tratto da: Ildialogo.org
Gentile direttore,
mi pare doveroso scriverLe perché venga messo in evidenza un fatto che, come altri dello stesso genere, viene sottaciuto e sul quale vige ancor oggi un certo tabù. Il fatto in se stesso si riassume rapidamente: qualche giorno prima di Natale, due seminaristi, in un seminario del nord Italia, sono stati cacciati dal rettore per essere stati scoperti in atteggiamenti affettuosi. Cacciarli prima di Natale ha evidentemente aiutato a dissimulare l’ accaduto in primis agli stessi compagni di seminario ai quali si potrà raccontare la pia frottola che i due si sono ritirati spontaneamente. La notizia, filtrata rapidamente nonostante il silenzio omertoso, mi è stata riferita da un chierico assai affidabile e attendibile.
In quello stesso seminario, qualche decennio fa, davanti ad un caso del genere il rettore sottoponeva i due malcapitati ad alcune visite psicanalitiche (probabilmente per vedere se c’erano dei problemi d’equilibrio mentale) e se risultava che i due erano psicologicamente normali (come di fatto accadeva) venivano reintegrati, pur rimanendo in osservazione quali esseri potenzialmente pericolosi.
Il fatto si può prestare alla condanna dei soliti benpensanti: “Hanno infranto le regole e quindi devono essere puniti!”. Costoro, come tutti quelli che esaminano queste situazioni dando mostra di falso scandalo, non capiscono altro se non ciò che immediatamente appare. Sono come turaccioli che navigano in superficie ed è loro impossibile fare altrimenti.