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venerdì 20 luglio 2012

STUDI SULL'ANTICO TESTAMENTO: LA SCONFESSIONE DEL MESSIA CELATA NEL LIBRO SAPIENZA

Perché gli ultimi 10 libri dell'Antico Testamento non sono gli ultimi libri dell'indice della Bibbia?
Perché questi 10 libri - più vicini alla natività - sono stati retrocessi?

Tutti i testi biblici che vanno dal III secolo a.C. alla nascita di Cristo non profetizzano l'avvento del Messia. Per nascondere l'intollerabile assenza, questi libri sono stati retrocessi affinché il lettore non scorga il vuoto profetico nei testi biblici più vicini a Cristo. Il libro Sapienza, ultimo in ordine temporale, è stato indietreggiato di 19 posti. E simile sorte è toccata agli altri nove libri. [cronologia]

Proprio nel libro della Sapienza è racchiusa la più eclatante sconfessione biblica. Questo testo è stato scritto nella stessa epoca in cui è nato e vissuto Cristo (Introduzione La Bibbia - Ed. San Paolo, 2009), ma l'autore sapienziale non sa nulla di Cristo. L'angelo del Signore aveva già annunciato il concepimento verginale di Maria, la madre di Dio aveva già partorito il figlio di Dio, erano giunti persino i re magi, ma l'agiografo - sotto l'ispirazione divina - ignora l’evento messianico già iniziato, nonostante la sacrosanta dichiarazione: "Egli [dio] mi ha concesso la conoscenza infallibile delle cose" [Sapienza 7,17].

Ma c’è qualcosa di più clamoroso che custodisce il libro della Sapienza.

sabato 7 luglio 2012

STUDI SULL'ANTICO TESTAMENTO: La nascita del modo di produzione asiatico raccontata dalla Bibbia

Le prime esperienze di civiltà che diedero storicamente luogo a uno Stato furono le società a modo di produzione asiatico, a partire da quella sumerica poi diffusa con varie modalità in tutta l’area medio-orientale e mediterranea, dalla Grecia all’Egitto, dall’India al Nord-Africa. La nascita delle prime formazioni statali comportò cambiamenti rivoluzionari nella situazione dell’umanità a tutti i livelli, dalle strutture economiche alle forme ideologiche prevalenti. Soprattutto, accelerò lo sviluppo di tutte le popolazioni, poiché il sorgere di uno Stato costrinse tutti i popoli vicini a reagire oppure a finire schiacciati, considerato che tra le altre novità permesse dal sorgere degli Stati asiatici, l’accresciuta potenza militare non fu tra le meno importanti. Tutti i capitribù dall’Arabia all’Indo, sognarono di farsi re, trasformare le proprie capanne in palazzi, i propri sepolcri in piramidi, i propri servitori in armate. Per la prima volta, la legge dello sviluppo combinato, che spinge le zone arretrate a saltare o tentare di saltare fasi storiche per raggiungere le punte più avanzate dello sviluppo, influenzò decisivamente la storia dell’umanità [1].

Naturalmente, imitare non basta. In assenza delle condizioni (materiali e non) necessarie a uno sviluppo endogeno di determinati rapporti sociali, la loro importazione dall’esterno può sopravvivere solo sotto forma di guscio vuoto, a meno che non ponga capo a una effettiva trasformazione delle condizioni stesse. Il processo non è meccanicamente predeterminato in una direzione: dall’esistenza delle condizioni necessarie allo sviluppo. Ma perché lo sviluppo crei per certi versi le proprie stesse condizioni occorrono consistenti aiuti dall’esterno, occorrono cioè che le condizioni siano mature almeno a livello generale dell’area complessivamente intesa. Ciò non toglie che tale sviluppo, per certi versi eterodiretto, risulti peculiare e dia luogo a fenomeni di commistione tra epoche e rapporti sociali. Si pensi all’arrivo dei mercanti capitalistici nelle zone arretrate di tutto il mondo, dalla Compagnia delle Indie alle multinazionali del XXI secolo. Per questo l’imperialismo, ossia l’esportazione dei rapporti di produzione capitalistici a tutto il globo, ha prodotto fenomeni economici, politici, ideologici nuovi.

