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giovedì 10 novembre 2011

RICORDANDO AMY E SIC!

Inglese, alta ,pelle bianca e tanti capelli neri e lunghi.
Chi era?
Era una cantante, e che cantante!
Il primo disco lo incise a otto anni e da lì, ha avuto un sucesso enorme.
Amy Winehouse aveva ventisette anni e tanta (forse tantissima) voglia di rimettere le cose
a posto.
I vari conflitti con il marito e la riabilitazione l'hanno portata allo sfinimento.
Ma c'era riuscita, finalmente si era disintossicata. ...eppure poco dopo è giunta la "sua ora".
La gente la chiamava "fattona, "drogata", "idiota" e  tanti altri svariati nomi; io la chiamo semplicemente 'Regina del soul'.
Milioni, e milioni di fan seguivano lei , la sua meravigliosa  voce, i suoi album, le sue canzoni e i suoi stati d'animo.
Insomma, avevano un'unica passione : Amy..

venerdì 29 luglio 2011

Terrorismo: LaRouche denuncia un nuovo 9/11 come trampolino per la dittatura

Lyndon LaRouche è uno stimato economista, storico e senatore democratico americano. Le sue considerazioni partono da una conoscenza approfondita dei retroscena della politica Usa e internazionale e si sono rivelate attendibili. E’ il fondatore del movimento internazionale di solidarietà Movisol ndr
26 luglio 2011 (MoviSol) – L’attuale sistema finanziario ha esaurito le opzioni e perciò “si è deciso di muoversi verso una dittatura”, ha dichiarato Lyndon LaRouche in una discussione con alcuni collaboratori il 23 luglio. Riferendosi in particolare al sistema di salvataggio dell’Euro (e del sistema transatlantico) deciso al vertice di Bruxelles (vedi sotto), LaRouche ha sottolineato che non c’è modo che quel sistema possa funzionare, perché il tasso di aumento del debito in rapporto agli asset che lo sostengono è tale da rendere il debito insostenibile. L’amministrazione Obama e l’oligarchia britannica ne sono ben coscienti e hanno deciso di muoversi verso una dittatura come unico modo per mantenere il sistema.
È in questo contesto che occorre considerare l’ondata di attentati e minacce terroristiche della scorsa settimana, culminata nel massacro di Oslo (vedi sotto). Questa serie di sviluppi ricorda il periodo che va dal gennaio al settembre 2001, quando diverse minacce e attentati servirono a mascherare i preparativi per ciò che divenne l’undici settembre.
Nel gennaio 2001, LaRouche aveva denunciato la possibilità di un incidente di tipo “incendio del Reichstag”, sulla base di un’analisi del carattere della nuova amministrazione Bush e della sua propensione all’introduzione di metodi da stato di polizia. Successivamente, durante la primavera e l’estate di quell’anno, una serie di provocazioni tra cui la minaccia di ecoterrorismo a Washington, spinsero LaRouche a denunciare l’imminenza di un possibile attacco di guerra asimmetrica, che si verificò nella forma dell’attacco del 9/11. L’obiettivo era la dittatura negli Stati Uniti, e ci siamo arrivati molto vicino.
Ora, dal punto di vista dei controllori del Presidente Obama, la situazione è molto più disperata. I fatti della scorsa settimana evidenziano che la situazione del debito è fuori controllo sia negli USA che in Europa, e può esplodere in ogni momento. Le varie “soluzioni” approntate, tutte a difesa del sistema oligarchico, non possono riuscire, ma hanno creato condizioni di accresciuto caos e instabilità.
Da questo punto di vista va considerata la serie più recente di attentati e minacce. Oltre al terribile massacro di Oslo del 22 luglio, Mumbai è stata nuovamente bersaglio di bombe terroristiche e negli USA è stata messa in allerta la sicurezza per il pericolo di un attentato imminente alla metropolitana di New York. Il 23 luglio si sono verificate almeno quattro importanti sparatorie, in cui uomini armati di fucile hanno aperto il fuoco sulla folla. Inoltre, da fonti di intelligence oltremare è stato raccolto un dossier di informazioni e indizi anche tratti dai documenti trovati in Pakistan, che contribuisce a creare un clima simile a quello che precedette gli attacchi dell’11 settembre.
Come illustra chiaramente il caso del 9/11, la serie di “minacce credibili” attivate non solo prepara il clima, ma maschera anche le vere intenzioni strategiche. Attivando una serie di potenziali minacce da angoli diversi dalla vera fonte della minaccia, si creano le condizioni sia per l’azione che per la copertura della stessa.
Il 23 luglio, Lyndon LaRouche ha ammonito: “I fatti cruciali degli attacchi del 9/11 furono insabbiati dall’amministrazione Bush, e quell’insabbiamento è continuato con Obama. Se condoniamo questo insabbiamento, non facciamo che invitare altro terrorismo”. LaRouche ha anche chiesto agli americani di vigilare per impedire un colpo di stato negli USA, perpetrato dall’ufficio del Presidente Obama.


giovedì 28 luglio 2011

L’attentatore di Oslo: «Terrorista cristiano fondamentalista ultra-nazionalista filo-sionista pro-israeliano, razzista islamofobico»


Pubblicato da Civium Libertas
Lunedì 25 luglio 2011




Solo poche ore prima di eseguire gli attacchi gemelli di Oslo, il terrorista norvegese Anders Behring Breivik ha inviato a 5.700 persone un ‘manifesto’ di 1.500 pagine, da lui scritto, dal titolo «2083: Una Dichiarazione di Indipendenza Europea».




