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domenica 8 aprile 2012
La crocifissione del padre
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venerdì 22 aprile 2011
brano tratto dal Il Vangelo secondo gesù cristo" di José Saramago
Ecco il Tempio. Visto così da vicino, dal piano inferiore dove ci troviamo, è una costruzione che da le vertigini, una montagna di sassi sopra sassi, alcuni che nessun potere del' mondo sembrerebbe in grado di approntare, sollevare, deporre e incastrare, eppure sono lì, uniti dal loro stesso peso, senza malta, semplicemente, come se il mondo fosse tutto una costruzione da montare, fino alle altissime cimase che, viste dal basso, sembrano sfiorare il cielo, come un'altra e diversa torre di Babele che la protezione di Dio non riuscirà comunque a salvare, perché l'attende lo stesso destino, rovina, confusione, sangue versato, voci che mille volte domanderanno, Perché, immaginando che esista una risposta, ma che prima o poi finiranno per tacere, perché solo il silenzio è sicuro. Giuseppe andò a lasciare l'asino in custodia presso un caravanserraglio di bestie, dove nel periodo di Pasqua o di altre feste non ci sarebbe stato neppure lo spazio sufficiente perché un cammello si scacciasse le mosche con la coda, ma che in questi giorni, scaduto il termine del censimento e tornati i viaggiatori alle proprie terre, si presentava occupato entro la norma, fors'anche un po' meno in questa momento, data l' ora mattutina. Ma nel cortile dei Gentili, che circondava, all'interno del grande quadrilatero delle arcate, il recinto del Tempio vero e proprio, c'è già una gran folla, cambiavalute, uccelliera, mercanti che vendevano agnelli e capretti, pellegrini in continuo arrivo per un motivo o per l'altro, nonché molti stranieri condotti qui dalla curiosità di conoscere il Tempio fatto edificare dal re Erode di cui si parla in tutto il mondo.
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