Blog Laicità Contro
martedì 18 ottobre 2011
QUALE FUTURO PER LA CHIESA ROMANA?
martedì 27 settembre 2011
I SOLDI DELLA CHIESA NON SI TOCCANO
Alain Salles.
La chiesa e i monasteri greci non pagheranno la nuova e impopolare tassa immobiliare decisa in tutta fretta domenica 11 settembre dal governo greco per rispettare gli obiettivi di bilancio imposti dai creditori del paese. "La chiesa pagherà le imposte sui beni che sfrutta commercialmente", precisa però un portavoce del ministero delle finanze di fronte al clamore provocato da questo annuncio. In questo modo sarebbero esentati dall'imposta i luoghi di culto e gli istituti di carità.
giovedì 15 settembre 2011
SPUNTA L' ICI PER LA CHIESA
Condono fiscale, condono edilizio, Ici sugli immobili della Chiesa, mamme prima in pensione, persino uno spiraglio per la revisione dell articolo 8 sulla libertà di licenziare. La Camera, obbligata il 14 settembre ad approvare la manovra senza modifiche per evitare una terza lettura del Senato, si è sbizzarrita a introdurre una serie di corpose integrazioni sotto forma di ordini del giorno votati 'a latere' della discussione.
Desideroso di portare a casa il sì definitivo al decreto, il governo ha lasciato fare con una certa larghezza, sapendo bene che gli ordini del giorno sono richieste del Parlamento non troppo vincolanti, destinati in molti casi a restare lettera morta.
martedì 6 settembre 2011
CHIESA E ICI: CHI NE È (DAVVERO) ESENTE?
Sono 140 mila gli utenti della rete che in questi giorni reclamano un taglio netto ai privilegi di cui gode il Vaticano. Abolire le agevolazioni su Ici e Ires, dimezzare dell’ 8xmille; per cominciare. I Radicali ne hanno fatto una battaglia decennale, culminata sabato con l’ illustrazione in Senato di un’ emendamento volto ad eliminare l’ esenzione dell’ imposta comunale sugli immobili (Ici) per le attività commerciali gestite da enti ecclesiastici. Persino l’ Unione Europea è intervenuta nel 2010, aprendo un’indagine contro l’ Italia per violazione delle norme sugli aiuti di Stato ed esortandoci a provare l’ inesistenza di un regime di distorsione nei fatti della libera concorrenza. [..
domenica 31 luglio 2011
SCHERMAGLIE STATO-CHIESA IN GEORGIA
Il 4 luglio, il parlamento ha deciso di attribuire alle principali minoranze religiose (musulmani, cattolici, armeni-gregoriani, battisti) la possibilità di registrarsi come persone giuridiche in qualità di istituzioni religiose. Fino ad ora, le diverse confessioni religiose potevano essere registrate come entità non commerciali di diritto privato.
A prima vista, la legge non avrebbe dovuto suscitare grandi reazioni nella società. E invece, del tutto inaspettatamente, ha originato il più serio conflitto fra Stato e Chiesa ortodossa degli ultimi 25 anni [...]
sabato 11 giugno 2011
Don Franco Barbero invita la chiesa a gioire per l' Europride
Mia cara chiesa, popolo e pastori, spero che il tuo cuore si rallegri vedendo questa folla immensa che viene da molti Paesi dell’ Europa e del mondo. È la gioiosa e colorata festa degli omosessuali [...]
Rallegrati, chiesa di Roma, popolo e pastori, lascia cadere i muri alla cui costruzione spesso hai collaborato. Entra, con lo sguardo e la tenerezza di Gesù, in queste vie e in queste piazze perché questi uomini e queste donne possano averti e sentirti compagna di viaggio. Mescolati con le loro danze e le loro canzoni, con le loro lacrime di gioia e di dolore, con le loro speranze. Tra loro si contano migliaia di sacerdoti e di prelati. A milioni nel mondo fanno parte delle chiese locali. Molto spesso si tratta di persone che portano nei loro cuori una fiducia ardente nel Dio di cui ci parla Gesù.
Ricordando, poi, che la sfilata dell’Europride ci sarà alla vigilia di Pentecoste – la solennità che ricorda la discesa sugli apostoli dello Spirito Santo dopo l’Ascensione di Gesù e, di fatto, la nascita della chiesa – don Barbero esorta preti e fedeli a lasciarsi coinvolgere da questo nuovo soffio dello Spirito di Dio che spinge a lottare contro l’omofobia e la discriminazione:
Mia cara chiesa,popolo e pastori, è Pentecoste! Sono sicuro che un vento caldo e impetuoso ti solleverà dalle tue paure e sarai anche tu voce che proclama il diritto di ogni uomo e di ogni donna ad amare secondo la sua natura. È lo Spirito di Dio che ti incalza e ti sollecita a lottare contro l’omofobia e contro ogni discriminazione. Non resistere a Dio: non ti mollerebbe. Lasciati coinvolgere.
