
E' recente l'accesa polemica (con tanto di denunce penali per "vilipendio della religione cattolica") innescata dai seguaci della Chiesa Cattolica contro Dante Svarca, ex comandante dei vigili urbani di Ancona, "reo" di aver denunciato il vescovo di Ancona Menichelli per il reato di "abuso della credulità popolare" in relazione alla ciclopica "impostura" secondo cui il rito sciamanico dell'eucarestia, se celebrato da un "prete", determina la cosiddetta "transustanziazione", cioè la prodigiosa trasformazione dell'ostia (= farina di frumento) in vera carne e vero sangue di Gesù Cristo, alias il "figlio" di un'altra Divinità, chiamata comunemente "Dio". Al di là delle paradossali e grottesche considerazioni che si debbono necessariamente trarre da questa "impostura" propinata dalla Chiesa ai danni dei creduloni (i quali sono invitati a cibarsi, come cannibali, del Figlio del loro Dio, per poi espellerlo sotto forma di cilindro fecale nelle fogne), ciò che meraviglia è l'arroganza delle associazioni cattoliche che si indignano di queste loro "imposture" e "denunciano" all'autorità giudiziaria chi nient'altro ha fatto se non segnalarle a tutela dei poveri di spirito che si fanno abbindolare. E' come se un mago asserisse, con spot pubblicitari e in altro modo, di riuscire a creare con riti magici amuleti o fatture e pretendesse, poi, di denunciare per "vilipendio della magia" chi lo bollasse come impostore che abusa della credulità popolare.