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venerdì 22 luglio 2022

Nobel Negati.

 Nobel Negati.

Tratto da: Scienziate del Novecento - La ricerca nell'ombra  di Sara Sesti.




Nel 1867 l'École Polytecnique di Zurigo aprì le sue porte alle studentesse: per la prima volta, dopo secoli di ostracismo, le donne avevano accesso allo studio delle materie scientifiche all'interno di un ateneo. A distanza di quasi centocinquant'anni, e in un quadro di riferimento molto diverso, il rapporto fra donne e scienza continua a presentare forti chiaroscuri: a tutt'oggi le scienziate insignite del Nobel sono infatti appena undici e il numero di donne che rivestono ruoli di rilievo nella ricerca rimane esiguo, malgrado gli ottimi risultati delle studentesse nelle facoltà scientifiche e la consistente presenza femminile in molti laboratori.

Apparentemente bizzarra, la definizione di «Nobel negati» fa riferimento ad alcune scienziate che, pur avendo preso parte a progetti premiati con il celebre riconoscimento, furono penalizzate rispetto ai loro colleghi: la cristallografa Rosalind Franklin, la biologa Nettie Marie Stevens, l'astronoma Annie Jump Cannon, l'astrofisica Jocelyn Bell-Burnell e le fisiche Lise Meitner e Chien-Shiung Wu. Tra di esse una soltanto è ancora in vita: l'astrofisica irlandese Jocelyn Bell-Burnell (1943), che scoprì le stelle pulsar nel 1967 quando aveva ventiquattro anni.

Studentessa a Cambridge, le fu assegnata come tesi una ricerca sui quasar. Durante le sue osservazioni scoprì sui diagrammi dei picchi inaspettati che comparivano periodicamente. Determinante per la scoperta delle pulsar fu il fatto che la giovane non trascurò queste «irregolarità», registrando puntigliosamente le apparizioni ripetute. La sorgente – chiamata all'inizio LGM, Little Green Man (omino verde), quasi si trattasse di un segnale «extraterrestre» – venne poi identificata come una stella di neutroni rotante ad altissima velocità, la prima pulsar appunto, e nel febbraio del 1968 la scoperta venne pubblicata su «Nature». Ma nel 1974 fu solo Anthony Hewish, relatore della tesi, a ricevere il Nobel per la fisica con Martin Ryle «per il ruolo decisivo svolto nella scoperta delle pulsar». Una ingiustizia mai sottolineata dalla stessa Bell-Burnell, ma cui cercò di rimediare l'Istituto Franklin di Philadelphia, che assegnò la medaglia «Albert A. Michelson» a Anthony Hewish e a Jocelyn Bell-Burnell «per uguale impegno».

Fra le vicende delle scienziate cui il Nobel è stato negato, emblematica è quella della fisica Lise Meitner (1878 -1968), austriaca di origine ebrea, che insieme ai chimici tedeschi Otto Hahn e Fritz Strassmann scoprì la fissione nucleare sul finire degli anni Trenta. Siccome Otto Hahn riteneva ancora azzardato esporre pubblicamente la teoria, fu Lise Meitner a scrivere su «Nature» una delle lettere più celebri della storia della scienza, datata dicembre 1938. Negli anni successivi la scienziata, fuggita dalla Germania nazista e rifugiata in Svezia, rifiutò di andare negli Stati Uniti a lavorare al Progetto Manhattan, il programma di Fermi per l'ideazione e la costruzione delle prime armi atomiche. Otto Hahn invece partecipò al progetto, fallito, di costruirne una tedesca e dopo la guerra ricevette il premio Nobel, che fu invece negato a Lise Meitner.

Altrettanto significativa è la sorte della chimica Rosalind Franklin (1920 – 1958) , che fornì le prove sperimentali della struttura del Dna. Per questa scoperta ricevettero il Nobel nel '62 solo James Watson, Francis Crick e Maurice Wilkins, che realizzarono il modello a doppia elica, reso possibile in realtà grazie alla famosa «foto 51», scattata dalla Franklin e sottratta dal suo laboratorio. La verità fu rivelata nel 1968 dallo stesso Watson nel libro “La doppia elica”, quando la ricercatrice era morta.

Chien-Shiung Wu (1912 – 1997) fu invece una delle 85 donne ricercatrici che parteciparono al Progetto Manhattan. Il risultato più importante della sua ricerca fu la dimostrazione, mediante un esperimento da lei stessa sviluppato, che il "principio di parità" fino ad allora ritenuto intoccabile non è sempre valido in campo subatomico. Per questa scoperta il Nobel andò solo nel 1957 ai suoi colleghi Tsung Dao Lee e Chen Ning Yang. In ambito scientifico si discusse molto se anche Chien-Shiung Wu avesse meritato il prestigioso premio: la decisione di escluderla si basava probabilmente sul fatto che la fisica teorica veniva tradizionalmente considerata più importante della fisica sperimentale, anche se in questo caso la sperimentazione costituiva l’aspetto fondamentale della scoperta.