Conclude, poi, invitando la chiesa a non mancare quell’ appuntamento di libertà che è il gay pride:
Mia cara chiesa, popolo e pastori, questi uomini e queste donne da secoli aspettano da te il messaggio liberatore del Vangelo e tu non puoi evitare o ritardare questo appuntamento. Se non ora… quando?
Una lettera coraggiosa, c’è da riconoscerlo. Speriamo che riesca ad aprire qualche barlume di speranza. La vedo difficile. Ma la speranza è sempre l’ultima a morire.
http://www.queerblog.it/
mercoledì 18 maggio 2011
Roma. 21 maggio 2011. Convegno sulla pedofilia clericale, Per organizzare i sopravvissuti
Roma - Sabato 21 Maggio 2011
Via di Torre Argentina 76 , Roma - c/o Partito Radicale
incontro roma
Programma
Ore 9,30 -11,00
Scambio di esperienze. I partecipanti all’incontro si raccontano la propria storia.
"Fuori dall'ombra". Proiezione multimediale e presentazione del progetto fotografico sui sopravvissuti alla pedofilia clericale.
Realizzazione: Silvia Amodio
Ore 11,00-13,00
I traumi psicologici dell’abuso.
Dott. Ascanio Trentini.
Le problematiche legali della pedofilia_clericale.
Avv. Sergio Cavaliere.
Testimonianze di associazioni di vittime all’estero.
Sue Cox (Gran Bretagna – Survivor’s Voice Europe)
Ton Leerschool (Olanda - Survivor’s Voice Europe).
Ore 13,00
Pausa pranzo.
Ore 14,30- 16,30
“Questo è il primo grado, poi si vedrà……..”
Dott. Roberto Mirabile (Presidente La Caramella Buona Onlus)
Il Vaticano contro la legalità internazionale
On.le Maurizio Turco
Come continuare il collegamento fra le vittime in Italia.
Contatti:
info@lacolpa.it
Tommaso Dell’Era tel. 348 8943924 (dopo le 18)
Marco Lodi Rizzini tel. 348 4200949
http://www.lacolpa.it/index.php?option=com...ured&Itemid=101
IL TEOLOGO VITO MANCUSO: E' SOLO LA PUNTA DELL'ICEBERG
Parla il teologo: "Le violenze sessuali sono molto più frequenti di quanto non si voglia ammettere ma anche di quanto si pensi. La visita di Bagnasco in parrocchia è stata una scelta tempestiva, e la sua presa di responsabilità esplicita"
di RAFFAELE NIRI
Vito Mancuso
"Ma questo don Riccardo Seppia è solo la punta di un iceberg, sbaglieremmo se ne facessimo un caso isolato. La verità, e mi duole doverlo ammettere, è che questi signori della Chiesa hanno più a cuore il mantenimento della propria struttura rispetto al futuro dei singoli bambini.
"Per dirlo con una formula: l'importante è mandare avanti la Ditta". Vito Mancuso è uno che, questi "signori della Chiesa", li conosce bene. Docente di Teologia all'Università San Raffaele di Milano, editorialista diRepubblica, a 23 anni è stato ordinato sacerdote dal cardinale Carlo Maria Martini, nel Duomo di Milano. L'anno dopo chiese di essere dispensato dalla vita sacerdotale e di dedicarsi allo studio della teologia: così il cardinal Martini lo spedì due anni a Napoli, presso il teologo Bruno Forte (oggi arcivescovo di Chieti e presidente della Commissione Episcopale per la Dottrina della Fede).
Dei tre gradi accademici del corso teologico ha conseguito il Baccellierato presso la Facoltà teologica di Milano, la Licenza presso la Pontificia facoltà teologica di Napoli, il Dottorato a Roma presso la Pontificia Università Lateranense. Poi si è sposato, ha fatto due figli e un numero infinito di libri: "L'anima e il suo destino" (con prefazione di Martini) finì ai primi posti in classifica e così "Disputa su Dio e dintorni" (con Corrado Augias) e "La Vita autentica". Due mesi fa, invitato da Luca Borzani per il ciclo "Le Religioni e le origini del mondo" ha spopolato, riempiendo il Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale.
Insomma, vista da vicino che Chiesa è?
"Una Chiesa dove queste violenze sessuali sono molto più frequenti di quanto non solo si voglia ammettere - e non vogliono proprio ammetterlo - ma anche di quanto si pensi. Chiunque abbia studi di Teologia alle spalle sa quanto sia terribile la debolezza umana, quanto sia enorme il problema della formazione, della selezione".
