di Paolo Flores d'Arcais
Centomila firme in 48 ore! E’ un vero e proprio tsunami laico e democratico, quello scatenato dall’ appello di MicroMega con cui si esige dal governo Monti che faccia pagare l’ Ici anche alla Chiesa. Una cifra così impressionante mi sembra (ma forse ricordo male) non sia stata raggiunta in così poco tempo neppure da appelli lanciati da siti che hanno ogni giorno milioni di visitatori.
Centomila firme in 48 ore! E’ un vero e proprio tsunami laico e democratico, quello scatenato dall’ appello di MicroMega con cui si esige dal governo Monti che faccia pagare l’ Ici anche alla Chiesa. Una cifra così impressionante mi sembra (ma forse ricordo male) non sia stata raggiunta in così poco tempo neppure da appelli lanciati da siti che hanno ogni giorno milioni di visitatori.
Evidentemente questo successo nazional-popolare indica che nel paese è ormai larghissima l’indignazione per i privilegi smisurati e tabù di cui gode tutto ciò che è protetto dalla Conferenza Episcopale Italiana. Forse si tratta anzi del convergere di due motivi di indignazione: la cinica immoralità di una Chiesa che stando ai suoi testi sacri dovrebbe essere dalla parte dei poveri (è più facile che un cammello...) e invece continua a non pagare le tasse, mentre vengono chiesti sacrifici a pensionati che non arrivano alla fine del mese, e la stanchezza che sta virando in rivolta per l’opprimente presenza della volontà clericale in ogni circostanza della vita pubblica, materiale e spirituale, malgrado uno Stato democratico sia tale solo se libero dall’influenza di qualsivoglia Chiesa (lo sapeva già il liberale conservatore Cavour, e in tempi di 150° anniversario varrebbe la pena applicare il suo “libera Chiesa in libero Stato”).