Nettie Maria Stevens
 (1861-1912) fu una delle prime scienziate a farsi un nome nel campo della biologia. Nel 1905 ricevette il premio "Ellen Richards" e nello stesso anno pubblicò una ricerca che avrebbe rivoluzionato le conoscenze biologiche sulla determinazione ereditaria del sesso attraverso i cromosomi, ponendo le basi teoriche e metodologiche su cui si fondò nel 1910 il famoso laboratorio delle mosche drosofile, diretto da T. H. Morgan,  che ricevette il premio Nobel di genetica nel 1933.

Annie Jump Cannon (1863 -1941) prima donna Direttore della American Astronomical Society presso l'osservatorio dell'Università Harvard a Cambridge, Massachusetts. Fece parte del gruppo di sole ricercatrici di Edward Pickering, soprannominato “l‘harem di Pickering”.. Convinto che la mente femminile fosse particolarmente adatta a lavori ripetitivi quali la catalogazione o i calcoli complicati, Pickering durante la sua direzione, impegnò 45 scienziate a ordinare, dividere, catalogare e classificare il materiale che i colleghi maschi raccoglievano ai telescopi. La Cannon cominciò a classificare e catalogare le stelle attraverso lo spettro stellare, usando una procedura del tutto personale, basata sulla ‘arbitraria’ suddivisione delle stelle in classi spettrali O, B, A, F, G, K, M, e così via. La frase: “Oh, Be A Fine Girl, Kiss Me!” divenne celebre ed è  tutt’ora in uso, utilizzata da generazioni di astronomi per imparare la classificazione spettrale delle stelle. L’astronoma scoprì 300 stelle variabili, cinque novae e una nova nana. E’ ricordata anche per la sua lunga ricerca che produsse uno dei più importanti cataloghi stellari dell’800 - finanziata dalla miliardaria Ruth Draper - durante la quale analizzò e catalogò circa 500 mila spettri solari, a un ritmo di tre stelle al minuto. Ne teorizzò le differenze, gettando così le basi dello studio dell’evoluzione delle stelle. Ritenuta fin dal 1911 la più grande esperta vivente in spettroscopia,  divenne professore di astronomia ad Harvard solo nel 1938 all'età di 75 anni.

Se la sfortuna di scienziate come Rosalynd Franklin si può ricollegare al fatto che all'epoca della loro attività la presenza femminile nei laboratori era fortemente penalizzata (spesso le donne non erano ammesse alle mense e alle sale comuni, nei luoghi cioè dove avveniva lo scambio di informazioni tra scienziati), studi recenti hanno rilevato come forme sottili di discriminazione resistano anche oggi. Un'indagine condotta con rigore statistico nel '97 dalle svedesi Christine Wenneras e Agnes Wold e pubblicata su «Nature» ha dimostrato che per ottenere promozioni pari a quelle di un ricercatore, una ricercatrice deve dimostrarsi 2,5 volte più brava.

Rispetto al mancato riconoscimento dei “Nobel negati”, però mi ha sempre meravigliato il fatto che nessuna abbia mai protestato pubblicamente per il torto subito, per essere stata esclusa da un premio così prestigioso conferito, invece, a quelli con cui aveva lavorato fianco a fianco, nel migliore dei casi. Mi sono chiesta come interpretare quel silenzio. Se sia dovuto all’ambivalenza verso il riconoscimento esterno dei propri meriti: da un parte si desidera la visibilità di una ricompensa, dall’altra vi si rinuncia perché ci si  accontenta di aver realizzato bene un progetto. Oppure se, come afferma Jocelyn Bell-Burnell - in un'’intervista a Tuttoscienze del 14 marzo 2007- con riferimento alla sua esperienza personale, quello che conta di più per le donne è l’autostima e il fatto di portare avanti comunque le proprie passioni.  «Non ho vinto il Nobel, è vero. In compenso ho avuto tanti altri premi e in fondo è stato molto più divertente: il Nobel significa una settimana davvero fanta­stica a Stoccolma e poi più niente, perché nessuno osa da­re un riconoscimento a qualcu­no che è salito così in alto».

