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martedì 5 novembre 2013

Un altro attivista ateo arrestato in Egitto

freesherifgaber
Cambiano i regimi in Egitto, ma non sembra cambiare il trattamento nei confronti degli attivisti atei: il carcere. A fare le spese del confessionalismo islamico è ora un ventenne arrestato per offese alla religione: aveva creato un gruppo di atei su Facebook. L’ennesimo preoccupante caso di accanimento nei confronti di giovani non credenti in Egitto, che fa seguito a quello eclatante di Alber Saber.

lunedì 4 novembre 2013

Arabia Saudita: vietato guidare, vietato chiedere le riforme

Dal punto di vista dei diritti umani, il mese scorso in Arabia Saudita è andato come gli altri: male.

Sabato 26 ottobre, le autorità hanno fatto di tutto per impedire lo svolgimento della protesta delle donne al volante. Le reiterate minacce di usare la forza, da parte del ministero dell’Interno e  l’hackeraggio del sito della protesta non hanno fatto desistere un gruppo di coraggiose attiviste, che hanno sfidato il divieto e pubblicato online i loro filmati al volante.

martedì 29 ottobre 2013

Il sultano Erdogan e la legge degli atei

Erdogan-Ataturk
Il governo del primo ministro turco Recep Tayyip Erdogania si distingue ormai per il ritorno dell’islam in politica, in un paese tradizionalmente laico. Lo smantellamento progressivo della rigida laicità ereditata da Ataturk per opera del partito al potere di ispirazione islamica, l’AKP, ha suscitato una decisa reazione da parte della società civile, culminata in proteste di piazza. Una delle ultime iniziative è aver tolto il bando sul velo negli uffici pubblici: per contro, accade che venga licenziata una presentatrice, Gözde Kansu, dopo che un esponente del governo si è lamentato perché era apparsa in tv “troppo scollata”.

mercoledì 9 ottobre 2013

Turchia, ok a velo e barba in uffici pubblici. Ma conduttrice tv licenziata per scollatura

Turchia, ok a velo e barba in uffici pubblici. Ma conduttrice tv licenziata per scollatura

La presentatrice turca Gozde Kansu ha perso il lavoro dopo le critiche del portavoce del partito di Erdogan: "Abbigliamento estremo". Nel frattempo però entra in vigore la revoca del bando del copricapo tradizionale per le donne e della barba per gli uomini che lavorano in istituzioni statali. L'opposizione: "E' una spinta del conservatorismo islamico"

sabato 21 settembre 2013

India, hindu contro musulmani: “Love jihad per convertire le nostre donne”

India, hindu contro musulmani: “Love jihad per convertire le nostre donne”

L'organizzazione estremista Vhp denuncia l'ipotesi di complotto dei fedeli all'Islam che punterebbe alla conversione di massa delle giovani utilizzando "l'arma" del corteggiamento. E lo scontro porta alle violenze: solo la scorsa settimana 37 morti

giovedì 19 settembre 2013

Il problema del velo integrale: prima convergenza tra Gran Bretagna e Francia?

niqab
Anche in Gran Bretagna ci si rende sempre più conto di come il multiculturalismo confessionalista crei problemi: ora sulla questione del velo integrale. Un tribunale di Londra ha stabilito che una donna di religione islamica coinvolta in un processo debba togliere il velo quando deve deporre in aula, mentre può tenerlo negli altri momenti del processo. Il caso è quello di “D”, una ragazza musulmana di 22 anni imputata per intimidazione nei confronti di un testimone di un altro processo. Il legale della giovane ha sostenuto che lei non poteva togliere il niqab in pubblico, perché impostole dall’islam. Il giudice Peter Murphy, pur mostrandosi rispettoso, non ha ritenuto opportuno garantire questa eccezione religiosa in ogni occasione, poiché durante una deposizione è importante anche osservare il viso e le espressioni dell’interessato. Quindi la ragazza quando è chiamata alla sbarra non può nascondersi dietro il velo che lascia scoperti solo gli occhi.

domenica 15 settembre 2013

Bangladesh, i giovani blogger atei rischiano sette anni di carcere

Da @PakistanAtheist
In Bangladesh la situazione da mesi è in fermento. Alle manifestazioni dei giovani laici di piazza Shahbagh, anche contro gli integralisti islamici che fomentarono violenze durante la guerra d’indipendenza, sono seguite altre manifestazioni da parte degli stessi islamisti, i quali hanno chiesto a gran voce l’impiccagione per i blogger atei. Per tutta risposto il governo bangladese, per calmare gli animi degli estremisti, ha proceduto all’arresto di diversi attivisti accusati di blasfemia.

