martedì 20 settembre 2011

2011: ODISSEA SU MARTE


Mars500, simulazione dello sbarcoStress da Pianeta rosso nella simulazione dello sbarco.
Di Barbara Ciolli.
Terra-Marte andata e ritorno sarà un viaggio di almeno 520 giorni. Ma l’ uomo, per ora, è troppo debole per farlo. «Siamo allo stremo», «mentalmente esausti», «vogliamo rivedere le nostre famiglie e il sole», hanno raccontato i sei 'marzionauti' agli scienziati che, da 16 mesi, li osservano nel loro isolamento.
Dal giugno del 2010 due europei, tre russi un cinese vivono sigillati in un’ astronave-container a Mosca, per compiere la simulazione spaziale Mars500 del primo arrivo dell’ uomo sul Pianeta rosso, realizzata dalla Russian academy of science, in collaborazione con l' European space agency (Esa).

SULL' ORIGINE DELLA RELIGIONE


Il fulmine di ZeusQuando si affronta, sul piano scientifico (e per quanto sia possibile), il problema dell' origine umana della religione, bisognerebbe fare un' importante distinzione preliminare, quella fra società antagonistiche e società collettive (tribali, claniche, comunitarie, ecc.). Tale distinzione permette subito di capire se un dato atteggiamento religioso (o mistico, irrazionale...) può essere strumentalizzato o no. Non è tanto, in effetti, il sentimento religioso in sé a costituire "problema", a destare il maggiore interesse (in un certo senso è irrilevante sapere come esso nasca), quanto piuttosto è l'atteggiamento della collettività nei confronti di tale sentimento, è lo sviluppo ch'esso assume in una determinata collettività.
Facciamo un esempio. La dipendenza dell' uomo dalla natura, quand'era avvertita con angoscia, poteva determinare un comportamento cosiddetto religioso (del tutto spontaneo, istintivo), ma mentre in una società divisa in classi c'è sempre qualche forza sociale
 che pensa di utilizzare tale comportamento per un fine di potere (cioè per sottomettere altre forze sociali), viceversa, nelle società caratterizzate dal comunismo primitivo tale strumentalizzazione avrebbe avuto molte meno ragioni di affermarsi.In altre parole: il bisogno di usare la religione (cioè i sentimenti d' impotenza, d' angoscia e di dipendenza, relativi a certi fenomeni naturali o sociali) per sottomettere qualcuno, poteva nascere solo in una società dominata dalla presenza dello schiavismo o della soggezione servile. Proprio tale concreta, sociale, sottomissione comportava, di necessità, che ogni atteggiamento quotidiano venisse ricondotto, per essere giustificato, a una motivazione di tipo religioso (almeno formalmente religioso), poiché solo con questa motivazione si poteva legittimare il riprodursi di quella stessa sottomissione.

ECO: “RATZINGER? NON È UN GRANDE TEOLOGO”


Ratzinger teologoIn un’ intervista a un giornale tedesco l’ intellettuale italiano attacca Benedetto XVI: “Ha la formazione filosofica di uno scolaretto”.
Redazione - Roma. 
Umberto Eco “boccia” papa Ratzinger. «Non credo che Benedetto XVI sia un grande filosofo, né un grande teologo, anche se generalmente viene rappresentato come tale». Lo ha detto l’ intellettuale, linguista e scrittore in un’ intervista al quotidiano tedesco Berliner Zeitung in edicola oggi.
«Le sue polemiche, la sua lotta contro il relativismo sono, a mio avviso, semplicemente molto grossolane - ha commentato Eco riferendosi ancora al Pontefice -, nemmeno uno studente della scuola dell’ obbligo le formulerebbe come lui. La sua formazione filosofica è estremamente debole».

VATICANO II, 50 ANNI DOPO


Concilio Vaticano IIdi José Comblin.
PRIMA DEL CONCILIO.
La maggior parte dei vescovi che arrivarono al Concilio Vaticano II non capivano perché fossero stati convocati. Pensavano, come i funzionari della Curia, che il papa da solo potesse decidere tutto e che non fosse necessario convocare un Concilio. Ma c’era una minoranza profondamente cosciente dei problemi esistenti nel popolo cattolico, soprattutto nei Paesi intellettualmente e pastoralmente più sviluppati, dove si erano vissuti episodi drammatici di contrapposizione tra le preoccupazioni dei sacerdoti più aperti al mondo contemporaneo e l’ amministrazione vaticana. Tutti coloro che perseguivano una presenza della Chiesa nel mondo contemporáneo, segnato dallo sviluppo delle scienze, della tecnologia e della nuova economia, come pure dallo spirito democratico, venivano repressi. C’era un’ élite di vescovi e cardinali consapevoli delle riforme necessarie e intenzionati a cogliere l’ occasione offerta da Giovanni XXIII. 

domenica 18 settembre 2011

BUNDESTAG BOICOTTA IL PAPA


Parlamentari tedeschi boicottano il PapaMarco Tosatti.
Circa 100 parlamentari tedeschi sui 620 eletti vogliono boicottare il discorso che Benedetto XVI terrà a Berlino in Parlamento. La gran maggioranza di loro appartiene al Partito socialdemocratico e ai Verdi. “E’ una cosa dalla mente così ristretta che non si sa se ridere o piangere – ha commentato l’ arcivescovo di Colonia, Joachim Meisner -. E il fatto che queste persone siedano in Parlamento non lascia un’impressione positiva sulla nobile rappresentanza del popolo tedesco”.
“Un esame critico del contenuto di posizioni diverse è accettabile” ha dichiarato il vescovo Joaichim Reinelt, di Dresda-Meissen. “Ma una piatta dimostrazione di ignoranza e cattivo gusto attraverso l’ assenza annunciata