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domenica 17 luglio 2022

Prime immagini dal telescopio spaziale James Webb

Prime immagini dal telescopio spaziale James Webb

L'alba di una nuova era per l'astronomia è iniziata quando il mondo ha dato un primo sguardo alle piene capacità del telescopio spaziale James Webb della NASA, una partnership con ESA (Agenzia spaziale europea) e CSA (Agenzia spaziale canadese). Le prime immagini a colori e i dati spettroscopici del telescopio sono stati rilasciati durante una trasmissione televisiva alle 10:30 EDT (14:30 UTC) di martedì 12 luglio 2022 dal Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, nel Maryland. Questi obiettivi elencati di seguito rappresentano la prima ondata di immagini e spettri scientifici a colori raccolti dall'osservatorio e l'inizio ufficiale delle operazioni scientifiche generali di Webb. Sono stati selezionati da un comitato internazionale di rappresentanti di NASA, ESA, CSA e Space Telescope Science Institute.

Queste prime immagini dal telescopio spaziale più grande e potente del mondo mostrano Webb al massimo della sua potenza, pronto per iniziare la sua missione per  svelare l'universo dell'infrarosso.

Nebulosa Carina.































Crediti: NASA, ESA, CSA e STScI



























Credits: NASA, ESA, CSA, and STScI

domenica 1 giugno 2014

Teoria del Tutto, un nuovo capitolo

Il fisico David Deutsch propone una riformulazione della sua “theory of everything”, utilizzando come nuovo ingrediente la teoria dell’informazione. Con l’obiettivo di unificare fisica classica e fisica quantistica attraverso un sistema di meta-leggi che regolano il mondo


di Giulia Bonelli



Sherlock Holmes in un'illustrazione del 1904 di Sidney Paget. Crediti: Wikimedia Commons
Sherlock Holmes in un’illustrazione del 1904 di Sidney Paget. Crediti: Wikimedia Commons

martedì 13 maggio 2014

L’inverno dell’asteroide

era glaciale asteroide
Trovata la prima prova fossile del drammatico raffreddamento globale conseguente all’impatto cosmico che portò all’estinzione (anche) dei dinosauri. Il risultato conferma quindi l’ipotesi che l’impatto dell’asteroide causò un repentino abbassamento delle temperature su tutto il globo, dando vita a quell'era glaciale che fece perire gran parte delle specie del cretaceo

sabato 3 maggio 2014

Un reperto archeologico nell’Universo

Il Telescopio Magellano in Cile, dove sono state condotte molte delle osservazioni sulla galassia Segue 1. Crediti: Anna Frebel
Il Telescopio Magellano in Cile, dove sono state condotte molte delle osservazioni sulla galassia Segue 1. Crediti: Anna Frebel

Un articolo pubblicato su Astrophysical Journal svela l’importanza di Segue 1, galassia fossile lontana e composta da pochissime stelle. L’ipotesi è che la sua formazione stellare potrebbe dirci molte cose sull’evoluzione dell’Universo primordiale, aprendo addirittura la strada a nuovi processi prima sconosciuti

sabato 5 aprile 2014

Quando è nata la Terra?

Quando è nata la Terra?
Un modello elaborato dagli scienziati avanzerebbe nuove ipotesi relative alla datazione del nostro Pianeta e anche del suo Satellite.

giovedì 27 marzo 2014

Miraggi nel deserto quantistico

Il satellite Planck dell'Agenzia spaziale europea crediti: ESA)
Il satellite Planck dell’Agenzia spaziale europea (crediti: ESA)