Un processo del genere avvenne sistematicamente nella Palestina dei primi millenni avanti Cristo, considerata l’influenza oppressiva quando non la diretta ingerenza dei potenti Stati asiatici contigui. Tale minacciosa e costante presenza fornisce però anche un modello di sviluppo già pronto per i popoli nomadi o semi-nomadi che vivono tra la penisola araba e il deserto del Sinai, che i leader più intraprendenti di queste tribù cercano di imitare per acquisire almeno parzialmente un potere che gli doveva sembrare ed era immenso rispetto al loro di capi pastori, tanto da configurarsi come il rapporto tra uomini e divinità creatrici.

martedì 3 luglio 2012

STUDI SULL'ANTICO TESTAMENTO: L’ASSURDITÀ DEL CREAZIONISMO E LA FUNZIONE DELLA RELIGIONE

PREMESSA

L’Antico Testamento (A.T.) della “Sacra Bibbia” (S.B.), spacciato dall’arcaica organizzazione politica israelita come indiretta rivelazione ispirata dal presunto “Temuto (Elohên), Onnipotente (Sahddaj) Padrone-nostro (Adon-aj) IL QUALE È (YHAWEH) in cielo (djvô = qeoV"= deus = dio)”, consiste in un insieme caotico di nozioni raggruppate nel corso di ben nove secoli, originariamente scritte in aramaico, continuamente rimaneggiati, alterati e riprodotti da un notevole numero di ignoti copisti anonimi (Berlinerblau, 2005) già prima della traduzione in greco detta dei “Settanta” (265 115 a. C.) pervenuta nella sua più antica redazione costituita dal “Codice B” (Fig. 1) del IV sec. d. C. custodito nella Biblioteca Vaticana. Questo libro che, i gestori della religione giudaica prima e quelli della religione cristiana poi, propongono come fonte infallibile di “verità” e di direttive morali, in realtà è colmo di assurde menzogne e di riprovevoli condotte immorali, tanto che persino un noto vescovo, John Shelby Spong (2005), non ha esitato ad affermare che chi pretende di conoscere la verità e di fondare la propria condotta morale sull’ A.T. della S.B. o “non l’ha letto” o “non l’ha capito”. Si evita di riportare i brani della cosiddetta “Genesi” che introduce l’A.T. poiché il farlo sarebbe insulso e vergognoso!

sabato 30 giugno 2012

STUDI SULL'ANTICO TESTAMENTO: LE BUGIE DELLA BIBBIA

Mario Liverani, che insegna Storia del Vicino Oriente Antico all’università La Sapienza di Roma, è autore del volume Oltre la Bibbia. Storia antica di Israele, sostiene che non possono essere considerati storici i racconti più celebri del Vecchio Testamento, come le vicende di Abramo e dei Patriarchi, la schiavitù in Egitto, l’Esodo e la peregrinazione nel deserto, la conquista della terra promessa, la magnificenza del regno di Salomone.

“Gli ebrei, come del resto tanti altri popoli, si sono dati un mito delle origini nel momento in cui ne avevano più bisogno”, dice Liverani. “Oggi, con evidente anacronismo, ma con qualche ragione, si potrebbero accostare quelle pagine del Vecchio Testamento a un documento di propaganda politica”. Occorreva dare un passato nobile ad un popolo che rischiava di perdere la propria identità.

mercoledì 14 marzo 2012

I libri apocrifi:la storia,l'autenticità,le dottrine e gli errori

STORIA DEI LIBRI APOCRIFI

I libri apocrifi (da apokryphos, termine greco che significa "nascosto") detti deuterocanonici furono scritti durante i 400 anni di silenzio tra il libro di Malachia e l'annuncio della nascita di Giovanni il Battista (notizie su altri libri apocrifi, come i vangeli gnostici, sono disponibili su questa pagina).