 

Per approfondire:  Sara Sesti e Liliana Moro, "Scienziate nel tempo. 70 biografie"  

edizioni LUD-Milano, 2010

Versione completa dell'articolo pubblicato su il Manifesto, 18 marzo 2007


domenica 17 luglio 2022

Prime immagini dal telescopio spaziale James Webb

Prime immagini dal telescopio spaziale James Webb

L'alba di una nuova era per l'astronomia è iniziata quando il mondo ha dato un primo sguardo alle piene capacità del telescopio spaziale James Webb della NASA, una partnership con ESA (Agenzia spaziale europea) e CSA (Agenzia spaziale canadese). Le prime immagini a colori e i dati spettroscopici del telescopio sono stati rilasciati durante una trasmissione televisiva alle 10:30 EDT (14:30 UTC) di martedì 12 luglio 2022 dal Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, nel Maryland. Questi obiettivi elencati di seguito rappresentano la prima ondata di immagini e spettri scientifici a colori raccolti dall'osservatorio e l'inizio ufficiale delle operazioni scientifiche generali di Webb. Sono stati selezionati da un comitato internazionale di rappresentanti di NASA, ESA, CSA e Space Telescope Science Institute.

Queste prime immagini dal telescopio spaziale più grande e potente del mondo mostrano Webb al massimo della sua potenza, pronto per iniziare la sua missione per  svelare l'universo dell'infrarosso.

Nebulosa Carina.































Crediti: NASA, ESA, CSA e STScI



























Credits: NASA, ESA, CSA, and STScI

domenica 1 giugno 2014

Teoria del Tutto, un nuovo capitolo

Il fisico David Deutsch propone una riformulazione della sua “theory of everything”, utilizzando come nuovo ingrediente la teoria dell’informazione. Con l’obiettivo di unificare fisica classica e fisica quantistica attraverso un sistema di meta-leggi che regolano il mondo


di Giulia Bonelli



Sherlock Holmes in un'illustrazione del 1904 di Sidney Paget. Crediti: Wikimedia Commons
Sherlock Holmes in un’illustrazione del 1904 di Sidney Paget. Crediti: Wikimedia Commons

giovedì 27 marzo 2014

Miraggi nel deserto quantistico

Il satellite Planck dell'Agenzia spaziale europea crediti: ESA)
Il satellite Planck dell’Agenzia spaziale europea (crediti: ESA)

Un articolo pubblicato su Monthly Notices, analizzando l’equazione di stato dell’energia oscura, suggerisce che la sua vera natura sia una forma dinamica dell'energia del vuoto quantistico, variabile nel tempo. Compatibile con i risultti di BICEP-2? Media INAF lo ha chiesto ai due autori

mercoledì 26 febbraio 2014

L’Universo nato da uno scongelamento

In questa mappa della radiazione di fondo cosmico, le barre bianche indicano la direzione della polarizzazione della luce più antica nell’universo. Crediti: NASA/WMAP Science Team
In questa mappa della radiazione di fondo cosmico, le barre bianche indicano la direzione della polarizzazione della luce più antica nell’Universo. Crediti: NASA/WMAP Science Team

Un fisico teorico tedesco ha proposto un modello non standard della creazione dell'Universo: la sua origine non è stata una fase estremamente calda e densa, bensì una fase lenta e fredda di trasformazione. Il modello smentisce anche che l'Universo sia in continua espansione

mercoledì 12 febbraio 2014

L’importanza di Charles Darwin (anche) nel 2014



L'importanza di Charles Darwin (anche) nel 2014.
Nel giorno in cui ricorrono i 205 anni dalla nascita del padre dell’evoluzionismo è ancora necessario ricordarne i meriti, contro lo spettro di un oscuro medioevo del sapere sempre pronto a tornare.

giovedì 30 gennaio 2014

Hawking: “I buchi neri non esistono”

Hawking:
in foto: Così apparirebbe probabilmente un buco nero posto in un contesto particolarmente ricco di stelle

Così come li conosciamo noi, non esistono. I buchi neri non risucchierebbero solo energia, ma la libererebbero anche, fino all'evaporazione.

domenica 29 dicembre 2013

I dieci eventi scientifici più significativi del 2013

I dieci eventi scientifici più significativi del 2013.
Le scoperte e gli avvenimenti che hanno caratterizzato l'anno appena conclusosi e che potrebbero cambiare per sempre il mondo scientifico (e non solo).

domenica 22 dicembre 2013

Ricerca scientifica, le donne sono ancora la minoranza

Succede che mi chiedano il commento quando esce una notizia, o pseudo-notizia, in ambito scientifico: a volte accetto e mi trovo a leggere o rileggere e pensare a cosa vorrei dire. Nella maggioranza dei casi tiro fuori qualcosa: avere un argomento è un ottimo esercizio per scovare pensieri nelle pieghe dei neuroni. Può accadere che scopra di non essere interessata quando l’argomento non cambia la sorte del mondo ed è stato messo lì per fare un po’ di rumore, per ribadire concetti che non miglioreranno la qualità della vita della gente.