Un articolo pubblicato su Monthly Notices, analizzando l’equazione di stato dell’energia oscura, suggerisce che la sua vera natura sia una forma dinamica dell'energia del vuoto quantistico, variabile nel tempo. Compatibile con i risultti di BICEP-2? Media INAF lo ha chiesto ai due autori

domenica 23 marzo 2014

L’eco del Big Bang

NGC_4414_(NASA-med)
CRONACA – Se, negli ultimi decenni, le scienze della vita hanno decisamente preso il sopravvento su quelle fisico-matematiche in termini di finanziamenti, dibattiti accademici e attenzione mediatica, c’è da dire che la fisica, negli ultimi due anni, si è presa un bel po’ di rivincite. Prima con la scoperta del bosone di Higgs, poi con la conferma del modello inflazionario dell’universo. È infatti di lunedì la notizia che il telescopio Bicep2, installato tra i ghiacci antartici, avrebbe trovato prove dirette dell’esistenza delle onde gravitazionali, aprendo al mondo una finestra temporale sulle prime fasi del Big Bang. Ieri, riportando l’annuncio, vi avevamo promesso un aggiornamento.

mercoledì 26 febbraio 2014

L’Universo nato da uno scongelamento

In questa mappa della radiazione di fondo cosmico, le barre bianche indicano la direzione della polarizzazione della luce più antica nell’universo. Crediti: NASA/WMAP Science Team
In questa mappa della radiazione di fondo cosmico, le barre bianche indicano la direzione della polarizzazione della luce più antica nell’Universo. Crediti: NASA/WMAP Science Team

Un fisico teorico tedesco ha proposto un modello non standard della creazione dell'Universo: la sua origine non è stata una fase estremamente calda e densa, bensì una fase lenta e fredda di trasformazione. Il modello smentisce anche che l'Universo sia in continua espansione

mercoledì 5 febbraio 2014

Dove dobbiamo cercare la vita extra-terrestre?

 Alcune Super-Terre scoperte dalla Missione Kepler confrontate con il nostro pianeta. Crediti: NASA
Alcune Super-Terre scoperte dalla Missione Kepler confrontate con il nostro pianeta. Crediti: NASA

Secondo un recente studio mondi tre volte più grandi del nostro potrebbero avere condizioni ben più propizie per ospitare la vita. E questa è solo l'ultima di una serie di proposte che spingono a cercare la vita extraterrestre al di fuori della zona abitabile.

giovedì 30 gennaio 2014

Hawking: “I buchi neri non esistono”

Hawking:
in foto: Così apparirebbe probabilmente un buco nero posto in un contesto particolarmente ricco di stelle

Così come li conosciamo noi, non esistono. I buchi neri non risucchierebbero solo energia, ma la libererebbero anche, fino all'evaporazione.

mercoledì 22 gennaio 2014

Primo fascio di anti-idrogeno prodotto ed intrappolato al CERN

Primo fascio di anti-idrogeno prodotto ed intrappolato al CERN.
Un altro successo per gli scienziati del Centro per la Ricerca Nucleare di Ginevra ed un passo avanti per lo studio e la comprensione dell'antimateria.

martedì 7 gennaio 2014

Teoria delle stringhe? La prova dallo spazio

Deformazione dello spazio-tempo. Crediti: NASA
Deformazione dello spazio-tempo. Crediti: NASA

Un gruppo di ricerca della Towson University ha ipotizzato che la teoria delle stringhe potrebbe essere dimostrata dall'osservazione del moto dei pianeti del Sistema solare. I primi risultati presentati a Washington al congresso dell'American Astronomical Society.

venerdì 13 dicembre 2013

Tolomeo è duro a morire

Claudius_Ptolemaeus
Sembra difficile a credersi, ma la versione geocentrica dell'universo è dura a morire. E così, dato che una teoria è valida fino a prova contraria, se risponde ai requisiti fisici e matematici che la rendono plausibile, è necessario cercare le prove per confutarla. Prima puntata di un viaggio nell'ipotetico confutabile

martedì 3 dicembre 2013

Atmosfere aliene

Crediti: NASA's Goddard Space Flight Center
Per analizzare la composizione dell’atmosfera di un pianeta extrasolare, gli astronomi l’osservano mentre transita davanti alla sua stella ospite, e guardano a quali lunghezze d’onda la luce l’attraversa o ne è parzialmente assorbita. Crediti: NASA’s Goddard Space Flight Center
 