Come fa notare il Sidney Morning Herald, nel testo Breivik rivela di essere «una di 80 cellule di martiri pronti a sovvertire i governi europei che tollerano l’Islam». Nel manuale Breivik dichiara che «ogni politico che permetta l’immigrazione di musulmani merita di essere ucciso, in quanto traditore filo-multiculturale».

Nel manuale Breivik rivela di essere stato reclutato durante un meeting di Londra nel 2002, dal titolo «Ordine militare europeo e tribunale criminale» dei Templari. Il gruppo che ha organizzato il meeting ha per obiettivo di «prendere il controllo politico e militare dei paesi dell’Europa occidentale e implementare politiche di cultura di estrema destra». Al meeting avrebbero partecipato rappresentanti di diverse nazionalità, inclusi due britannici. Le autorità britanniche stanno ora cercando eventuali complici di Breivik.

lunedì 25 luglio 2011

OSLO: TUTTO QUELLO CHE GIA' SAPETE

di Gianluca Freda


Tutto quello che avreste voluto sapere sugli attentati in Norvegia, ma avete evitato di chiedere, un po’ perché ci arrivavate anche da soli, un po’ perché è sempre la solita solfa.


Sui motivi del doppio attentato terroristico in Norvegia, il cui tragico bilancio è finora di un centinaio di morti, l’unica cosa che bisogna tenere presente è che – come sempre – tali motivi vanno ricercati in direzione diversa, se non del tutto opposta, a quelli insinuati dai giornali e dalle TV di regime dell’occidente. A chiarire la situazione, forse sono utili alcune notizie uscite in sordina nei giorni e negli anni scorsi. Fare due più due non è difficile.
Q: – Quali interessi ci sono dietro l’attentato?
A: Norvegia e Russia hanno raggiunto nel corso degli ultimi anni accordi di cooperazione sempre più stretti tanto per lo sfruttamento dei giacimenti di gas e petrolio dell’Artico, quanto per la partnership commerciale nello sfruttamento di giacimenti mediorientali (in Iraq in particolare). Quest’asse energetico privilegiato tra Russia ed Europa mette a rischio gli interessi strategici americani e il controllo USA sul continente europeo. Era inevitabile che arrivassero, prima o dopo, gli opportuni “avvertimenti”:
1) Dal sito “La voce della Russia”, 07-07-2011:
Entra in vigore l’accordo Russia-Norvegia: nuovi orizzonti nell’Artico
Oggi entra in vigore l’accordo fra la Russia e la Norvegia sulla delimitazione delle zone di competenza nell’Artide e sulla cooperazione nel Mar di Barents e nel Mar Glaciale Artico. Con questo documento, firmato il 15 settembre del 2010, si sono conclusi 40 anni di controversie. L’accordo apre nuove possibilita’ per il libero sfruttamento dei ricchissimi giacimenti di gas e petrolio nell’area di 175 mila chilometri quadrati e regola la collaborazione nel settore ittico. Secondo il ministro degli esteri russo Lavrov, si tratta di un’intesa opportuna e reciprocamente vantaggiosa.

2) Da “Sky – TG24” del 12-12-2009:
Iraq, russi e norvegesi si accaparrano il petrolio
Nel corso dell’asta per l’assegnazione di appalti ventennali sui pozzi iracheni, che si è svolta a Baghdad, la compagnia russa Lukoil e la norvegese Statoil hanno ottenuto la concessione per uno dei maggiori giacimenti petroliferi, nel Sud dell’Iraq. Lo ha annunciato il ministro del petrolio iracheno. Si tratta di uno dei giacimenti più grandi finora mai sfruttati, con delle riserve di quasi 13 miliardi di barili. La coppia Lukoil-Statoil ha strappato il contratto grazie a un’offerta che prevede di accrescere la produzione di 1,8 milioni di barili al giorno.

3) Dal “Corriere della Sera” del 26-10-2007:
Gazprom si allea con la Norvegia E il petrolio tocca nuovi record
MILANO – Gazprom ha scelto la norvegese StatoilHydro come secondo partner nel maxi-giacimento di gas a Shtokman. Il colosso russo guidato da Alexej Miller aveva già selezionato la francese Total come primo partner per sviluppare la fase iniziale del progetto, la cui stima ammonta a 15-20 miliardi di dollari. Le riserve di questo giacimento ammontano a 3.700 miliardi di metri cubi di gas e oltre 31 milioni di tonnellate di gas condensato. [...]