mercoledì 18 dicembre 2013

Alla base della vita animale

Aplysina_aerophoba
CRONACA – La ricostruzione delle relazioni filogenetiche tra specie, e in particolare quelle tra gruppi tassonomici di rango elevato, è di fondamentale importanza per la comprensione della storia evolutiva degli organismi viventi. Se fino a qualche anno fa la maggior parte delle ricostruzioni filogenetiche erano basate su informazioni di carattere morfologico, oggi la genomica ha preso il sopravvento, consentendo di confrontare le intere sequenze di DNA delle specie attuali. E così, spesso, i genomi raccontano storie diverse da quelle scritte sui fenotipi.

venerdì 13 dicembre 2013

Tolomeo è duro a morire

Claudius_Ptolemaeus
Sembra difficile a credersi, ma la versione geocentrica dell'universo è dura a morire. E così, dato che una teoria è valida fino a prova contraria, se risponde ai requisiti fisici e matematici che la rendono plausibile, è necessario cercare le prove per confutarla. Prima puntata di un viaggio nell'ipotetico confutabile

giovedì 24 ottobre 2013

Ecco la galassia più distante nell’universo

Nell'immagine, proveniente dall'archivio della survey CANDELS, è indicata la galassia  z8_GND_5296, la più distante finora scoperta, a 13,1 miliardi di anni luce da noi. Crediti: V. Tilvi, S.L. Finkelstein, C. Papovich, A. Koekemoer, CANDELS, e STScI/NASA
Nell’immagine, proveniente dall’archivio della survey CANDELS, è indicata la galassia
z8_GND_5296, la più distante finora scoperta, a 13,1 miliardi di anni luce da noi. Crediti: V. Tilvi, S.L. Finkelstein, C. Papovich, A. Koekemoer, CANDELS, e STScI/NASA
 
Ben 13,1 miliardi di anni luce ci separano dalla galassia denominata z8_GND_5296, la più remota finora conosciuta. L'ha individuata grazie ai dati raccolti dal Telescopio Spaziale della Nasa Hubble e da quello terrestre Keck I un team internazionale di astronomi, tra cui Adriano Fontana, dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Roma

martedì 8 ottobre 2013

Il Nobel alla fisica va a Englert ed Higgs per gli studi sul Bosone


Il Nobel alla fisica va a Englert ed Higgs per gli studi sulla
La scoperta del Bosone di Higgs ha ottenuto il riconoscimento atteso, che si estende ai tanti ricercatori che hanno contribuito all'individuazione della (erroneamente definita) "particella di dio". Tra loro anche due italiani dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

lunedì 7 ottobre 2013

Nobel Medicina 2013, a tre biologi per il sistema di trasporto nelle cellule

Il Nobel per la Medicina 2013 agli scopritori del “servizio postale” nelle cellule.
James Rothman, Randy Schekman e Thomas Südhof hanno chiarito il modo in cui le vecicole cellulari trasportano a destinazione le molecole fondamentali per la nostra salute. 

martedì 1 ottobre 2013

In Sardegna s’inaugura il più grande radiotelescopio europeo

In Sardegna s’inaugura il più grande radiotelescopio europeo.
Apre gli occhi il Sardina Radio Telescope. Analizzerà l’universo nella gamma radio in cerca di pulsar, magnetar e anche di E.T. 

sabato 28 settembre 2013

Clima, nuovo rapporto IPCC: ci restano solo dieci anni per cambiare

Clima, nuovo rapporto IPCC: ci restano solo dieci anni per cambiare.
L’allarme nel quinto rapporto del panel dell'ONU. Nello scenario peggiore, le temperature saliranno di quasi quattro gradi. 

lunedì 16 settembre 2013

Big Bang addio: l’universo è emerso da un iper-buco nero?

Big Bang addio: l’universo è emerso da un iper-buco nero?
Secondo una nuova teoria il nostro universo potrebbe essere il prodotto del collasso di una stella di almeno quattro dimensioni spaziali.

venerdì 13 settembre 2013

Così potrebbe estinguersi l’umanità nei prossimi decenni

Così potrebbe estinguersi l'umanità nei prossimi decenni.
Il CSER annovera tra i suoi membri Stephen Hawking, Jared Diamond e Robert May. Insomma, scienziati di fama internazionale che ci dicono come potrebbe estinguersi l'umanità. 

domenica 8 settembre 2013

5 luoghi dove la nostra civiltà sopravvivrà all’estinzione

5 luoghi dove la nostra civiltà sopravvivrà all’estinzione.
Capsule del tempo, megaliti moderni e orologi millenari: ecco i posti da cui ripartiremo in caso di collasso della civiltà.

lunedì 2 settembre 2013

Ecco la nuova roadmap dell’esplorazione spaziale

Ecco la nuova roadmap dell’esplorazione spaziale.
A due anni dal primo documento, le agenzie spaziali mondiali rendono pubblica la nuova roadmap per l’esplorazione umana, con lo sbarco su Marte come obiettivo ultimo.