Cioè, il problema è che, proprio perché le vocazioni sono così poche, la Chiesa accetta chiunque si autoproponga?
"Non il problema, uno dei problemi. Un altro dei problemi è che la Chiesa ha più a cuore la propria struttura, la propria dottrina, la conservazione dell'edificio esistente, piuttosto che l'avvenire del singolo. Se il mio primo obiettivo è quello di custodire quello che sono, quello che ho, non mi preoccuperò troppo di quello che offro e di come lo faccio. E, non mettendomi in discussione, perdo autorevolezza".
Parlava di "scuola quadri": c'è effettivamente un problema di formazione?
"Tengono fermo questo semidogma che risale all'undicesimo secolo: prima non esistevano problemi di castità, da allora si tratta di una regola teoricamente inviolabile. Ma poteva andar bene nei secoli passati. Oggi le vocazioni sono sempre meno e la qualità dei sacerdoti sempre più bassa. Attenzione, l'omosessualità non c'entra niente: il problema è la repressione sessuale. L'eros, espresso nelle forme e nei modi corretti, è fondamentale per la completezza dell'individuo. La vicenda di Sestri ponente, comunque la si voglia leggere, porta a galla repressione e frustrazione".
Il presidente della Cei è corso subito a Sestri. Ha fatto bene?
"Io credo che sia stata un'azione tempestiva, il che non avviene spesso all'interno della Chiesa. Leggendo Repubblica, mi pare che la presa di responsabilità sia stata esplicita".
Molti sestresi non mandavano più i bimbi a catechismo: qualcosa vorrà pur dire.
"In casi come questo, in genere, ci sono anche segnalazioni, lettere, prese di posizione. E' la riprova di quanto dicevo prima: se hai più a cuore la struttura del singolo, questi sono i risultati. Se io ho come principale interesse quello di preservare la continuità, non mi preoccuperò dei singoli problemi che i sacerdoti creeranno".
Come se ne esce?
"Togliendo il celibato. Giovanni XXIII° istituì una commissione di 68 persone: 64 si espressero in favore della contraccezione. Poi arrivò Paolo VI° e diede ragione ai quattro: non bisognava entrare in contraddizione con Pio XI°, la cosa più importante era la continuità della dottrina. Insabbiano, affossano, ma l'importante, per loro, è non contraddirsi mai".
venerdì 29 aprile 2011
LA SVOLTA CREAZIONISTA DI RATZINGER
Se l'uomo fosse soltanto un prodotto casuale dell'evoluzione in qualche posto al margine dell' universo, allora la sua vita sarebbe priva di senso o addirittura un disturbo della natura. Invece no: la Ragione è all'inizio, la Ragione creatrice, divina.
Dunque l'esistenza del Dio cristiano è incompatibile con la teoria dell'evoluzione così come osservata e compresa da centocinquanta anni a questa parte.
Segnalo l'articolo «Ratzinger e la creazione» da Il Pensatoio di McG, che analizza ulteriormente queste parole di Ratzinger.
domenica 24 aprile 2011
IL VESCOVO E IL SUO MESSAGGIO PASQUALE: “CHI È GAY SARÀ DANNATO PER SEMPRE”
23 aprile 2011 - Un alto prelato cattolico del Nebraska chiede alla Chiesa una denuncia più forte dell’ omosessualità.
Anche a Pasqua regna l’ omofobia. Nonostante il Cristo risorto dovrebbe ispirare qualche parola d’amore in più verso gli uomini, in accordo con l’insegnamento di Gesù di amare il prossimo come se stessi, un vescovo cattolico americano non ha potuto esimersi dall’annunciare il nuovo compito della Chiesa. Denunciare con più forza l’ omosessualità e ricordare a tutti che è un gravissimo peccato mortale.
MESSAGGIO D’AMORE -Fabian Bruskewitz è il vescovo della diocesi di Lincoln, Stato del Nebraska. Praterie del West americano e conservatorismo
che scorre nelle sangue di uno dei posti più repubblicani d’America. Ecco quanto riferito dal vescovo nelle sue prediche più recenti. “I comportamenti omosessuali sono essenzialmente sbagliati. Chi li fa con coscienza e intenzione, compie un peccato mortale.
Secondo il vescovo cattolico compito delle autorità ecclesiali è denunciare l’immoralità dei comportamenti omosessuali. ” I preti non devono evitare, di dire apertamente che le attività omosessuali sono immorali”.
