L’ avvocato Walter Van Steenbrugge ha 47 anni ed è belga. Circa un mese fa è salito agli onori della cronaca perché ha annunciato di aver intentato un’azione legale di massa, una specie di class action, contro il Vaticano ed il Papa per i danni subiti dalle vittime dei presunti abusi sessuali da parte di preti e sacerdoti in diverse parti del mondo. L’ azione legale è stata promossa dalle associazioni delle vittime
Blog Laicità Contro
lunedì 17 ottobre 2011
UN’ AZIONE MEDIATICA CONTRO IL PAPA. PARLA L’ AVVOCATO
L’ avvocato Walter Van Steenbrugge ha 47 anni ed è belga. Circa un mese fa è salito agli onori della cronaca perché ha annunciato di aver intentato un’azione legale di massa, una specie di class action, contro il Vaticano ed il Papa per i danni subiti dalle vittime dei presunti abusi sessuali da parte di preti e sacerdoti in diverse parti del mondo. L’ azione legale è stata promossa dalle associazioni delle vittime
domenica 18 settembre 2011
UN’ ALTRA DENUNCIA CONTRO IL PAPA
Dopo la denuncia per crimini contro l’ umanità ora il Papa si deve preoccupare di un altro procedimento causato dalle violenze sessuali dei preti. In Belgio le associazioni delle vittime dei sacerdoti cattolici pedofili hanno querelato la Conferenza episcopale belga e la Santa Sede per aver coperto i numerosi casi di violenza verificatasi. La querela è stata presentata al tribunale di Gand.
VATICANO DENUNCIATO – L’ azione legale è stata presentata dai noti avvocati Van Steenbrugge, Van Acker & Mussche in rappresentanza di una settantina di vittime
giovedì 15 settembre 2011
PAPA DENUNCIATO ALL' AJA, IL GIURISTA: ''ATTO SENZA SENSO, GODE DI IMMUNITA' ASSOLUTA''
Roma, 14 set. - Il ricorso all’ Aja contro il Papa, ''non sta - è il caso di dirlo - né in cielo né in terra''. Lo afferma in un'intervista al 'Corriere della Sera' Tommaso Edoardo Frosini, ordinario di diritto pubblico comparato all’ Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
Secondo Frosini la Corte dell' Aja ''senza dubbio dichiarerà inammissibile il ricorso''. E ne spiega le ragioni: ''Innanzitutto, più che di un ricorso giurisdizionale vero e proprio, mi sembra una provocazione mediatica, per far ritornare alla ribalta il caso della pedofilia di alcuni membri del clero. Ma qualsiasi avvocato sa che un ricorso del genere non ha nessuna possibilità non solo di essere accolto, ma anche di essere esaminato nel merito.
mercoledì 1 giugno 2011
CRITICHI IL PAPA SU FACEBOOK? TI BECCHI UNA DENUNCIA
31 maggio 2011 - Succede in Croazia.
Papa Benedetto XVI continua la sua serie di visite nella zona adriatica del Mediterraneo: ora ad accoglierlo sarà la Croazia, dove il pontefice si intratterrà dal 4 al 5 giugno prossimo, con un passaggio nella capitale, Zagabria. I media locali sono tutti ovviamente concentrati sulla vicenda, compreso un portale internet, chiamato Index, che però pubblica una notizia curiosa: ad attenderlo il Papa troverà un detrattore, un critico di meno: perchè il giovane in questione, che si era permesso di pubblicare su Facebook dei commenti non certo lusinghieri nei riguardi di Benedetto XVI, è stato accusato di discriminazione dalla polizia croata.
LE ACCUSE – Tutto, l’abbiamo detto, per alcuni post su Facebook non appropriati, secondo le forze di sicurezza croate.
Se in questi giorni avete un’opinione sulla visita di Papa Ratzinger in Croazia, e non siete entusiasti del personaggio e di ciò che pensa, non condividetelo pubblicamente su Facebook, perchè potrebbe arrivare la polizia a bussarvi alla porta. La polizia di Zadar ha confermato a Elis Zodan di Index che Stipe I. è stato accusato, a 22 anni, di reati come discriminazione razziale e di diverso tipo, perchè ha scritto su Facebook messaggi contro il Papa, come quando ha scritto che il pontefice sarebbe stato “miserabile e semplicemente spazzatura”.
Così dunque il fatto: un ragazzo poco più che ventenne pubblica su Facebook, nell’ambito della sua libertà d’espressione, parole colorite contro il Papa; e, come dice Index, qualcuno pensa che questo sia qualcosa di simie ad “un’istigazione all’assassinio”, e lo denuncia per discriminazione.
NESSUNO E’ AL SICURO – Ciò che la polizia Croata aggiunge per giustificare l’ arresto è ancora più grave: i diritti del ragazzo dovrebbero passare in secondo piano perché il Papa è al primo posto fra le preoccupazioni della macchina statale del paese balcanico.
La polizia, d’altro canto, si è rifiutata di spiegare ciò che era così drammatico fra ciò che il giovane aveva scritto. (…) “In questo caso, dobbiamo sospendere l’interesse pubblico all’espressione, perchè la sicurezza del Santo Padre è il nostro problema principale in questo momento.
Index non manca di notare le conseguenze drammatiche di questa linea di pensiero: e allora fra le centinaia di migliaia di utenti su forum e social network che non fanno altro che criticare il Papa per le sue mancanze, o gli rivolgono appellativi non proprio coloriti, ci dovrebbe essere un arresto ogni cinque minuti.
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