venerdì 4 gennaio 2013

La lotta di Malala Yousafzai

La lotta di Malala Yousafzai

02/01/2013 - Raccontava i suoi giorni da "clandestina" a scuola. Colpevole solo di esser donna e voler studiare, nonostante i diktat dei talebani. Storia di una ragazzina, che nonostante un attentato alle spalle, non si arrende e chiede una cultura "uguale per tutti"

giovedì 3 gennaio 2013

Il santino da collezione di RaiTre

Di­scet­ta­re sul­l’e­si­sten­za o meno di Gesù non è com­pi­to del­l’Uaar. Del resto, come ha scrit­to Robert M. Price, “l’al­ter­na­ti­va è tra un Gesù sto­ri­co mi­tiz­za­to e un Gesù mitico sto­ri­ciz­za­to”: sono poche le cer­tez­ze e le fonti non di parte, e di con­se­guen­za tante (in­fi­ni­te) le ipo­te­si che vi si pos­so­no co­strui­re sopra.
 
Tut­ta­via, di­scet­ta­re sul­l’e­si­sten­za o meno di Gesù po­treb­be anche essere com­pi­to della Rai, che è chia­ma­ta ad adem­pie­re a un con­trat­to di ser­vi­zio pub­bli­co che chiede ac­cu­ra­tez­za, im­par­zia­li­tà, scien­ti­fi­ci­tà nel­l’in­for­ma­zio­ne tra­smes­sa. Tutto questo non accade, anche sui canali ap­pa­ren­te­men­te più in­so­spet­ta­bi­li (e non solo a pro­po­si­to di Gesù). Se sul­l’ar­go­men­to la gran parte degli stu­dio­si re­cla­ma cau­te­la e pra­ti­ca pru­den­za, la tv di Stato am­man­ni­sce invece apo­lo­ge­ti­ca.


Le doti di arrampicatrice dell'antenata Lucy

Ecco come appare lo scheletro di Lucy, il famoso fossile di ominide della specie Australopitecus afarensis, ritrovato nel 1974 presso Hadar, in Etiopia. Ricostruzione del Museo nazionale dell'Etiopia ad Addis Abeba (© Christophe Boisvieux/Corbis)


Il fatto che l'anatomia di Australopitecus afarensis fosse adatta all'andatura bipede non esclude che questo nostro progenitore avesse abbandonato definitivamente gli alberi. Lo dimostra un nuovo studio che ha documentato che la muscolatura di alcune tribù di cacciatori-raccoglitori che ancora vivono in Uganda e nelle Filippine permette di salire agevolmente sugli alberi nonostante lo scheletro da esseri umani moderni (red)

martedì 1 gennaio 2013

Un rivoluzione nel mondo delle riserve di idrocarburi

Perforazioni in orizzontale permettono di estrarre gas dalle argille
 
Stanno davvero finendo gli idrocarburi liquidi e gassosi, come il petrolio e il gas? No, parola del Nic. Se gettassimo uno sguardo al 2030 vedremmo ancora auto a benzina o a gas? Si, statene certi. I sogni di auto elettriche, silenziose e non inquinanti non si avvereranno così presto. Parola del Nic, ossia del National Intelligenze Council degli Stati Uniti (una coalizione di 17 Agenzie del Governo degli Stati Uniti che studiano le strategie economico-politiche a lungo termine), che hanno appena redatto un quadro di come sarà il nostro pianeta nel 2030. Perché un’affermazione così sicura? Perché gli shale gas, che hanno fatto irruzione nello scenario energetico negli ultimi tre anni stanno radicalmente cambiando il mercato energetico mondiale. Gli shale gas, sono idrocarburi definiti “unconventional”, cioè non convenzionali, anche se sono del tutto identici e quelli tradizionali.

Dall'Higgs all'Uomo di Denisova: ecco la scienza migliore dell'anno

Gli ultimi 12 mesi sono stati estremamente ricchi di risultati scientifici. Per la rivista "Science" il più rilevante è chiaramente la scoperta del bosone di Higgs presso l'LHC di Ginevra. Ma anche nel campo della biologia e della genetica sono stati compiuti progressi fondamentali, dalle cellule staminali in grado di generare ovociti alle nuove metodiche per studiare la struttura delle proteine. Senza dimenticare la tecnologia, con il sistema di atterraggio su Marte della sonda Curiosity e il primo braccio prostetico controllato col pensiero (red)