lunedì 9 settembre 2013

Yemen, sposa bambina muore a 8 anni. “Troppe lesioni dopo prima notte nozze”

Yemen, sposa bambina muore a 8 anni. “Troppe lesioni dopo prima notte nozze”

Un giornalista freelance ha fatto emergere la storia di Rawan, bimba venduta dalla famiglia a un quarantenne. Le autorità locali negano la notizia, ma il cronista dice di avere "testimoni pronti a parlare". Secondo l'Unicef i matrimoni infantili riguardano il 14% delle yemenite date in dote prima dei 15 anni e il 52% delle under 18

mercoledì 28 agosto 2013

Egitto, polemiche sulla bozza di Costituzione tra sharia e democrazia

Egitto, polemiche sulla bozza di Costituzione tra sharia e democrazia

Dieci "saggi" (tutti uomini) hanno stilato una bozza della Carta che dovrebbe sostituire quella approvata nell'era Morsi. Nel testo, la legge islamica resta "il fondamento della giurisprudenza" e resistono tutte le limitazioni all'uguaglianza di genere. Ma un nuovo articolo vieta la formazioni di partiti su base religiosa

martedì 20 agosto 2013

Medio oriente: si moltiplicano gli scontri interconfessionali

Funerale_islamista
Difficile allo stato attuale azzardare un quadro sintetico ed esaustivo dei disordini in atto un po’ in tutta la regione mediorientale/magrebina e dei loro riflessi in campo internazionale. Dal 2011 in Egitto il potere è passato di mano per ben tre volte e in corrispondenza di ogni avvicendamento al vertice c’è stato anche un avvicendamento tra i rivoltosi. Il regime di Hosni Mubarak si concluse a seguito delle contestazioni di piazza con le dimissioni del presidente e con nuove elezioni democratiche. Il responso delle urne premiò, nemmeno tanto sorprendentemente, il movimento islamista dei Fratelli Musulmani rappresentato dal partito Libertà e Giustizia e dal suo leader Mohamed Morsi. Dopo meno di due anni anche la presidenza Morsi è terminata con la rivolta dei suoi oppositori, ma stavolta l’esercito è intervenuto contro il presidente e al posto delle dimissioni c’è stato l’arresto di Morsi.

sabato 17 agosto 2013

Chi sono i Fratelli Musulmani

Fondati nel 1928 in Egitto, sono un movimento islamico radicale, molto potente e influente

Il leader del movimento Muhammed Badi sostiene che il jihad è un obbligo individuale per ogni musulmano
 
Nelle ultime settimane si è sentito parlare molto dei Fratelli Musulmani e del ruolo politico che potrebbero ricoprire all’intero di un nuovo governo egiziano. Chi è stato dalla parte di Mubarak, in questi anni e in questi giorni, lo ha fatto soprattutto sostenendo che una soluzione democratica avrebbe aperto la strada all’estremismo dei Fratelli Musulmani, portando instabilità nell’intera regione. Il segretario di stato americano Hillary Clinton ha accolto favorevolmente il loro coinvolgimento nei colloqui, ma restano ancora molte perplessità sulla loro reale disponibilità di adesione a un programma politico autenticamente democratico, che rinunci ai precetti del fondamentalismo islamico. Per capire meglio da dove vengono queste perplessità è necessario ripercorrere dall’inizio la storia della Fratellanza, e vedere di che si tratta.

sabato 10 agosto 2013

I diritti calpestati in Siria, Turchia, Egitto, Tunisia

turchia
Dopo la cosiddetta “primavera araba”, dopo l’ascesa al potere dei partiti islamisti, dopo le manifestazioni di piazza laiche, qual è il futuro dei numerosi (e popolosi) paesi mediterranei a maggioranza musulmana? Se si scorrono i paesi dove vi sono turbolenze, si nota che siano formalmente “laici” ma caratterizzati da derive autoritarie.

lunedì 5 agosto 2013

Arabia Saudita, carcere e frustate per i dissidenti

di | 5 agosto 2013

La condanna emessa il 29 luglio nei confronti dello scrittore e attivista Raif Badawi  - sette anni di prigione e 600 frustate – per aver espresso pacificamente le sue idee online, è solo l’ultima di una serie di vergognose violazioni dei diritti umani in Arabia Saudita.

domenica 28 luglio 2013

#Resistpregnant, in Turchia la rivolta delle donne incinte


La rivolta delle donne incinte. Arriva ancora una volta dalla Turchia la delle voce di protesta delle donne, che ieri sera sono scese in piazza in diverse città del paese in contrapposizione alle dichiarazioni del teologo islamico Omer Tugrul Inancer, che sulla tv pubblica Trt1 ha affermato che non solo è “immorale” ma anche “antiestetico” vedere donne in stato di gravidanza esporsi allo sguardo del pubblico.