SE SEI GAY SEI DANNATO PER SEMPRE - Proseguendo nel suo sfogo anti gay, il vescovo ci informa che ”Attenzione ed intelligenza sono importanti, ma non credo che esse possono fungere come scuse, perchè non si parli con chiarezza sui temi nel quale è necessario essere franchi, o fondamentale dal punto di vista pastorale. La forte pubblicità nella nostra cultura verso i comportamenti omosessuali impone che i preti rappresentino correttamente la lezione della Chiesa. L’omosessualità è un gravissimo peccato, e chi la compie mette in gravissimo pericolo la sua salvezza eterna.
mercoledì 20 aprile 2011
STAMINALI, QUANDO LA CHIESA SPEGNE LA SPERANZA

Qualche giorno fa la rivista Nature ha riportato i dati di una ricerca giapponese secondo la quale è possibile generare una retina perfettamente funzionante utilizzando le cellule staminali embrionali. La ricerca, condotta presso il Riken Center di Kobe dal dottor Yoshiki Sasai, ha dimostrato che cellule staminali embrionali messe in un brodo di cultura particolare si sono organizzate autonomamente generando i tessuti della retina e i terminali nervosi dell’occhio. Nel leggere quell’articolo non ho potuto non pensare a quali grandi rivoluzioni questa scoperta potrà provocare e quali miglioramenti della vita dei ciechi potrà apportare. Significherebbe che uomini e donne oggi costretti alla cecità da malattie attualmente incurabili, come la retinite pigmentosa, potranno tornare a vedere, a vivere autonomamente, a godere della luce, dei colori e delle forme.
Ho pensato a quanti bambini potranno leggere i fumetti,
a quante persone potranno leggere un giornale o libro, guidare una macchina, scrivere con una penna biro. Ho pensato a quanti Paesi potranno utilizzare le risorse della spesa pubblica in investimenti, posti di lavoro, istruzione pubblica, sanità anziché pagare pensioni di accompagno, ausili tiflotecnici o video ingranditori, dattilobraille ecc. Ho immaginato un mondo dove la cecità era un antico ricordo, una condizione dell’altro secolo, qualcosa di superato, estinto. La sensazione che ho provato è stata di entusiasmo, di liberazione da un limite che affligge oggi milioni di persone in tutto il mondo e che per molti è motivo di grave peggioramento delle condizioni di vita. Ho pensato alle persone che vivono nel terzo mondo alle quali la cecità non permette la sopravvivenza, laddove le condizioni di vita sono proibitive. I risultati di questa ricerca, che ancora è tale va ricordato, sono il primo passo verso un miglioramento della vita di tutti gli esseri umani.
A spegnere il mio entusiasmo ha però provveduto il cardinale Elio Sgreccia, presidente emerito della pontificia Accademia della Vita che ha dichiarato: “La ricerca non deve usare le cellule staminali embrionali perché ciò comporta la distruzione dell’embrione”. Non mi è ben chiaro come si possa paragonare la vita di un uovo fecondato con l’esistenza di milioni di essere umani che oggi sono costretti alla cecità, né per quale motivo chi si erge ad interprete della parola di Gesù dimentichi che proprio Lui, secondo il Vangelo, ha ridato la vista ad un cieco e sanato uno storpio. Non capisco perché non si possa considerare la capacità dell’uomo di utilizzare il proprio ingegno per migliorare la vita degli altri come un disegno che qualcuno ha fatto per noi esseri umani. Ciò che ancora di meno capisco è per quale motivo si imponga una morale cattolica alla ricerca scientifica che vincola anche chi cattolico non è. Qualche anno fa il referendum sulla fecondazione assistita (che coinvolgeva anche la ricerca sulle staminali embrionali) ha visto una discesa in campo della Chiesa piuttosto determinante ai fini dei risultato, che ha vincolato tutta la comunità scientifica italiana e quindi la possibilità di accedere a quei risultati a tutti noi, cattolici e non.
Ricordo infatti che in Italia la sperimentazione sulle staminali embrionali è vietata. Credo che la soluzione migliore come sempre sia la libertà di scelta. Nessuno obbliga un cieco cattolico a sottoporsi all’impianto di cellule staminali embrionali, non vedo perché la cosa debba essere vietata a chi cattolico non è. Qualche anno fa ho conosciuto un prete che era diventato cieco in età avanzata. Era in contatto con alcuni medici americani per essere sottoposto ad intervento chirurgico. Gli chiesi cosa ne pensasse della posizione della Chiesa sul referendum, mi rispose “a volte la Chiesa farebbe meglio ad occuparsi di altro”.
Io credo che ogni tanto la Chiesa potrebbe tacere, lasciando agli uomini la possibilità di scegliere e attingere al proprio libero arbitrio. Per fortuna in Giappone il Vaticano non fa le leggi e dall’Italia ogni giorno partono molti aerei per Tokio.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/11/staminali-quando-la-chiesa-soffoca-la-speranza/103728/
