancia a mano aumentandone la portata e riducendo il rischio di lesioni.

Di fatto, questa tecnologia microlitica prese stabilmente piede in altre regioni dell'Africa e dell'Eurasia solo a partire da circa 20.000 anni fa, anche se altre ricerche archeologiche avevano in effetti già dimostrato la sua comparsa tra 65.000 e 60.000 anni fa, durante una fase glaciale che aveva interessato il pianeta. Tuttavia, finora si era sempre trattato di reperti sostanzialmente isolati, che non sembravano poter indicare l’esistenza di una vera “industria” litica, tanto da indurre molti scienziati a ipotizzare che queste tecnologie sarebbero emerse in piccole popolazioni in difficoltà durante periodi più critici legati al clima rigido, per sparire insieme ai singoli artigiani dotati di particolari abilità, seguendo quindi un andamento oscillante.
Nel caso dei reperti di Pinnacle Point – un sito che conserva circa 14 metri di sedimenti archeologici che coprono un periodo compreso fra i 90.000 e i 50.000 anni fa circa e che ha già permesso di portare alla luce quasi 200.000 reperti - la documentazione testimonia che la produzione di questi manufatti si è durata per almeno 11.000 anni. "Undicimila anni di continuità rappresentano in effetti un arco di tempo quasi inimmaginabile, durante il quale le persone hanno continuato a produrre strumenti in quello stesso modo. Questo non è certo un andamento oscillante", ha commentato Curtis W. Marean, dell’Arizona State University, che ha partecipato alla ricerca.

L’apparente molteplice comparsa e scomparsa di questa tecnologia, osservano gli autori, è molto probabilmente dovuta al semplice fatto che il numero di siti africani adeguatamente studiati è assai limitato, e che ulteriori scavi hanno una elevata probabilità di portare alla luce nuove preziose informazioni.

http://www.lescienze.it/news/2012/11/08/news/un_innovazione_tecnologica_di_70_000_ani_fa-1355236/