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martedì 6 settembre 2011

CARDINALE SEPE: NON POSSO DIRE A SAN GENNARO «SPOSTA IL MIRACOLO»


Il miracolo di San GennaroL' Arcivescovo di Napoli: «Chiedo rispetto per questo evento straordinario». De Magistris e Caldoro d'accordo con il Cardinale.
NAPOLI - E' impossibile chiedere a San Gennaro di spostare il giorno in cui compiere il «miracolo» soltanto perchè è stata abolita la festività patronale. A dirlo, tra ironia e incredulità, il cardinal Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, commentando la decisione contenuta nella manovra, che abolirebbe tutte le festività non laiche eccetto quella dei santi Pietro e Paolo, del 29 giugno.
«Possono pure decidere di spostare San Pasquale, ma San Gennaro ha una sua peculiarità - ha detto il presule parlando a Napoli con i giornalisti- è un evento che avviene in quel giorno. [...]
Io non posso dire San Gennaro aspetta, il miracolo fallo domenica (ha detto in vernacolo). Non si può chiedere al Santo di fare il miracolo in un altro giorno. E' un evento soprannaturale che avviene proprio quel giorno». Il 19 settembre, ricorrenza nella quale si verifica la liquefazione del sangue del martire all'interno del Duomo, per il cardinale Sepe, «non è solo una data, ma è un evento che avviene proprio in quel giorno».
Il cardinale ha poi aggiunto: «Chiedo rispetto per questa nostra tipicità, per questo fatto straordinario. In ogni caso - ha concluso - loro facessero quello che vogliono, noi facciamo quello che vogliamo».
De Magistris: «Su San Gennaro bene la posizione del Cardinale Sepe» - Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, condivide le parole dell' arcivescovo della città, Crescenzio Sepe, secondo il quale la festa di San Gennaro non può essere disciplinata da una norma legislativa e dalla decisione del Governo che vorrebbe accorpare alla domenica le feste patronali.
«Non posso che condividere le parole del cardinale Sepe. La ricorrenza di San Gennaro ha un carattere religioso e mistico che certamente non può essere disciplinato per legge - ha detto il primo cittadino partenopeo - Il sangue del santo patrono della nostra città si scioglie il 19 settembre, una data che, oltre ad avere un alto valore simbolico per tutti i cittadini napoletani, è anche un momento di costruzione di legami identitari e comunitari che l'amministrazione deve proteggere», ha concluso.
Caldoro: «Sulla festa di San Gennaro sono d'accordo con il cardinale Sepe» - Il governatore della Campania, Stefano Caldoro, condivide le parole del cardinale Crescenzio Sepe secondo il quale la festa di San Gennaro non può essere spostata la domenica. «Sono totalmente d'accordo con la posizione della chiesa di Napoli - ha detto il presidente della Regione - non ci sono distinguo su questo argomento». «Non posso che sottoscrivere quanto ha affermato il cardinale - ha ribadito Caldoro - e l'ho detto già pubblicamente quando lui ne ha parlato».

NAPOLI, FACEBOOK IN RIVOLTA: “RIDATECI SAN GENNARO”


San GennaroNAPOLI – I napoletani proprio non ne vogliono sapere di rinunciare alla festa del Santo Patrono di Napoli. 
“San Gennaro non si tocca” – è il grido lanciato dai cittadini insieme al cardinale Crescenzio Sepe. La Curia si era già fatta sentire dopo la prima bozza della manovra. Ora sono arrivate le modifiche con il “salvataggio” delle sole feste laiche mentre le religiose saranno accorpate alla domenica. Ma l’Arcivescovo ha sottolineato: “A San Gennaro non si comanda”.
Ancora più insistenti le voci dei vicoli che stanno organizzando una vera e propria rivolta popolare. Dalla Sanità ai Quartieri, da Forcella (adiacente a via Duomo) fino a piazza Garibaldi. Il coro è unanime. Anche i membri della Deputazione di San Gennaro sono convinti che «eliminare la festività sia un atto gravissimo». Più razionale il commento di Federconsumatori che paventa una pesante ricaduta sul turismo: «La Festa di San Gennaro – con i suoi riti, quale la processione, le invocazioni ma anche l’ aspetto folkloristico delle bancarelle – richiama turisti da tutto il mondo». [...]
 Al Rione Sanità dove nel primo secolo dopo Cristo furono custodite le spoglie del Patrono si preparano gli striscioni: “San Gennà, sì robba nostra. Se o Governo non te vò fa a fest, ’a facimm nuje a fest o guvern. Non vutamm cchiù”.
Intanto le anziane dei vicoli paventano sciagure e disgrazie per la relegazione di San Gennaro in serie B: «Faccia gialla non perdona, ci ha sempre protetto. Ma se s’arrabbia…” Insomma, per i napoletani, ci sono leggi che se non sono giuste si possono anche non rispettare. «Il Senato faccia ciò che vuole, noi facciamo ciò che vogliamo».
C’è chi ha già attuato una raccolta di firme. E’ l’iniziativa promossa dal gruppo editoriale ‘Lunaset’ che proseguira’ fino al 18 settembre ed a cui hanno subito aderito esponenti della giunta e del consiglio regionale oltre al Procuratore Capo Giovandomenico Lepore. La petizione, indirizzata al premier Berlusconi, può essere sottoscritta anche via internet oltre che per le strade di Napoli (un camion Lunaset girerà per la città).
Dal canto suo, Gennaro Capodanno, presidente del comitato Valori collinari, ha riservato sulla sua pagina facebook il notissimo slogan “San Genna’, futtetenne (San Gennaro, fregatene, ndr)”. (di Matilde Andolfo)

martedì 14 giugno 2011

GIOBBE, RATZINGER, E IL SANGUE DI SAN GENNARO

L' ampolla con il sangue di San Gennarodi Renato Pierri.
Barbara Serra, durante la sua trasmissione Cosmo (Rai3 - 15 giugno), chiede ad un serio giornalista di una seria rivista cristiana: "Perché alle volte il miracolo non avviene e il sangue di San Gennaro non si liquefa?", e il giornalista risponde: "Questo bisogna chiederlo a Dio".
Ora, io comprendo la domanda di Giobbe sull' eterno problema che assilla l' uomo - la sofferenza del giusto - anche se il patriarca commetteva l' errore di attribuire alla volontà di Dio i mali da cui era afflitto.
Comprendo la profondità della domanda di papa Ratzinger al Signore, nel maggio del 2006 ad Auschwitz: [...]

«Perché Signore, hai taciuto? Perché hai potuto tollerare tutto quest’ eccesso di distruzione e questo trionfo del male?».
Però trovo ridicola la domanda: "Dio, perché alle volte non fai liquefare il sangue di San Gennaro?". Il pensiero - contraddetto dalla storia e dall'esperienza della vita di tutti i giorni - che Dio possa intervenire nelle vicende umane, è comprensibile, ma che possa intervenire in un'ampolla, è semplicemente assurdo e offensivo, giacché significa considerare il Signore una sorta di mago.
Però, se proprio vogliamo osare, allora forse potremmo domandargli: "Dio, perché hai bisogno che il prete agiti, e giri sottosopra l'ampolla? Non potresti, mentre l'ampolla resta immobile, far ribollire il sangue, facendolo risalire lungo le sue pareti?". Ma comportiamoci seriamente, e non osiamo, ché il cristianesimo è una religione seria.

Renato Pierri