Il canone ebraico, o palestinese, fu fissato verso la fine del V secolo a.C., ai tempi di Esdra e Nehemia. Dal tempo della chiusura del canone fino a Cristo non ci furono profeti, quindi nemmeno scritti ispirati da Dio. A questo si riferisce Gesù in Matteo 23:35, alludendo all'uccisione di tutti gli uomini retti, che furono perseguitati, da Abele a Zaccaria, il cui libro era l'ultimo del canone ebraico da Lui utilizzato.

Per quanto riguarda il canone dell'Antico Testamento, dobbiamo attenerci senz'altro a quello stabilito dagli Israeliti, poiché è a loro che Dio rivelò la sua volontà e li guidò nella verità mediante i profeti. Conferma infatti l'apostolo: "Qual è dunque il vantaggio del Giudeo?... Grande per ogni maniera; prima di tutto, perché a loro furono affidati gli oracoli di Dio"(Romani 3:1-2).

mercoledì 30 marzo 2011

«Contraffatti: Scrivere nel nome di Dio - Perché gli autori della Bibbia non sono chi crediamo che siano». Il nuovo libro di Bart Ehrman


È appena uscito il nuovo libro di Bart Ehrman, Forged: Writing in the Name of God - Why the Bible's Authors Are Not Who We Think They Are, HarperOne.
Ehrman è professore di Studi Religiosi all'Università della Carolina del Nord e autore di diversi libri di divulgazione sulla storia del Cristianesimo delle origini e del Gesù storico, tra cui Gesù non l'ha mai detto - Millecinquecento anni di errori e manipolazioni nella traduzione dei Vangeli, I cristianesimi perduti - Apocrifi, sette ed eretici nella battaglia per le sacre scritture, Pietro, Paolo e Maria Maddalena - Storia e leggenda dei primi seguaci di Gesù, Il vangelo del traditore - Una nuova lettura del Vangelo di Giuda, e La verità sul Codice da Vinci.

Dal suo libro, non tradotto in italiano, Jesus, Interrupted: Revealing the Hidden Contradictions in the Bible (And Why We Don't Know About Them) ho tratto diversi articoli della serie «Contraddizioni evangeliche».
Ecco una presentazione dell'argomento centrale del libro, tratta dall'articolo di Ehrman «Who Wrote the Bible and Why It Matters» («Chi ha scritto la Bibbia e perché è importante»), dall'Huffington Post: 
I buoni studiosi cristiani della Bibbia, inclusi i principali studiosi statunitensi protestanti e cattolici, sostengono che la Bibbia è piena di bugie, anche se si rifiutano di usare questa parola. Ecco la verità: molti dei libri del Nuovo Testamento furono scritti da persone che mentirono sulla loro identità, sostenendo di essere un apostolo famoso - Pietro, Paolo o Giacomo - sapendo molto bene che erano qualcun altro. Nel linguaggio moderno, questa è una bugia, e un libro scritto da qualcuno che mente sulla propria identità è una contraffazione.
La maggior parte dei moderni studiosi della Bibbia arretrano intimoriti di fronte a questi termini, e per ragioni comprensibili, alcune che hanno a che fare con la loro clientela. Insegnando in seminari cristiani, o a popolazioni universitarie ampiamente cristiane, chi vuole denigrare i preziosi testi delle Scritture definendoli contraffazioni costruite su bugie? E così gli studiosi usano un termine differente per questo fenomeno, e chiamano libri di questo genere «pseudepigrapha».
Troverete questo termine asettico ovunque negli scritti dei moderni studiosi della Bibbia. È il termine usato nei corsi universitari sul Nuovo Testamento, e nei corsi dei seminari, e nei seminari dei dottorati di ricerca. Ciò che la gente che usa questo termine non vi dice è che esso significa letteralmente «testo inscritto con una bugia».
Consiglio sinceramente la lettura dell'articolo intero.