IL VATICANO E IL FASCISMO CONDANNATI ALL' ACCORDO
Nel 1895 gli abitanti liberali di Borgo, il quartiere romano che si affaccia su piazza San Pietro, decisero di festeggiare con discorsi e luminarie il venticinquesimo anniversario della presa di Roma. Un'altra festa laica alle porte della Santa Sede, forse ancora più pericolosa di quella per l'inaugurazione del monumento a Giordano Bruno in Campo de' Fiori il 9 giugno del 1889? Il cavaliere Giuseppe Manfroni, commissario di pubblica sicurezza, corse ai ripari. Prima parlò con gli organizzatori della festa e li convinse a evitare che le luminarie venissero estese a piazza San Pietro. Poi parlò con i suoi abituali interlocutori del Vaticano per evitare che i clericali rispondessero alle celebrazioni blasfeme con un pubblico funerale dei soldati pontifici morti il 20 settembre 1870. Non riuscì a impedire qualche reciproca provocazione, ma la giornata passò senza troppi inconvenienti. E Manfroni tirò un sospiro di sollievo.
