
VENEZIA – «Invece che davanti al crocefisso, la gente dovrebbe inginocchiarsi davanti a chi soffre per davvero, di fronte ai ragazzi persi nel dramma della droga o dell’ immigrazione. Anche Cristo ha sofferto per noi, certo. Ma succedeva secoli fa». Fuori concorso a Venezia con Il villaggio di cartone, è toccato all’ ottantenne Ermanno Olmi riaccendere le polemiche sull’ immigrazione con un attacco non troppo velato alla Chiesa e alle sue istituzioni.
Ben più coraggioso dei giovani Crialese e Patierno, alla Mostra con due opere su extracomunitari e sbarchi, il Maestro ha preso di petto la questione con un film che racconta di un parroco che apre le porte di una chiesa a un gruppo di immigrati clandestini.
«La Chiesa dovrebbe essere come una casa, un posto che faccia entrare tutti senza fare domande – ha detto rispondendo a uno spettatore irritato – e finché non sarà così, [..