
L’ archivio dei ricatti era l’ arma con cui mettere sotto scacco il clero di mezza Italia. Nomi, cognomi, indirizzi, numeri di telefono, stampe dei messaggi inviati e ricevuti su Facebook: le presunte prove dell’ estorsione aggravata e continuata ai danni dei sacerdoti omosessuali adescati via web. Contenute nel personal computer e nella documentazione sequestrati dai carabinieri a Giuseppe Trementino, bagnolese di 30 anni, e Diego Caggiano, 35enne originario di Torraca, in provincia di Salerno, ma trasferitosi da anni a Tornimparte, nell’Aquilano. Molti dei parroci citati nelle carte dell’ inchiesta non sono ancora stati identificati. [.