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lunedì 23 dicembre 2013

Aborto, il governo vuole permetterlo solo in caso di “gravi problemi di salute”

Aborto, il governo vuole permetterlo solo in caso di “gravi problemi di salute”

Approvata dall'esecutivo la bozza che elimina tutti i vincoli temporali entro i quali era possibile interrompere la gravidanza e limita il diritto solo in casi di violenza sessuale. Proteste delle donne in tutto il Paese

mercoledì 11 dicembre 2013

Parlamento Ue, bocciato diritto all’aborto sicuro dopo mesi di dure proteste

Bandiera Ue

Stravolta la relazione dell'eurodeputata Edite Estrela "salute e diritti sessuali e riproduttivi" per la ferma opposizione delle destre. Scatenati gli anti-abortisti che dopo una campagna durata mesi hanno convinto la maggioranza degli eurodeputati ad approvare una versione edulcorata del testo

lunedì 11 novembre 2013

Aborto, continua la battaglia della Chiesa contro i diritti delle donne

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Meno figli? Colpa (anche) dell’aborto. Lo sostiene la conferenza episcopale,  identificando la diffusione dell’aborto e la “cultura dello scarto” tra le cause del calo demografico. In occasione della giornata nazionale per la vita ha invocato “un’alleanza” per contrastare il fenomeno e si è scagliata anche contro “forme mascherate di eutanasia” verso gli anziani. Una critica a tutto campo all’insegna del natalismo, una durissima presa di posizione no-choice.

lunedì 15 luglio 2013

Dall’Irlanda al Texas, le leggi poco rispettose dei diritti riproduttivi delle donne

In Irlanda, la Camera (Dáil) ha approvato la legge che consente l’aborto in limitatissimi casi. Il dibattito si è aperto mesi fa dopo la morte di Savita Halappanavar, causata dal mancato intervento di medici obiettori a seguito di complicazioni durante la gravidanza, che richiedevano un aborto terapeutico.

mercoledì 12 giugno 2013

Obiezione di coscienza selvaggia, qualcosa finalmente si muove

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L’obiezione di coscienza ha raggiunto ormai livelli insostenibili e mette ormai a rischio la stessa applicazione della legge 194. Lo sosteniamo da tempo, ma ora è stato autorevolmente sostenuto anche da governo e Parlamento. È una buona notizia.

lunedì 13 maggio 2013

Tempi cupi per la libertà di scelta

da Repubblica
La ma­ni­fe­sta­zio­ne degli an­ti­a­bor­ti­sti che si è svolta ieri a Roma non può essere presa sot­to­gam­ba. Non tanto perché è stato un suc­ces­so di par­te­ci­pa­zio­ne (a vedere le im­ma­gi­ni non sembra lo sia stato), quanto perché co­sti­tui­sce una pes­si­ma pre­mes­sa po­li­ti­ca per gli anni a venire. Vi­via­mo in­fat­ti in tempi di larghe intese e l’ab­bia­mo ormai capito a nostre spese: i com­pro­mes­si al ri­bas­so vedono quasi sempre come prima vit­ti­ma la lai­ci­tà.

giovedì 2 maggio 2013

Vietato abortire

Vietato abortire.

Manifestazione pro-aborto in El Salvador

El Salvador: la legge vieta l’interruzione volontaria di gravidanza in ogni circostanza. Anche in caso di stupro o incesto. E anche quando la donna rischia di morire.

martedì 30 aprile 2013

Spagna: cosa c’è dietro all’attacco alla legge sull’aborto

Quando le attiviste femministe dicono che i diritti acquisiti dalle donne sono fragili spesso vengono derise o liquidate come noiose e vetuste cassandre, forse seconde solo ai vecchi partigiani, che mettono in guardia chi è più giovane sulla fragilità della democrazia e sul pericolo, sempre in agguato, del palesarsi di vecchi e nuovi fascismi e totalitarismi.

Sulla democrazia e l’antifascismo, tuttavia, più voci si levano per unirsi al coro di monito, mentre sui diritti delle donne si fa fatica: molti se e molti ma abitano il percorso di libertà delle donne, ad ogni latitudine e in ogni orizzonte politico.

