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martedì 14 agosto 2012

Sulla Verità

Nel più im­ma­gi­ni­fi­co dei dia­lo­ghi Pi­la­to chie­de a Gesù: “Che cos’è la ve­rità?”, ma il Mes­sia, ri­fe­ri­sce il van­ge­lo di Gio­van­ni, non pro­ferì pa­ro­la. D’al­tron­de, per il Gesù dei van­ge­li, la ve­rità è que­stio­ne pret­ta­men­te con­nes­sa alla fede in lui (“Ego sum Ve­ri­tas”) poco con­so­na ad una ela­bo­ra­zio­ne in­tel­let­tua­li­sti­ca. Cos’è la ve­rità, dun­que? I fi­lo­so­fi, in pre­va­len­za, han­no ri­spo­sto al que­si­to con­si­de­ran­do la ve­rità come evi­den­za at­tra­ver­so l’ar­ci­no­to ada­gio adae­qua­tio men­tis et rei, e cioè cor­ri­spon­den­za dei con­cet­ti alla realtà del­le cose. Que­sto fino a quel­la che vie­ne de­fi­ni­ta, nei tem­pi no­stri, la svol­ta lin­gui­sti­ca del­la fi­lo­so­fia che da Witt­gen­stein in poi si è im­po­sta (lo stes­so Hei­deg­ger ne subì a suo modo il fa­sci­no). In par­ti­co­la­re per Witt­gen­stein non esi­ste (o me­glio non esi­ste più come si pen­sa­va un tem­po) un rap­por­to uni­vo­co tra la realtà e il lin­guag­gio, il mon­do, in­fat­ti, può es­se­re de­scrit­to da mol­te­pli­ci lin­guag­gi. Co­sic­ché, se­guen­do que­sta li­nea di pen­sie­ro, si deve ri­pen­sa­re al con­cet­to di ve­rità so­ven­te le­ga­ta, essa ve­rità, alla se­di­men­ta­zio­ne di va­rie cre­den­ze che sboc­cia­no in un de­ter­mi­na­to mo­men­to sto­ri­co. Come bene ha spie­ga­to Ror­ty, il pa­ra­me­tro del con­trol­lo sul­la ve­rità non è più il mon­do ma ha a che fare con le pra­ti­che lin­gui­sti­che di una cer­ta epo­ca. Pe­rel­man rin­ca­ra la dose so­ste­nen­do la for­za­tu­ra in­tol­le­ra­bi­le di un ra­gio­na­men­to che iden­ti­fi­cas­se la ve­rità con l’evi­den­za, fa­cen­do leva, a so­ste­gno del­la sua tesi, su que­gli am­bi­ti che sfug­go­no, per sta­tu­to, alla lo­gi­ca for­ma­le di tipo ma­te­ma­ti­co, come la po­li­ti­ca, l’eti­ca, il di­rit­to.

lunedì 26 settembre 2011

LA VERITÀ DI RATZINGER. LA RELIGIONE RIVELATA E L' IMPRINTING


Dottrina rivelataJoseph Ratzinger da cardinale si è mostrato in genere, almeno nei primi anni, persona equilibrata, intelligente, lontana da ogni infatuazione, e in particolare da ogni infatuazione mariana.
Ma allora il suo compito era quello del cane da guardia, sicché poteva giocare in certo senso sulla difensiva. Ora invece, da papa, passa all’ attacco, diventa missionario, vuole rievangelizzare l’ Europa scristianizzata; e allora l’ intolleranza intrinseca al cristianesimo (cfr. “io sono la via, la verità e la vita”) salta fuori tutta.
Benedetto XVI predica ai quattro venti che la verità esiste, eccome; non perde occasione per precisare che la verità di cui parla è quella della Chiesa cattolica (cfr. la “Dominus Jesus”); e ci assicura, tra l’altro, che la pace si può avere solo se si accetta e si vive quella verità.