Utilizzando il potente occhio del telescopio spaziale Hubble, due team internazionali di scienziati hanno rilevato tracce di acqua, deboli ma inconfondibili, nelle atmosfere di cinque pianeti extrasolari. I due studi su The Astrophysical Journal.

martedì 26 novembre 2013

Ricerca astrofisica estrema

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CRONACA – Qualche anno fa è arrivata sul mercato dei videogiochi Lara Croft, una temeraria esploratrice che sfida i limiti della Natura per portare a termine le missioni più audaci. Molti negli anni si sono appassionati all’avvenente eroina e alle sue avventure e si sono immedesimati in lei attraverso il gioco, ma forse non tutti sanno che nella vita reale ci sono dei ricercatori che per portare avanti le proprie missioni scientifiche sfidano le condizioni fisiche più estreme.

domenica 24 novembre 2013

Inizia l’era del neutrino cosmico

Questo è il neutrino a più alta energia mai osservato, attorno agli 1,14 petaelettronvolt (PeV). Rilevato il 3 gennaio 2012 da IceCube, è stato denominato amichevolmente “Ernie”. Crediti: IceCube Collaboration
Questo è il neutrino a più alta energia mai osservato, attorno agli 1,14 petaelettronvolt (PeV). Rilevato il 3 gennaio 2012 da IceCube, è stato denominato amichevolmente “Ernie”. Crediti: IceCube Collaboration
 
L’osservatorio IceCube in Antartide ha rivelato per la prima volta neutrini altamente energetici provenienti dall’esterno del Sistema Solare. Lo studio, frutto dei primi due di anni di attività di questo particolare telescopio inglobato nel ghiaccio, è stato pubblicato su Science. Il commento di Gianfranco Brunetti, INAF-IRA e Massimo Della Valle, INAF - Osservatorio Astronomico di Capodimonte

sabato 9 novembre 2013

Il filamento fa crescere

Immagine a colori da Herschel della nube   L1641 nella costellazione di  Orione
Immagine a colori da Herschel della nube L1641 nella costellazione di Orione
 
L'origine dei filamenti non è ancora ben compresa ma oggi è diventato chiaro che essi giocano un ruolo importante nella formazione stellare e le stelle che nascono dentro i filamenti tendono ad essere più massicce di quelle che si formano all'esterno

giovedì 7 novembre 2013

Asteroidi, Science e Nature: “Minaccia per la Terra maggiore del previsto”

Asteroidi, Science e Nature: “Minaccia per la Terra maggiore del previsto”

Servono più studi e programmi di sorveglianza secondo le due riviste scientifiche che pubblicano contemporaneamente tre ricerche su dati relativi al meteorite caduto sulla Russia. L'evento costringe i ricercatori a rivedere i modelli teorici sulla probabilità di impatto

 

sabato 2 novembre 2013

Un po’ di LUX sulla materia oscura

Il rivelatore allo xeno liquido dell'esperimento LUX
Il rivelatore allo xenon liquido dell’esperimento LUX
 
La materia oscura potrebbe non essere costituita di particelle, seppure debolmente interagenti con la materia ordinaria. Questi i risultati dei primi 85 giorni di osservazioni del Large Underground Xenon experiment, collocato nel cuore di una miniera d'oro nel Sud Dakota, Stati Uniti e che sembrano smentire recenti osservazioni condotte da altri gruppi di ricerca.

mercoledì 30 ottobre 2013

Così simile al nostro pianeta

Credits: JASIEK KRZYSZTOFIAK/NATURE
Credits: JASIEK KRZYSZTOFIAK/NATURE
 
È il più simile mai rilevato, per dimensioni e densità. Contrariamente però alla Terra ha un'orbita così stretta intorno alla sua stella, Kepler - 78, che la sua superficie raggiunge i 3000 gradi. Questo non diminuisce il valore della scoperta e dello strumento che l'ha resa possibile, il cacciatore di pianeti HARPS - N installato al Telescopio Nazionale Galileo, alle Canarie. È un risultato straordinario dice il presidente dell'INAF, Giovanni Bignami