La prova, ultima, in ordine di tempo, che conferma la veridicità di queste paure, viene dalla Spagna.
A soli tre anni dalla stesura della legge spagnola sull’interruzione di gravidanza, che estendeva i casi nei quali l’intervento poteva essere effettuato, nominando e valorizzando l’autodeterminazione della donna, ora si torna indietro.

martedì 9 aprile 2013

Usa, in Kansas vittoria degli anti-abortisti. La legge: “Fecondazione è già vita”

Aborto

La misura è stata adottata anche in Missouri, Kentucky, Arkansas, Illinois, Louisiana, North Dakota e Ohio. In un’area enorme esiste ormai una sola clinica che pratica l’interruzione della gravidanza. Personale medico e infermieristico soggetti a continue pressioni e minacce. Le organizzazione pro vita puntano alla Corte Suprema

 

mercoledì 3 aprile 2013

Legge 194: se l’obiezione di coscienza diventa omissione di coscienza

E’ notte e nel reparto di ostetricia e ginecologia di un ospedale della provincia di Pordenone una donna sta molto male dopo l’intervento per l’interruzione volontaria di gravidanza. L’ostetrica teme un’emorragia e chiede inutilmente l’intervento della dottoressa in turno. La donna però si appella all’obiezione di coscienza da cui si sente tutelata. Alla fine deve intervenire il primario del reparto che presta soccorso alla paziente.

domenica 10 marzo 2013

Il sabotaggio della 194 e il lavoro dei medici non obiettori

Pochi, sottoposti a mobbing e senza possibilità di carriera. In un paese in cui i ginecologi obiettori sono il 70% del totale, è così che lavora quel manipolo di medici che garantisce l’applicazione della legge 194. Intervista a Silvana Agatone, presidente della Libera Associazione Italiana Ginecologi per l’applicazione della Legge 194 (Laiga), che in questi giorni tiene a Roma il suo secondo convegno nazionale.

sabato 26 gennaio 2013

Usa, carcere per donne che abortiscono dopo stupro: è “inquinamento delle prove”

Usa, carcere per donne che abortiscono dopo stupro: è “inquinamento delle prove”

La proposta di legge arriva da una deputata repubblicana del New Mexico: la vittima di una violenza carnale deve portare a termine l'eventuale gravidanza perché il feto possa essere utilizzato in sede di processo come prova del reato. Difficilmente il disegno passerà, ma l'asticella della decenza è stata di certo spostata qualche metro più in là

domenica 20 gennaio 2013

Irlanda, il governo ‘snobba’ la Chiesa e pensa a una legge sull’aborto

Nonostante l'opposizione dei vescovi cattolici, l'esecutivo è allo studio di una normativa che garantirà il diritto in casi di pericolo per la madre e di malattie genetiche del feto. Principi che varie sentenze hanno già applicato ma che finora non hanno mai avuto una regolamentazione organica

sabato 10 novembre 2012

Aborto, “troppi obiettori in Italia”. Consiglio d’Europa accoglie ricorso

Giudicata "ricevibile" l'istanza dell'ong "International Planned Parenthood Federation European Network", la decisione nei prossimi mesi. Il 70% dei ginecologi rifiuta di praticare l'interruzione di gravidanza. "Minato il diritto garantito dalla legge 194"

domenica 28 ottobre 2012

Belfast, apre la prima clinica per l’aborto. Tensione tra Londra e cattolici

L'attività della struttura è percepita come un'ingerenza da parte della politica inglese nella cultura del Paese. Infatti, nella capitale dell'Ulster, come a Dublino, l'interruzione di gravidanza è ritenuta un crimine, ma mentre l’Irlanda è uno stato indipendente, il Nord è legato al Regno Unito. Eppure, per quieto vivere, non si è mai praticata

lunedì 6 agosto 2012

Filippine, cattolici ancora contro legge su contraccezione

Nel­le Fi­lip­pi­ne da mol­to tem­po è ser­ra­ta l’op­po­si­zio­ne del­la Chie­sa al pro­get­to di leg­ge che in­ten­de fa­ci­li­ta­re l’ac­ces­so alla con­trac­ce­zio­ne, sia per gli uo­mi­ni che per le don­ne. Sa­ba­to scor­so si è svol­ta a Ma­ni­la una ma­ni­fe­sta­zio­ne con mi­glia­ia di cat­to­li­ci con­tro il Re­pro­duc­ti­ve Heal­th Bill, gui­da­ta da pre­ti e suo­re. Il di­se­gno di leg­ge è so­ste­nu­to dal pre­si­den­te Be­ni­gno Aqui­no, spes­so per que­sto at­tac­ca­to dal­la Chie­sa e dal­la fran­ge più in­te­gra­li­ste di fe­de­li, in un pae­se dove l’80% cir­ca del­la po­po­la­zio­ne si pro­fes­sa cat­to­li­ca.

