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lunedì 23 gennaio 2012

STATI PSICOPATOLOGICI

IL capo-stregone si duole per la frammentazione della più grande favola del pianeta, il cristianesimo, e invoca un’ unificazione cristiana:
“La mancanza di unità tra i cristiani impedisce un annuncio più efficace del Vangelo, perchè mette in pericolo la nostra credibilità”...…”La mancanza di unità, ha rilevato, è “una grande sfida per la nuova evangelizzazione, che può essere più fruttuosa se tutti i cristiani annunciano insieme la verità del Vangelo di Gesù Cristo e danno una risposta comune 
alla sete spirituale dei nostri tempi”.(http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/divisione-cristiani-papa.aspx)
Giusto un paio di considerazioni: tranquilli ciarlatani impostori, non sareste lontanamente credibili nemmeno se foste tutti uniti sotto un’unica bandiera. In secondo luogo, è a dir poco una condizione psicopatologica la presunzione rinnovata e ostentata senza vergogna di evangelizzazione: questa sorta di conquista del mondo che vuole oscurare sotto l’ombra della croce quanto di libero esiste, trova una perfetta analogia con la diffusione metastatica di un cancro. Non c’è cosa più meschina del voler imporre al mondo intero i propri deliri spacciandoli per “sete spirituale”.

giovedì 24 marzo 2011

"Laicismo avanza"


«Il laicismo avanza, la Chiesa deve rievangelizzare la Spagna, ma prima dobbiamo provare a capire perchè esiste questo malessere», afferma in una intervista a La Vanguardia l' arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la Promozione della nuova evangelizzazione, creato l'anno scorso da Benedetto XVI. Per l'arcivescovo Rino Fisichella non ci sono «grandi differenze nella secolarizzazione della Spagna rispetto ad altri paesi europei», anche se ammette che nella Penisola iberica «c'è disorientamento ed emergono forme di contestazione contro la Chiesa che molte volte è vista come un'istituzione di ricchezza e potere». Circa la creazione del Consiglio che presiede - e che è diretto ad una nuova evangelizzazione dei paesi cattolici minacciati dalla secolarizzazione - l' arcivescovo esclude che sia dovuta al fatto che «la chiesa è disperata» ma ritiene che si è resa conto che «il mondo ha perso la speranza».
 «Le questioni bioetiche - aggiunge Fisichella - saranno sempre più rilevanti e non si possono ridurre all' aborto» perchè «la Chiesa non guarda con sospetto alla ricerca scientifica, ma vuole essere ascoltata quando mette in guardia sul fatto che questa deve essere etica».
A una domanda sullo spazio concesso alle donne nel seno della Chiesa, infine, il porporato indica che è «una rivendicazione legittima, ma non si deve confondere il servizio con il potere» e si chiede se sia «più importante avere un alto incarico nella curia romana o essere catechista». «Senza la catechesi delle donne, conclude Fisichella, in Italia chiuderemmo molte parrocchie».
Giacomo Galeazzi - La Stampa