martedì 16 luglio 2013

La lezione di Malala

Malala-speech
Piccola ma tenace la sedicenne Malala Yousufzai, divenuta simbolo della lotta delle ragazze per l’accesso a scuola contro lo strapotere dei talebani. Nel 2009 racconta in un diario per la BBC la sua vita difficile sotto le milizie islamiste che controllano la zona del Pakistan in cui vive. Nell’ottobre del 2012 i talebani le sparano alla testa mentre è sul pulmino della scuola. È ferita gravemente, ma sopravvive e viene curata poi in Gran Bretagna. Si è ristabilita, è stata candidata al Nobel per la pace e venerdì scorso, giorno del suo compleanno, ha tenuto un coinvolgente discorso a New York, in occasione dell’Assemblea dei giovanni dell’Onu, in cui ha rivendicato il diritto all’istruzione per tutti i bambini del mondo.

domenica 9 giugno 2013

Turchia, la voce delle donne: “Erdogan vuole portarci indietro nel tempo”

Proteste Turchia

Ceren, Merve e Özge da tre giorni dormono in tenda dopo essersi unite al presidio organizzato dai comitati studenteschi delle due Università di Eskişehir, Osmangazi e Anadolu. "Tayyp ha fatto troppi errori. Vuole ricondurci in un contesto in cui la femmina deve essere l’angelo del focolare, dare alla luce almeno tre figli, indossare il velo e avere poche pretese"

domenica 2 giugno 2013

Istanbul: da battaglia per l’ambiente a battaglia per la libertà di espressione

Gran parte delle testate giornalistiche italiane stanno presentando gli scontri in corso a Istanbul come una battaglia tra la popolazione e le forze dell’ordine per salvare i 600 alberi del parco Gezi che, secondo i piani del governo di Erdogan, avrebbero dovuto lasciare il posto a un centro commerciale e a lotti abitativi di alto valore commerciale proprio nel cuore della megalopoli turca.
Per quanto sia estremamente romantico pensare ad un risveglio ambientalista del popolo turco, una simile lettura rischia di rivelarsi di sconcertante superficialità e di tralasciare i numerosi elementi che stanno alimentando la seconda giornata di scontri sul Bosforo.

sabato 25 maggio 2013

Turchia, sì alla legge che limita gli alcolici. “Violata la laicità dello Stato”

Con una maratona parlamentare durata due giorni, il partito del premier Erdogan ha portato al voto il contestato provvedimento che limita luoghi, tempi e modalità della vendita e del consumo di alcolici. L'opposizione kemalista protesta contro "l'islamizzazione della società"

martedì 21 maggio 2013

Il controverso rapporto dell’islam con la sessualità

L’ir­ru­zio­ne della mo­der­ni­tà nella vita di ogni giorno, e le con­se­guen­ze che ne de­ri­va­no, non co­sti­tui­sce un pro­ble­ma sol­tan­to per il cri­stia­ne­si­mo. Tutto som­ma­to, è ormai di­ver­so tempo che ci ha a che fare. Per l’i­slam le cose sono un po’ più com­pli­ca­te: perché è pre­va­len­te­men­te dif­fu­so in paesi meno mo­der­ni, e perché negli ultimi tempi la lea­der­ship del mondo mu­sul­ma­no sembra es­ser­si spo­sta­ta nelle mani di gruppi più con­ser­va­to­ri, quando non aper­ta­men­te in­te­gra­li­sti. Cio­no­no­stan­te, la mo­der­ni­tà rap­pre­sen­ta una sfida ovun­que. In par­ti­co­la­re, quando mette in di­scus­sio­ne com­por­ta­men­ti con­so­li­da­ti in ambiti pri­ma­ri. Uno, in par­ti­co­la­re: la ses­sua­li­tà.

lunedì 29 aprile 2013

Indonesia, la condanna religiosa dell’innocenza giovanile

Le cro­na­che si riem­pio­no sempre più fre­quen­te­men­te di ri­chie­ste di con­dan­ne in nome di Dio. Nes­su­no può pen­sa­re di essere immune dal­l’ac­cu­sa di vio­la­zio­ne del sacro: ovun­que ci si trovi in mi­no­ran­za, si può in­cap­pa­re in de­nun­ce per “bla­sfe­mia”. Ma può ca­pi­ta­re di essere de­nun­cia­ti anche quando è evi­den­te che la cri­ti­ca alla re­li­gio­ne sta sol­tan­to nella testa di chi si sente offeso.