martedì 31 luglio 2012

Flamigni: L’obiettivo è affossare la 194

di Cinzia Sciuto


Professor Flamigni, lei è l'unico che ha dato parere contrario al documento del Comitato nazionale di bioetica sull'obiezione di coscienza appena pubblicato. Quali sono le ragioni del suo dissenso?


Il punto fondamentale è che secondo il documento approvato dalla maggioranza del Cnb l'obiezione di coscienza è un modo per dare credibilità alla legge “creontea”, quella basata sui princìpi di forza, di maggioranza, legge che sarebbe, proprio per questo fastidioso modo di imporre la norma, priva di valori etici. Ora, immaginare che sia priva di valori etici una legge – come la 194 – approvata dalla grande maggioranza degli italiani, costruita sulla base del rispetto di determinati valori, preparata da un famoso intervento della Corte costituzionale è perlomeno assai poco credibile. Peraltro, come osserva il costituzionalista Gladio Gemma, se veramente il nostro parlamento avesse approvato una legge che non rispetta i valori fondamentali che devono guidare un paese democratico e laico, allora non ha alcun senso chiedere l'obiezione di coscienza ma bisognerebbe fare una battaglia affinché quella norma cambi. Se, al contrario, riconosco che quei valori sono stati rispettati, allora io non posso pretendere che il legislatore che queste leggi ha configurato rispettando quei valori poi autorizzi me a contraddirlo.

Il Cnb sull’obiezione di coscienza: diritto della persona

di Cinzia Sciuto

Diciamolo chiaramente: di questo parere del Comitato nazionale di Bioetica sull'obiezione di coscienza non se ne sentiva proprio il bisogno. In un paese in cui la quasi totalità dei ginecologi si rifiuta di compiere interruzioni di gravidanza proprio dichiarandosi obiettore di coscienza, e in cui a causa di questi numeri abnormi sta diventando praticamente impossibile abortire in molte strutture pubbliche, il Cnb – organo consultivo del governo – pubblica un parere (approvato con il solo voto contrario e motivato di Carlo Flamigni) in cui difende a spada tratta l'obiezione di coscienza, conferendole il rango di diritto costituzionale. Di più: definendola addirittura un baluardo della democrazia a presidio dei “diritti inviolabili dell'uomo”.

venerdì 20 luglio 2012

Legge 194, l’ultima offensiva: movimenti antiabortisti nei consultori

Non aveva nemmeno trent’anni, quattro figli e su di sé portava le conseguenze di otto anni di botte, stupri e minacce. Era scappata di notte portando via i bambini dalla violenza e prendendo il primo treno per una piccola città dove viveva la cugina. Era incinta e quella gravidanza non aveva nessuna intenzione di portarla avanti. Venne ospitata nella Casa rifugio e una mattina l’accompagnai ad abortire restando con lei, prima e dopo l’intervento. Abortì assistita dal personale medico nel silenzio e nel rispetto, pienamente lucida nella sua scelta.

Erano altri tempi. Erano tempi in cui non era ancora cominciata l’offensiva contro la legge 194 che nel 1978 aveva posto fine, finalmente, all’aborto clandestino, agli aborti praticati dalle mammane o a pagamento in cliniche private, all’estero o in Italia. Non so oggi come sarebbe stato l’aborto di Anna, forse senza il rispetto e l’assistenza medica che le erano dovuti.

Assistenza che oggi è negata a molte donne che si rivolgono alle strutture ospedaliere per abortire e sono sottoposte ad una moderna inquisizione tra le ostilità del personale medico obiettore e umiliazioni: storie che sono state raccontate nel libro denuncia Abortire tra obiettori di Laura Fiore che ha anche raccolto l’esperienza di altre donne che hanno raccontato di assistenza professionale o farmacologica negate anche per ore, con dolorosi travagli protratti inutilmente per aspettare il ginecologo non obiettore che praticasse l’aborto.